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Parcheggi rosa per mamme: arrivano anche al Sud

Diversi comuni d’Italia si sono sensibilizzati ed hanno tinto di rosa le loro città. In pratica, in alcune realtà comunali sono state individuate delle aree di parcheggio e sosta destinate alle donne incinta ed alle mamme con bimbi sino all’anno d’età

image_previewAvete presente tutte quelle volte in cui siete in auto con il bebè e, alla disperata ricerca di un posto dove lasciare la macchina, continuate a girare intorno alla vostra meta?
Magari state portando il bimbo al nido o dal pediatra e perdete più di qualche minuto nella impegnativa “missione parcheggio”. E quante volte vi è capitato di dovervi accontentare di posti auto così tanto angusti da costringervi a rocambolesche manovre per gestire figli e passeggini?
In queste situazioni avrete pur sognato un’area di sosta riservata alle mamme. Ebbene a volte i sogni si avverano.

Legislativamente la riserva di aree di sosta, in favore di precipui soggetti o di specifiche utilità, nasce dal riconoscimento di una condizione de facto meritevole di tutela. È innegabile che, in linea di principio, la mamma attraversi un delicato momento della vita sia quando è incinta, sia quando accudisce un bimbo molto piccolo. In questo senso potrebbe sostanziarsi un suo diritto ad un privilegio. Tra l’altro, le mamme potrebbero usufruire delle aree di sosta a loro riservate anche per fronteggiare strette esigenze di cura del bambino. Infatti, durante gli spostamenti in auto, capita che un neonato debba essere cambiato, allattato, dissetato o semplicemente consolato.  
Diversi comuni d’Italia si sono sensibilizzati ed hanno tinto di rosa le loro città.
In pratica, in alcune realtà comunali sono state individuate delle aree di parcheggio e sosta destinate alle donne incinta ed alle mamme con bimbi sino all’anno d’età.
Con un tocco glamour, per la segnaletica sul manto stradale è stato scelto il rosa. E contemporaneamente, con altrettanta originalità, sono stati usati segnali verticali raffiguranti cicogne con il loro fagottino nel becco.

Tendenzialmente le strisce rosa sono una conquista delle città del nord Italia, sono in uso a Torino, Milano, Parma, Firenze, ma anche a Roma. Ed è di questi giorni la notizia che Salerno sta attrezzando le sue aree di sosta rosa.
L’indicazione di parcheggi dedicati alle mamme ed ai loro piccoli va accolta con grande favore. Intanto attesta che gli organi di governo territoriale, da cui dipende la scelta delle strisce rosa, hanno una viva sensibilità verso la maternità. Tali organi sono essenzialmente le giunte comunali e, più nello specifico, gli assessorati alle politiche sociali, alle politiche di promozione dell’infanzia e della famiglia, nonché alle politiche della viabilità.
È chiaro che un’area di parcheggio dedicata alle madri con figli al seguito o in grembo, non risolve la vastissima gamma di rapporti tra lo Stato e “la donna”, ampiamente considerata. Le istituzioni dovrebbero prestare molta più attenzione a quella parte dell’utenza femminile che è donna e madre, lavoratrice e moglie, che genera ed educa i cittadini di questo Paese. Ciò non toglie alle soste rosa una non trascurabile capacità di indirizzare tutti ad una più sensibile riflessione sulla la maternità e sulla donna.

Va chiarito che le strisce rosa non sono avallate dalla legge. Sebbene nascano da una esigenza di tutela riconosciuta ad un soggetto debole, ed in questo senso sono ispirate allo stesso principio sotteso alla sosta invalidi, esse non vengono contemplate nel codice della strada. È per questo che configurano null’altro che l’indicazione di un mero parcheggio di cortesia. In tal senso è emblematica la scritta che normalmente capeggia sulla segnaletica verticale: "Lascia un posto libero, c’è una mamma in attesa, questo posto è per lei".
In altre parole, il rispetto delle strisce rosa è affidato al buon senso degli automobilisti. E ciò implica due immediate  conseguenze:
- l’eventuale occupazione indebita dell’area suddetta non sarà sanzionabile;
- le mamme non saranno esonerate dal pagamento dell’ordinaria tariffa prevista per il parcheggio.

Non può discutersi il fatto che fattivamente le strisce rosa rappresentino un ausilio per le madri e per le donne in dolce attesa. È quindi auspicabile che il fenomeno raccolga sempre più consensi ed adesioni. Del resto, per la sua portata pratica e di principio, non è escluso che in futuro raggiunga l’importante obiettivo di una specifica regolamentazione normativa. 
 
Vuoi sapere se il comune dove vivi ha intenzione di tingere di rosa le strade della tua città oppure vuoi sensibilizzare le istituzioni? Allora rivolgiti agli assessorati alle politiche sociali, alle politiche di promozione dell’infanzia e della famiglia o agli assessorati alle politiche della viabilità della tua città

Dott.ssa Federica Federico
 
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