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10 bugie che ci raccontiamo quando diventiamo mamme

Quante bugie raccontiamo a noi stesse quando diventiamo mamme? Elenco semiserio delle bufale che ci raccontiamo

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di Laura Losito


Stiamo cercando di avere un bambino, o magari siamo già incinte, (LEGGI) e ci accorgiamo di non avere la più pallida idea di come gestire certe situazioni in cui vediamo destreggiarsi le amiche già mamme: tipo il bimbo che ti vomita addosso proprio quando stai uscendo, già in ritardo, con l'unica camicetta pulita rimasta nell'armadio. Noi non ce la faremmo mai, ne siamo certe. E, un secondo prima di entrare nel panico, ecco che arriva la salvezza, nei panni di una pietosa bugia che raccontiamo a noi stesse: "Il mio sarà diverso". Ma, diventate mamme, siamo costrette a raccontarci ogni giorno altre piccole menzogne, non per cattiveria o malafede, ma per pura sopravvivenza (LEGGI)

"Mangia sempre sano."
A parte l'altro giorno che abbiamo fatto tardi al supermercato, il piccolo aveva fame, urlava come un pazzo e così in preda al panico gli abbiamo allungato una merendina (orrore!) fuori orario (orrore doppio!), dunque a pranzo non ha toccato cibo e ci siamo ritrovate a metà pomeriggio al parco, con lui affamato e solo una gelateria a portata di mano. Ok, avremmo dovuto avere con noi una merenda sana e nutriente (LEGGI). Ma, di solito, mangia sempre sanissimo.


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"Prima o poi dormirà."
E' quello che ci diciamo quando ha un mese, ed è normale che si svegli ancora per le poppate; lo ripetiamo a otto mesi quando ormai è svezzato e non dovrebbe mangiare più di notte; per poi ritrovarci con un bimbo di due anni che ancora si sveglia le sue brave due o tre volte per nottata e noi che, tra l'esausto e il rassegnato, non possiamo che aggrapparci a questa flebile speranza: Prima o poi dormirà!

"Non ho mai rinunciato alle mie amiche."
Non abbiamo mai rinunciato alle amiche, ma quella che prima era una routine fatta di pause pranzo insieme, aperitivo il mercoledì e pizza il venerdì sera, ora si è ridotta a cinque minuti di chat un paio di volte alla settimana, giusto quelle sere in cui non sveniamo nel letto alle nove - e loro non sono fuori a godersi la vita.

"Lo farò domani."
Alle 18 la neomamma entra in un tunnel da cui esce, se è fortunata, verso le 21. Bagnetto, asciugatura, preparazione della cena, somministrazione della cena, pulizia della cucina, pigiama, pannolino, denti, addormentamento del piccolo. Alle 21, se va bene, la neomamma ha alle spalle tre ore di lavoro serrato che ha iniziato a svolgere quando era già distrutta dal resto della giornata. Se poi, trascinandosi in salotto, rinviene diversi kg di giocattoli sparsi ovunque, nonché il contenuto dei cassetti più bassi riversato sul tappeto, non biasimatela se sospira "Lo farò domani" (LEGGI).


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"E' solo una fase."
Già, la fase per cui sistematicamente il bimbo sputa per terra ogni cibo che non gli aggrada, invece che limitarsi a rifiutarlo prima di introdurlo in bocca. La fase in cui dipinge il pavimento. La fase in cui ignora sistematicamente ogni parola che esce dalla nostra bocca. Che gioia se qualcuno, uno qualsiasi, ci informa che "è solo una fase!"

"Lo fanno tutti i bambini."
Altra frase che suona come la manna dal cielo, anche se assolutamente falsa. Il pregio di questa bugia è se non altro il poterla somministrare anche al nostro compagno o marito, quando si lamenta perché il bimbo gli ha messo in lavatrice la carta di credito (LEGGI)

"Sarà più facile quando…"
Quando camminerà, quando parlerà, quando andrà all'asilo, quando andrà a scuola. Lo sappiamo, che non è mai più facile, se mai il contrarioa. Ma in questo momento non possiamo proprio pensare che sarà più difficile...

"Per una volta non succede nulla."
Oggi abbiamo ceduto al peccaminoso istinto di fare le pulizie in santa pace e abbiamo mollato il bimbo un'ora davanti alla tv. Ieri gli abbiamo dato una merendina fuori orario (vedi sopra). Per una volta non succede nulla, e soprattutto, con una madre al manicomio crescerebbe sicuramente peggio.



"Ho tutto sotto controllo."
C'è sempre qualcuno che ti sorprende mentre sei in preda al panico, con la casa sottosopra, il bimbo urlante, il bucato rovesciato in salotto e la pila di stoviglie sporche nel lavabo della cucina. A quel punto, l'unico modo per sottrarsi all'inevitabile occhiata densa di commiserazione è piazzare in campo la bufala del secolo: "Ho tutto sotto controllo". Già, si vede.

"Non sono poi così stanca"
Ed ecco qui: non so perché sia considerato un crimine oggi essere mamma ed essere stanca. Forse perché già da adolescenti siamo schiacciate da modelli inarrivabili di signorine che partoriscono e due mesi dopo sono pronte a sfilare sulla passerella in biancheria intima. Mentre noi, che dobbiamo solo badare al bambino, come mai siamo così sbiadite e tirate? E' solo un'illusione ottica: no, non siamo poi così stanche.