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Diventare madre da giovane

Una volta le chiamavano “ragazze madri”. La gravidanza in età pre-matrimoniale è stata considerata uno scandalo fino a pochi decenni fa, un’onta da lavare con il classico “matrimonio riparatore”

panciafucsia.jpgUna volta le chiamavano “ragazze madri”. La gravidanza in età pre-matrimoniale è stata considerata uno scandalo fino a pochi decenni fa, un’onta da lavare con il classico “matrimonio riparatore”.
Oggi, benchè la medicina abbia sviluppato e diffuso ampiamente diversi metodi contraccettivi, l’accesso sempre più precoce alla sessualità da parte degli adolescenti non sembra essere accompagnato da una consapevolezza sufficiente delle conseguenze connesse a comportamenti sessuali a rischio.

In generale ciò che colpisce è una forte disinformazione sulle tematiche relative alla sfera della sessualità e della contraccezione; infatti la maggior parte degli adolescenti utilizza come fonte di informazione su questi argomenti il confronto con gli amici, non sempre esperti ed affidabili in materia. I dati dei Consultori materno-infantili e degli Ospedali hanno evidenziato una diminuzione del fenomeno della maternità in età adolescenziale a partire dall’emazione della Legge 194/78 sull’Interruzione volontaria di gravidanza (IVG). In realtà l’aborto resta in parte un fenomeno a numero oscuro a causa del ricorso frequente a pratiche privatistiche clandestine, per aggirare le procedure burocratiche previste dalla Legge 194 e soprattutto per evitare le liste di attesa, dal momento che in Italia l’IVG non può essere praticata oltre la dodicesima settimana di gravidanza.

Data l’età precoce difficilmente la gravidanza in questa fascia d’età comporta l’unione dei partner sotto uno stesso tetto. Più frequentemente quando si decide di tenere il bambino è la famiglia della ragazza che si fa carico dell’accudimento della giovane in stato interessante. In genere dopo i sedici anni se l’adolescente è seguita dal punto di vista medico i rischi connessi alla gravidanza sono pari a quelli di una donna adulta normale, mentre prima dei sedici anni i rischi sono più elevati, con maggiore incidenza di parti prematuri o difficili, con presentazione podalica o di vertice.

Per quanto riguarda la successiva relazione madre-bambino il rischio maggiore è quello comportato dal diventare madre mentre si è ancora nella condizione di essere figlia. Pertanto molte giovani madri si deresponsabilizzeranno nei confronti del proprio bambino, affidandolo interamente alla propria madre o suocera, se presenti. Altre all’opposto potrebbero subire l’intrusività materna sviluppando vissuti di incapacità e sentimenti depressivi.
Anche la disponibilità relativa del sostegno del partner, che in alcuni casi purtroppo è del tutto assente, in un momento così difficile della vita di qualsiasi giovane donna, soprattutto se adolescente, è un altro fattore di rischio che deve essere considerato.

La tutela della salute come diritto del cittadino ed interesse della collettività non può pertanto prescindere da una corretta informazione ed educazione sulle tematiche connesse alla sessualità e alla contraccezione. La scuola è uno dei contesti più efficaci all’interno dei quali svolgere attività di prevenzione.

Isabella Ricci