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Zoofobia: se il bambino ha paura degli animali

La zoofobia, qui parleremo di quella infantile, è la paura ingiustificata degli animali e può essere rivolta a specifiche tipologie di animali o a tutti gli animali in genere. Ecco la spiegazione freudiana

io-non-ho-paura_file_image0La zoofobia è la paura ingiustificata degli animali e può essere rivolta a specifiche tipologie di animali o a tutti gli animali in genere. Per spiegare questa fobia dovremmo cercare di capire:

- quale sia l'impulso rimosso e quale il suo sostituto sintomatico;

- dove poter individuare la ragione della rimozione.

Un caso clamoroso di zoofobia isterica infantile è quello del piccolo Hans, un bimbo di quattro anni con la fobia dei cavalli, descritto da Sigmund Freud.
Hans si rifiutava di uscire per la strada a causa della paura dei cavalli, le cui basi si fondano in un conflitto di ambivalenza (l'amore e l'odio verso il padre, posizione tipica del Complesso di Edipo).
Il desiderio di Hans, frutto del complesso edipico, di eliminazione del padre, ossia il moto pulsionale che sottende la rimozione, è pertanto un impulso ostile nei confronti del padre. Generalmente tali conflitti di ambivalenza presentano l'esito della formazione reattiva (la formazione reattiva è un meccanismo di difesa in cui "vengono esaltati e sviluppati certi aspetti di personalità o di comportamento che costituiscono l'esatto opposto di aspetti o comportamenti che il soggetto rifiuta in sè stesso. Per esempio,una madre che ha avuto un figlio non desiderato,può diventare nei suoi confronti eccessivamente tenera e protettiva"- definizione tratta da I Percorsi della Mente Le Monnier 1995), che si verifica quando l'impulso affettuoso si rafforza fino a far scomparire l'impulso dell'odio, che in verità è solo represso, parliamo quindi di rimozione attraverso una formazione reattiva.

Nel caso di Hans però non si configura la situazione della formazione reattiva. La fobia di Hans sembrerebbe essere un tentativo di risolvere il conflitto di ambivalenza nei confronti del padre amato ed odiato al tempo stesso. Sigmund Freud fa ben notare che se Hans, segretamente innamorato di sua madre, mostrasse timore del padre, non ci sarebbe ragione di attribuirgli una fobia, sarebbe al contrario una condizione normale. E' la sostituzione del padre con il cavallo l'elemento che rende tutto ciò una nevrosi, una fobia, ed è proprio questo spostamento a generare il sintomo.
Riportando le parole di Freud "Si tratta di quell'altro meccanismo che permette la soluzione del conflitto di ambivalenza senza l'aiuto della formazione reattiva". Il conflitto di ambivalenza pertanto non viene risolto in relazione alla persona verso la quale gli impulsi sono diretti, ma viene aggirato sostituendo a questa persona un oggetto sostitutivo. Il caso di Hans è nello specifico molto particolare poichè il processo di rimozione ha coinvolto la quasi totalità delle componenti del complesso edipico, ovvero l'impulso d'amore e quello d'odio verso il padre e l'impulso d'amore verso la madre.

In realtà, la rimozione che conduce alla zoofobia, sarebbe secondo Freud, alimentata dall'angoscia di castrazione da parte del padre, rivale in amore, di un bimbo che nell'età dello svolgimento del complesso edipico è innamorato della propria madre e a questa rivolge i suoi primi impulsi sessuali. Il bimbo dunque, avrebbe timore di venire castrato dal padre, suo rivale nel contendersi l'amore materno. Nel caso di Hans, il piccolo volge il suo impulso ostile nei confronti del padre verso una figura sostitutiva, quella del cavallo che morde (il piccolo aveva paura dei "cavalli che mordono") e in un certo senso abbandona tale impulso per paura di essere castrato. Freud affema specificatamente: "La sua paura che il cavallo lo morda può facilmente essere compresa come paura che il cavallo gli stacchi con un morso i genitali, lo castri" .

Fonti: L'Io e l'Es Inibizione Sintomo e Angoscia di Sigmund Freud - Newton Compton Editori
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