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Vacanza in montagna con i bambini

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Consigli per la montagna d'estate con i bambini. La pediatra ci ricorda come comportarci, a cosa fare attenzione e come vestire e proteggere i bambini ad alta quota

Consigli per la montagna d'estate con i bambini

In questo periodo si decidono le vacanze: mare, monti, lago, mete lontane? Io però vi chiedo: le vacanze le scegliete pensando a voi adulti o perché desiderate siano ottimali per i vostri bimbi? La scelta del luogo è importante, mare, monti, lago, collina sono utili e confacenti alla salute e al benessere del bambino.

La montagna viene consigliata come meta ideale nel periodo più caldo dell'estate, l’altitudine ha la sua importanza. Se per vacanze in montagna si intendono soggiorni a quote di 1500 – 2000 metri, anche i bambini piccoli, purchè in buona salute, possono trattenersi per periodi di tempo medio lunghi. È importante sapere che la velocità di salita o di discesa e quindi le brusche variazioni di quota possono favorire problemi di riequilibrio della pressione fra orecchio medio ed esterno, con conseguente dolore e trauma al timpano.

Bambini in montagna: consigli e informazioni utili

Se noi adulti avvertiamo la sensazione di ovattamento, di orecchio tappato e deglutiamo per compensare o facciamo la manovra di Valsalva, i piccolissimi possono solo segnalare il disagio piangendo e dimenando il capo. Il rischio, nelle alte quote, di edema polmonare e cerebrale acuti, è uguale a quello riscontrato negli adulti ed avviene nelle medesime modalità. Nel neonato inoltre  si deve tener conto dell’immaturità del meccanismo di controllo respiratorio e della diminuzione dello spessore della muscolatura dell’arteria polmonare.

L’ipossia, infatti, deprime la ventilazione polmonare nel neonato e questo influisce soprattutto sul sonno. Ma stiamo sempre parlando di alta quota. In via precauzionale ai neonati e lattanti al di sotto dei 2 anni di età si sconsiglia di permanere per lungo tempo oltre i 2000- 2500 metri di quota, non c’è alcun problema alle quote normalmente abitate sulle nostra Alpi e sede delle “settimane bianche”, ed è sconsigliabile portare lattanti, almeno fino all’anno di età, per lungi periodi a quote intorno o superiori ai 3000 metri.

Al di sotto dei tre anni di età, un qualsiasi viaggio in ambiente diverso da quello abituale può creare alterazioni fisiologiche dell’umore, dell’appetito, del sonno, dell’alvo, dell’attività. Possiamo prevenire il disturbo stimolando la deglutizione ovvero lasciando succhiare al piccolo il succhiotto durante il viaggio, fermandosi di tanto in tanto per una sorsata dal biberon, se la qualità della strada lo consente si può anche allattare in auto. La vita all’aria aperta, l’avventura, la camminata devono seguire il ritmo e gli interessi del bambino.

Consigli durante le escursioni

  • Durante le escursioni devono bere in abbondanza, possono portare lo zainetto di grandezza a lui adatta. 
  • Pelle e occhi devono essere protetti dai raggi solari UV con creme ad alta protezione e occhiali da sole di buona qualità. 
  • Poiché sono particolarmente sensibili al freddo, disperdono più calore degli adulti, soprattutto dalla testa e dal collo, pertanto si devono proteggere dal freddo con un abbigliamento adeguato. 
  • Una particolare attenzione va ai più piccoli portati sulle spalle negli zainetti: essi sono sensibilissimi al freddo, poiché stanno fermi e la posizione nello zaino rallenta la circolazione negli arti inferiori, devono essere coperti adeguatamente. 

Consigli in montagna per il neonato e lattante da 0 a 2 anni

Nessun problema per quote al di sotto dei 2000 metri. Le salite in altitudine a questa età sono da evitarsi, se per motivi professionali genitoriale c’è la necessità di un soggiorno prolungato in altitudine, occorre procedere per fasi successive, evitando di intraprendere una salita con bimbi affetti da una malattia respiratoria anche apparentemente banale. Poiché il rischio di eventi anche gravi è alto al di sopra dei 3.000 m La prudenza impone di differire l`ascensione ad alta quota dopo il primo anno per i neonati.

Consigli per il bambino da 2 a 5 anni

Può salire in altitudine fino a 2500  - 3000 metri. A queste età i bambini non descrivono i sintomi, la cautela è doverosa. Le salite in quota, se affetti da malattia respiratoria anche banale, sono da evitare.  

Vacanze in montagna con i bambini. Cosa fare attenzione?

  • Punture di zecche

Le zecche si trovare in molte zone boscose del Friuli, Trentino, Veneto, Liguria, Campania, Calabria, Sicilia. Per evitarle, per non essere facile loro preda un buon accorgimento è indossare calzettoni, pantaloni lunghi e scarpe chiuse quando si passeggia nei boschi e cercare di camminare sul sentiero evitando il contatto con la vegetazione. Il morso non provoca fastidi e ci si accorge che il bambino è stato punto solo alla sera, quando vedo l’insetto attaccato alla pelle o si scopre un puntino nero sottopelle del diametro di pochi mm. La zecca va tolta in toto, aiutandosi con una apposita pinzetta, ma se non si vuole rischiare di non estrarla completamente è meglio farlo fare dal medico o dal personale del PS.

  • Bacche, funghi e frutti

Non sempre sono commestibili, quindi occhio alle manine che riescono a raccogliere i frutti dei boschi attirate dai colori accattivanti.

  • Escursioni termiche

Anche se è una bella giornata, in montagna c’è sempre un po’ di vento e gli sbalzi climatici sono abbastanza repentini e marcati, soprattutto appena il sole incomincia a calare. Se il bambino fa il bagno in piscina o se ci coglie una pioggia improvvisa, occorre asciugarlo subito e fargli indossare abiti asciutti.

  • Vespe e api

Il rischio principale, specie se il bimbo è allergico, della puntura di una vespa è quello di una reazione allergica anche grave come lo shock anafilattico, che richiede un pronto intervento in ospedale.

  • Traumi

Ricordatevi di portare con voi il kit di pronto soccorso, i bimbi grandi e piccoli, liberi di correre, di arrampicarsi sugli alberi possono procurarsi delle contusioni, sbucciatura e piccoli traumi.

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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