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Kellogg's e Banco Alimentare uniti per il “diritto alla colazione di tutti i bambini”

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Abbiamo incontrato Kellogg's per conoscere meglio la campagna sociale Breakfast for Better Days e per scoprire “come fanno colazione” i nostri bambini. Ecco cosa è emerso…

Kellogg's e la colazione dei bambini

Iniziare la giornata con una colazione sana e completa significa partire col piede giusto, sia per noi, sia (soprattutto) per i nostri bambini. Un concetto, questo, ormai ampiamente condiviso, ma scarsamente applicato alla pratica quotidiana. Ad approfondire la questione per cercare di capire come le nostre famiglie si comportano a tavola durante il primo pasto della giornata è stata Kellogg, azienda leader mondiale nei cereali, da sempre impegnata anche in ambito sociale e filantropico, con particolare riguardo ai bambini in difficoltà.

Durante un incontro molto interessante, organizzato presso Mom’s The Family Bar di Milano (un bar pensato proprio per mamme e bambini), abbiamo potuto scoprire i risultati di un’indagine quali-quantitativa sui bambini e la prima colazione e conoscere meglio il progetto Breakfast For Better Days, che il brand sta portando avanti con costante impegno insieme a Banco Alimentare.

Breakfast for better days: un miliardo di colazioni a bambini in difficoltà 

Se in questi mesi avete acquistato i prodotti del brand avrete probabilmente notato sulla confezione la pubblicizzazione della campagna Breakfast For Better Days: un programma di responsabilità sociale che l’azienda porta avanti da vent’anni per “aiutare famiglie e bambini in stato di necessità”, come ci ha spiegato Sara Faravelli (Corporate and Brand PR Communication Manager Kellogg's Italia): “Tutti sanno che Kellogg's cerca di portare sul mercato prodotti di elevata qualità, ma forse non tutti sanno che l’azienda è impegnata fin dalla sua fondazione in azioni di filantropia, e che il nostro fondatore ha investito tutto il suo patrimonio in queste attività. Negli anni è nato Breakfast For Better Days: un programma globale che lo scorso anno ci ha permesso di donare in Italia 6 milioni di colazioni a bambini in difficoltà e che per il 2016 ha l’obiettivo di raggiungere 200mila euro, pari a un miliardo di colazioni, da donare a 135mila bambini. Al momento abbiamo raggiunto 900milioni di colazioni, quindi siamo vicini al traguardo!”

Kellog's e banco alimentare: "un impegno costante"

Il meccanismo è molto semplice: per ogni confezione acquistata dai consumatori Kellogg's dona una colazione. Ad aiutare l’azienda sul piano pratico e logistico è Banco Alimentare, presente all’incontro nella persona di Andrea Giussani, presidente della Fondazione, che ha espresso gratitudine al brand:

Spesso le aziende si muovono con grande generosità sulla spinta emotiva innescata da necessità contingenti, come catastrofi o altre cose. Sicuramente una cosa giusta e positiva, ma che poi termina lì. Nel nostro caso però, occupandoci di un fenomeno come la povertà alimentare, che non finisce oggi, ma che domani è uguale, avere un sostegno continuativo, come quello che ci offre Kellogg's, è fondamentale per poter creare percorsi sociali di recupero e di intervento molto efficaci.

Oltre alle donazioni, infatti, Kellogg's affianca Banco Alimentare anche in moltissime altre attività di sensibilizzazione sul territorio, che coinvolgono anche altri enti come ASL e scuole, organizzando incontri educativi su temi che riguardano proprio l’alimentazione e l’importanza della colazione.

Indagine: ecco come fanno colazione i nostri bambini

Come anticipato, l’incontro è stato anche l’occasione per presentare i risultati di un’indagine condotta da GFK sulla colazione dei nostri bambini dal titolo “(Ri)partire dalla colazione: i diritti dei bambini e il ruolo degli adulti”. Un primo dato interessante è che, nonostante gli italiani mettano al primo posto delle regole della salute “un’alimentazione sana ed equilibrata”, soltanto il 39% di bambini tra i 3 e i 13 anni fa una colazione completa tutti i giorni e addirittura 1 bambino su 4 non fa quasi mai colazione. Alimenti privilegiati della colazione sono i biscotti (37%) e le merendine (16%), scelte perché “costano poco, piacciono ai bambini e si mangiano in fretta”. Solo il 6% mangia cereali al mattino, scegliendoli perché considerati un alimento sano. Causa principale di questi “pasti non pasti” è la fretta. Secondo l’indagine infatti le famiglie dedicano in media solo 8,3 minuti alla colazione e il 47% dei genitori ammette “Mio figlio non fa volentieri colazione”.

Questi dati sono stati integrati con un’ulteriore indagine condotta da Kellogg, che ha voluto approfondire il livello di qualità delle colazioni dei nostri figli, coinvolgendo direttamente anche loro. Molto eloquenti sono stati per esempio i disegni fatti dai bambini intervistati che, per rappresentare il momento della colazione, hanno usato pochissimi colori e escluso quasi sempre le figure adulte. Dall’indagine è emerso infatti che quella della colazione è spesso una parentesi solitaria, durante la quale “la mamma finisce di prepararsi per uscire e il papà è già uscito”. Inutile colpevolizzare le famiglie o puntare il dito, perché, come tutti sappiamo, la routine delle giornate feriali (e non solo) è molto severa e non ammette grande flessibilità. La consapevolezza, piuttosto che demoralizzare, può diventare però uno spunto per provare a rendere più appagante e d’appeal il momento di un pasto così importante, che aiuterà i nostri bambini ad affrontare meglio la loro mattinata a scuola.

Un dato su cui lavorare potrebbe essere per esempio quello secondo cui a colazione “il tavolo in cucina non è una tavola: i cibi sono predisposti ma non preparati”. E se ci ritroviamo a combattere quotidianamente con bambini che non vogliono fare colazione, possiamo riflettere su un’altra interessante considerazione emersa dalla ricerca: “la colazione dei bambini è un momento concitato e ispirato a logiche adulte, povero sul piano simbolico e senza valenza pedagogica”. Come sempre insomma, cari genitori, tocca rimboccarsi le maniche e fare del nostro meglio per migliorare le cose per il bene dei nostri figli. Che, in fondo, è anche il nostro.

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