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Vacanze estive con bambini: battaglie per l'ombrellone a riva

Una nostra utente della community ha proposto l’interessante questione del “posto in spiaggia”, sottolineando che spesso il bagnante è costretto ad una vera e propria battaglia. Ma di chi è la spiaggia, cosa dice la legge?

della Dott.ssa Federica Federico

Con l’approssimarsi dell’estate tutte noi ci prepariamo alla stagione balneare. Una nostra amica pianetina ha proposto nella community di Pianetamamma l’interessante questione del “ posto in spiaggia ” (CLICCA), sottolineando che spesso il bagnante è costretto ad una vera e propria battaglia per assicurarsi un posto al sole.


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Giuggioletta dice: "Nel paese dove vivo c'è una sola spiaggia, occupata interamente da soli stabilimenti balneari.
Le prime file sono ogni anno occupate, perché già prenotate dagli anni precedenti e per gli anni successivi.
E io, che ho una bambina piccola, se volessi prenotare per una prima fila […] non potrei mai prendere posto né nella prima, né nella seconda fila, dovrei accontentarmi della terza a causa di gente che non si scolla dal proprio posto e a causa dei proprietari degli stabilimenti che permettono prenotazioni già da anni e anni prima. Io non lo trovo giusto....non c'è un regolamento?
Se decido di prenotare un ombrellone, sotto di esso posso mettere un lettino di mia proprietà?"


Mary78 le risponde:
"Mio marito è titolare di uno stabilimento balneare, quindi vedo di esaudire le tue domande:
gli ombrelloni dell'anno precedente vengono sempre riconfermati, a meno che non è il cliente a voler cambiare posizione o spiaggia. Perdono la priorità dell'ombrellone coloro che il 1° giorno di stagione ufficiale non l'hanno riconfermato. Tu puoi decidere di prenotare un ombrellone e se vuoi il lettino, non lo puoi portare da casa, lo devi prendere in affitto. L’affitto, poi, potrà essere stagionale, mensile o giornaliero a seconda delle tue esigenze".


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Proviamo a chiarire.
Di chi è la spiaggia? Perché un privato può allestirvi uno stabilimento balneare e noleggiare ombrelloni e sdraio? L’accesso alla battigia può essere pregiudicato?

A norma di legge il lido e la spiaggia sono beni pubblici, più specificamente essi sono beni demaniali ed appartengono al così detto demanio marittimo.  Per “lido del mare” si intende tutta quella superficie di riva bagnata dalle acque del mare, ovvero il tratto di spiaggia su cui incidono normalmente le onde, tenendo conto della portate delle ordinarie mareggiate. Diversamente la spiaggia è il restante tratto di terra ferma idoneo e finalizzato all’uso pubblico del mare.      



In concreto, cosa vuol dire che la spiaggia e il lido sono beni demaniali?
Intanto vuol dire che sono beni pubblici di spettanza dello Stato; il che non esclude, tuttavia, che il controllo e la gestione su di essi possano essere esercitati per il tramite delle regioni, delle province o dei comuni. Sono, altresì, res extra commercium, ovvero beni sottratti alla sfera dei rapporti patrimoniali privati. In questo senso non potranno, per esempio, essere alienati, usucapiti o pignorati.
Oltretutto, tali beni non possono essere oggetto di diritti a favore di terzi se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge.  
La legge, in effetti, ammette, entro determinati limiti e per precise utilità, la concessione d’uso dei beni del demanio marittimo. In altre parole è ammissibile che porzioni di aree di demanio marittimo siano affidate alla disponibilità di un privato. Ciò avviene con un atto amministrativo di concessione, generalmente una concessione contratto.
Il privato cittadino, che, attraverso la concessione, entra nella disponibilità del bene demaniale, si impegna a prestare un servizio balneare. Ovvero si impegna ad allestire un “lido” dotato di più e diversi servizi finalizzati alla balneazione (cabine, sdraio, lettini, ombrelloni, docce, igienici, bar e punti ristoro).


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Chi decida di avvalersi del servizio prestato crea un rapporto contrattuale con l’imprenditore balneare. In altre parole, se il bagnante si rivolge al lido per fruire di un servizio, tra lui e il titolare del lido si instaura un classico rapporto privatistico. Ed il fatto che il bene spiaggia sia in origine un bene pubblico non è più rilevante. L’imprenditore balneare in forza della concessione gestisce la sua impresa nella piena autonomia, salvo il rispetto della concessione stessa.
In questo senso il bagnante locherà dall’imprenditore ombrellone, lettino e sedie, aderendo alla offerta commerciale del lido. E, in applicazione delle vigenti norme sulla locazione, dovrà, altresì, trattare con la debita cura i beni messi a sua disposizione dal “lido”. In questo senso se un nostro bambino rompe una sdraio, piuttosto che un lettino, l’imprenditore balneare può legittimamente reclamare il risarcimento dei danni subiti. Naturalmente, ciò vale laddove i beni lesi fossero stati prestati in buone condizioni d’uso, ovvero non fossero già inidonei nel momento in cui sono stati  “noleggiati”.



La questione sollevata dalle nostre amiche non è di poco conto se si pensa che l’Italia gode di 7.500 chilometri di coste, ma di essi solo 3.950 sono balneabili (LEGGI) E di questi una percentuale che oscilla tra il 40% e il 50% é occupata dai stabilimenti balneari.
Vale la pena sottolineare che in nessun caso l'accesso al mare può essere sottoposto a tariffe o pedaggi, ovvero l'accesso alla battigia è sempre libero. La battigia consiste nella striscia di spiaggia entro i cinque metri dal mare. Ed in questo spazio è assolutamente permesso a chiunque appoggiare il proprio asciugamano e i propri effetti personali. Diversamente, non è consentito ingombrarla con oggetti voluminosi (ombrelloni, sdraio o sedie). Tale divieto dipende dal fatto che deve sempre essere consentito a tutti il passaggio, anche ai fini della sicurezza.

Link della discussione:
Lotta per un posto sotto l'ombrellone
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