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Uno schiaffo non finisce mai: 1 genitore su 4 educa con atti violenti

Parte la nuova campagna di Save the Children per dire no alle botte sui bambini

Un'indagine condotta da Ipsos per conto di Save the Children ha scoperto che il 27% dei genitori italiani ricorre allo schiaffo (il 22% una volta al mese e il 5% addirittura tutti i giorni) e un quarto dei genitori ritiene che il ceffone abbia una qualche valenza educativa. Al contrario il 25% dei genitori si rifiuta nel modo più assoluto di usare punizioni fisiche sui figli.

Partendo da questi dati, Save the Children ha lanciato la nuova campagna  “A MANI FERME - Per dire NO alle punizioni fisiche nei confronti dei bambini", realizzata nell’ambito del progetto europeo coordinato da Save the Children Italia "Educate, do not punish",  in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria (SIP) e l’Associazione Nazionale dei pedagogisti italiani (ANPE).


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Con questa nuova Campagna Save the Children non vuole colpevolizzare i genitori, ma anzi aiutarli, dimostrando che è possibile mantenere disciplina e autorevolezza attraverso modelli educativi non violenti” spiega Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia.

Lo schiaffo, dunque, continua ad essere un gesto che, secondo i genitori, ha una valenza educativa: per quasi il 57% dei genitori, dare uno schiaffo una volta ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno e per il 26% di essi addirittura può avere un effetto benefico per renderli adulti educati.
Una convinzione trova sempre più accoliti: rispetto alle indagini condotte in passato (LEGGI), infatti, il numero di genitori che ricorre alle punizioni fisiche è in crescita. Oggi il 27% dei genitori di bambini tra i 6 e i 10 anni ricorre allo schiaffo (nel 2009 erano il 22), lo fa anche anche il 18% dei genitori con figli tra gli 11 e i 16 anni (contro l'8% del 2009) mentre cala il ricorso allo schiaffio tra i genitori dei bambini tra 3 e 5 anni (oggi è del 22% mentre nel 2009 toccava addirittura il 38%).


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Ma quali sono le principali motivazioni per le quali i genitori ricorrono allo schiaffo? Per quasi il 45% “l’esasperazione, lo spavento, la reazione di un momento”, seguita da “il voler segnalare in modo inequivocabile che si è superato un limite estremo” per il 38% .

Ma quali metodi utilizzano, invece, i genitori che si dicono contrari alle punizioni fisiche?
Le punizioni che reputano più efficaci sono: l’imposizione di una restrizione (iil 68% dei genitori), sgridare i figli con decisione (35,6%), costringerli a svolgere delle attività non gradite (33%).

Per quanto riguarda infatti i pilastri sui cui impostare il rapporto con i propri figli (LEGGI), circa la metà concorda nell’affermare che i figli hanno bisogno innanzitutto di una famiglia capace di dialogare con loro. Segue il sapere ascoltare (35%) e il far sentire la propria presenza (32%) mentre nei genitori dei bambini più piccoli assumono maggiore rilievo il donare attenzione e dare tempo.

Tra le azioni previste nella Campagna, la veicolazione di uno spot – dal claim Uno schiaffo non finisce mai realizzato dall’agenzia Roncaglia & Wijkander – , la Guida pratica alla Genitorialità Positiva (che contiene i quattro principi cardine per essere dei genitori non violenti), nonchè la diffusione di 250.000 leaflet informativi a pediatri e pedagogisti e di 3000 alle istituzioni

Lo spot della Campagna A Mani Ferme


 
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