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Come sopravvivere alla vacanze in famiglia

Il tempo trascorso in viaggio può rappresentare un'occasione di approfondimento conoscitivo di dialogo e di condivisione emotiva. Quindi in altre parole il viaggio può intensificare il rapporto con i propri figli e far riconquistare spazi di intimità e di dialogo spesso trascurati durante l'anno

family_holidayIl tempo trascorso in viaggio può rappresentare un'occasione di approfondimento conoscitivo di dialogo e di condivisione emotiva. Quindi in altre parole il viaggio può intensificare il rapporto con i propri figli. Si riconquistano spazi di intimità e di dialogo spesso trascurati durante l'anno e quindi per favorire tutto ciò il viaggio dovrebbe essere programmato insieme ai figli condividendo l'itinerario scelto. Quest'ultimo non deve essere una scelta obbligata imposta dai genitori senza tener conto delle esigenze dei figli. Molto spesso noi adulti dimentichiamo ciò che è interessante o piacevole per i bambini o ragazzi, quello che può essere piacevole per un adulto può essere addirittura stressante per un bambino!

I bambini più piccoli hanno dei ritmi biologici ed esigenze specifici che devono essere rispettati perché in caso contrario essi accumulano disagi sia fisici che psicologici che esplodono poi in capricci e pianti ed in casi di forte stress in somatizzazioni. I ragazzi più grandi, invece, se si devono adattare ad una vacanza a misura “di adulto” possono sentirsi defraudati di quegli spazi di gioco e di dialogo ai quali già durante l'anno a causa dei diversi impegni scolastici spesso devono rinunciare.

Quale tipo di viaggio e vacanza scegliere?
Se i bambini sono piccoli conviene optare per la soluzione “villaggio!” o comunque per quei luoghi in cui vi siano spazi di contenimento e di svago ad hoc per loro; se invece sono più grandi anche i viaggi in macchina possono rappresentare un'ottima esperienza ma a patto che siano rispettati i loro tempi ed energie. Gli adulti magari possono stancarsi più dei bambini però è altrettanto vero che loro hanno tempi di recupero ed una capacità di gestione dello stress diversa da quella dei bambini.
I bambini, infatti, non sono capaci di gestire lo stress e di metabolizzarlo, ma tendono ad esprimerlo soprattutto attraverso disturbi del comportamento o somatizzazioni.

Occorre inoltre coinvolgere attivamente i bambini nella fase organizzativa del viaggio, mostrando su una cartina geografica i luoghi che si intendono visitare. Quindi preparare insieme a loro l'itinerario del viaggio stabilendo tappe e momenti di sosta all'interno del percorso.
Se ci sono delle tappe, un percorso ed una meta da raggiungere il viaggio risulterà per i bambini meno faticoso, più comprensibile, piacevole ed interessante. Si può proporre il viaggio come metafora della vita. Insomma la vita stessa è come un viaggio nel quale ci sono delle tappe che con gioia ma anche dolore e fatiche sono raggiunte dovendo talvolta superare degli ostacoli e quando si superano si diventa “più grandi”.

Il viaggio deve infine rappresentare un'occasione per far acquisire ai bambini e ai ragazzi nuove informazioni e arricchirsi attraverso nuove esperienze e scoperte. Al ritorno è utile organizzare un album fotografico che possa far ricordare ai figli anche visivamente le esperienze fatte. Se è possibile, infine, scrivere insieme anche un “diario di bordo” nel quale ciascuno possa commentare con una frase le impressioni e le emozioni che sta ricevendo da quel viaggio!


dott.ssa Giuliana Apreda
Psicologa Psicoterapeuta


http://mammagiramondo.blogspot.com/ Ecco un blog da consultare prima di intraprendere viaggi coi bambini: lo scrive mamma giramondo che con papà giramondo e il loro piccolo gira il mondo in lungo e in largo regalando itinerari magici e dritte stupende
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