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I tic nei bambini

Perchè alcuni bambini manifestano tic nervosi? Da cosa dipendono e come aiutarli? Ce ne parla la nostra psicologa, Emmanuella Ameruoso

TIC BAMBINI - I tic sono un’esecuzione improvvisa e involontaria di movimenti ripetuti preceduti da un bisogno, generalmente di tipo emotivo. Possono coinvolgere il viso o altre parti del corpo, il respiro, la fonazione e manifestarsi con:  lo sbattere delle palpebre, con l’aggrottare le sopracciglia, fare le smorfie, protendere la lingua o muovere il mento; - movimenti di tentennamento del collo, di saluto, di negazione, di rotazione o di sollevamento delle spalle, delle braccia, delle mani e delle dita.

La respirazione, se coinvolta, può riguardare un continuo sbadigliare, storcere o soffiare il naso, tossire ripetutamente o sospirare mentre la fonazione verrà coinvolta da schiocco della lingua, da grida, grugniti o abbaiate, coprolalia (dire parolacce) e ecolalia.

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Perchè i bambini hanno i tic ?

In genere compaiono attorno ai 6-7 anni e si strutturano poco alla volta generando un disagio e una tensione profonda nel bambino. Nel 20% dei casi sono di origine transitoria, si manifestano in contesti abitudinari, piuttosto nervosi o in periodi di forte stress e scompaiono spontaneamente. I tic cronici sono i più difficili da reintegrare poiché riguardano un’organizzazione nevrotica della personalità e il lavoro è più profondo e complesso.

Come nascono le paure dei bambini? 

Il movimento involontario diventa quindi un modo per scaricare l’agitazione, una preoccupazione emotiva che comporta di conseguenza un sentimento di vergogna e di disagio spesso rafforzato dall’ambiente. Non è raro, difatti, che il bambino venga deriso, canzonato e beffeggiato dai suoi coetanei o dai compagni di classe proprio perché richiama alla mente la “caricatura di un atto naturale” (Charcot). La sua evoluzione è graduale ed è fortemente ancorata a conflitti interiori, a lungo andare diventa parte integrante dell’individuo e del suo modo d’essere.

Perchè i bambini reagiscono alle ansie con i tic?

Il movimento, il creare instabilità diviene l’atteggiamento favorito per alleggerire le ansie. Per alcuni bambini è più facile far passare nella motricità gli affetti e i conflitti (Braconnier, 1997). Questi ultimi poiché generano malessere e frustrazione si canalizzano in un comportamento aggressivo che il bambino rivolge verso se stesso, punendosi. È così che un atteggiamento di castigo o di penalizzazione indurrà nel piccolo un aggravamento e un rinforzo della problematica già vissuta con particolare disagio.

Cosa possono fare i genitori?

È quindi importante rispettare il suo stato d’animo e non caricare il bambino di pretese o aspettative a breve termine ma, al contrario, aiutarlo a gestire la rabbia accogliendo il suo disagio in modo da favorire l’espressione delle sue emozioni anche attraverso il gioco o lo sport. Rassicurarlo sulle difficoltà che potrà incontrare e premiarlo per i suoi successi potrà stimolare il piccolo a fare sempre meglio all’interno di un contesto sereno e armonioso nel quale i divieti saranno spiegati e le ingiunzioni evitate. 

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Una psicoterapia espressiva è oltretutto indicata per aiutarlo ad alleggerire la difficoltà e permettere al bimbo di sciogliere i conflitti sottostanti nutrendo la sua autostima.

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