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Gite di fine estate: tutti alla scoperta di Heidi

Itinerario alla scoperta dei luoghi dove è ambientata la favola della pastorella che tutti amiamo

di Chiara Zambelli

Chi di noi non ha sentito almeno una volta la storia della pastorella svizzera Heidi?
Nata dalla penna di Johanna Spyri, venne pubblicato nel 1880 e da allora la storia di Heidi è stata amata da generazioni di bambini. Nel 1974 venne creato un cartone animato seguendo la trama del romanzo trasmesso in Italia a partire dal febbraio 1978, dando vita ad un fenomeno Heidi, che 30 anni dopo non è ancora giunto al termine.
Ma chi è Heidi? La storia narra che questa piccola bimba di origini svizzere, venne cresciuta dalla zia Dete dopo la morte prematura dei suoi genitori, quando la piccola compì 5 anni venne affidata alle cure del nonno, il vecchio dell’Alpe, un uomo burbero e taciturno che aveva scelto di isolarsi sulle montagne (LEGGI) vivendo in compagnia delle sole capre.


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Heidi arriva nella sua vita come un uragano, mutandone i contorni, riempiendo il vuoto affettivo che da troppi anni scavava il suo cuore. Heidi è una vispa bimba dai capelli castani, le gote rosee e la voglia di divertirsi che sprizza da ogni poro. Così fa amicizia con Peter, il pastorello, con le capre che ogni giorno la seguono fin sugli alti alpeggi, con gli abitanti del villaggio e con gli animali del bosco.

Una storia che, per i suoi buoni sentimenti e per i paesaggi che va delineando, è adatta anche ai più piccoli. Attualmente sono in commercio versioni ridotte del romanzo (LEGGI), realizzate con le figure prese dal cartone animato, piccole pagine che ripercorrono la storia della pastorella, il suo trasferimento a Francoforte, l’amicizia con Clara e la sua voglia di tornarsene sulle Alpi dal nonno. Di Heidi hanno creato un po’ di tutto, dai set per asilo, ai poster, fino ai libri di adesivi dove i più piccolino potranno divertirsi a staccare e riattaccare le figure di Heidi, di Peter della signorina Rottenmeier.


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Ma Heidi è esistita veramente?
In realtà nessuno sa da cosa la Spyri abbia tratto ispirazione, all’epoca dei fatti narrati era prassi comune che le famiglie benestanti avessero cameriere o dame di compagnia (come la piccola Heidi) prese dalle classi meno abbienti, quindi è possibile che molte bimbe siano partite da Maienfeld e dai vari paesini arroccati sulle Alpi per le città, alla ricerca di un futuro migliore. Il Paese di Dorfili dove Heidi andava a scuola, dove si ritirava per passare l’inverno con il nonno non esiste realmente, ma esiste invece Maienfeld il paese dove la giovane pastorella prese il treno che la condusse a Francoforte. E’ proprio qui, tra le alpi svizzere che Jhoanna Spyri risiedeva nella casa di vacanza dei nonni e quella casa è oggi diventata la casa museo di Heidi, facente parte di Heidiland, una vera e propria ricostruzione del villaggio descritto nel romanzo, con tanto di baita in puro stile  fine ‘800 con il tavolo di legno dove Heidi e il nonno (LEGGI)  amavano pranzare insieme, il pentolone per fare il formaggio, l’abbeveratoio delle capre, animali che girano liberi per la gioia dei piccini, negozio dei souvenir dove comprare l’acqua minerale con l’effige della piccola pastorella sul davanti.



Da lì sono tracciati numerosi sentieri che permettono di scoprire con calma e tranquillità le meraviglie naturali della zona, rimanendo in tema “pastorella svizzera”, con circa due ore di cammino è possibile arrivare a Ochsenberg e visitare la casa del “vecchio dell’alpe” e godere di un magnifico panorama sulla valle sottostante.  Il paese di Maienfeld è raggiungibile o con la propria auto, oppure seguendo un percorso studiato dalle ferrovie retiche. Un tragitto che permetterà a tutti i membri della famiglia di rimanere soddisfatti, i genitori avranno la possibilità di vedere paesaggi mozzafiato, gole profonde, ripide montagne, il tutto punteggiato dal verde intenso dei boschi, mentre per i più piccini la visita alla “baita di Heidi” rimarrà senza dubbio un’esperienza che ricorderanno.

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