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Tappe miliari: la crescita corretta nel primo anno del bambino

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I primi dodici mesi di vita per il nostro bebè rappresentano il periodo in cui cresce maggiormente e durante i quali compirà dei grandi progressi raggiungendo le fatidiche tappe miliari. Ecco uno schema di crescita e sviluppo psico-motorio con il quale poterci regolare

Fasi di crescita del bambino

I primi dodici mesi di vita, per il nostro bebè, rappresentano il periodo in cui cresce maggiormente e durante i quali compirà dei grandi progressi raggiungendo le fatidiche tappe miliari. Ecco uno schema di crescita e sviluppo psico-motorio con il quale poterci regolare.
 
A quale mamma non è mai capitato, dal pediatra confrontandosi con altre mamme o semplicemente parlando con mamme di altri bimbi del nido o vicine di casa con figli coetanei dei nostri, di buttare un occhio verso l'altro pupo e pensare “è enorme” o ancora “parla già cosi' bene” o “ma come, già cammina??” Se è vero che ogni bambino è a sè ed è pur vero che neanche i gemelli raggiungono le stesse tappe contemporaneamente e a volte presentano differenze di tempi anche piuttosto evidenti, sia come sviluppo fisico che psichico, se il nostro bimbo è indietro, ci sono le tabelle di marcia e sviluppo tramite le quali, con l'aiuto del pediatra si può capire se lo sviluppo del bimbo è “fisiologicamente” normale e cioè se nonostante il ritardo verso i coetanei, sia dentro i margini di queste famose tabelle anche anticipando o ritardando di poco l'età indicativa per le tappe specifiche.
Le tappe più importanti nella vita del bebè avvengono durante il primo anno di vita: durante questo periodo infatti il cervello ed il corpo, apprendono e assimilano in maniera molto rapida e durante la nostra vita non avremo più una qualità di prestazioni così importante e significativa. Linguaggio e motricità sono le tappe più importanti e alle quali si dà molta importanza, perchè spesso un ritardo di queste nasconde dei problemi più grandi e seri come ad esempio sordità, deficit del linguaggio, autismo, malattie dello scheletro o dei muscoli, problemi neurologici.
 
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Un corretto sviluppo psico-motorio di un bimbo significa che tutto l'organismo svolge un lavoro in sintonia e che tutto procede bene: non solo cervello ma anche muscoli, scheletro e corpo danno il segnale di essere in salute.
Ogni tappa è un completamento di quella precedente ed una premessa di quella successiva.
 
Generalmente ad ogni visita il pediatra, oltre ad accertarsi che il bimbo stia crescendo correttamente e che quindi la sua alimentazione ed il suo metabolismo siano corretti ed efficienti, effettua un'attenta analisi dello sviluppo globale psicomotorio; in linea di massima ogni mese ha i suoi progressi. Vediamo quali sono:
  • intorno al primo mese di vita verificherà se il bimbo è attento alle fonti luminose e se le cerca con lo sguardo girando la testolina verso la fonte stessa, e ancora lo sdraierà prono (col pancino all'ingiù) per vedere se segue con lo sguardo le forme colorate e se solleva la testolina per cercare di seguire la fonte luminosa, infine starà attento a vedere se il bimbo emette dei suoni gutturali;
  • al secondo mese ci saranno altre prove, con l'aiuto delle informazioni riferite dalla mamma e con la visita stessa capirà se il bebè è in linea con i progressi della sua età, se riconosce i visi familiari dandone prova con il sorriso, se segue con lo sguardo le persone che si allontanano, se prova a sollevare la testolina e se pronuncia alcuni suoni simili alle consonanti;
  • al terzo mese se il bimbo continua progressivamente a emettere sempre più suoni e versi, tiene sollevata la testolina quando è in posizione supina, mostra già gradimento o disgusto con le espressioni facciali e inizia ad esplorare il suo corpo portando alla bocca manine e piedini ed inizia a tenere in mano gli oggetti, tutto è nella norma;
  • al quarto mese il bimbo diventa sempre più curioso verso le persone e l'ambiente che lo circonda, sorride in risposta a chi gli sorride, emette urli e versetti per attirare l'attenzione, gira intenzionalmente la testa per curiosare, riconosce la mamma e gli oggetti comuni tipo biberon, ciuccio o il dodou;
  • al quinto mese il bimbo inizia a mettersi seduto con la schiena dritta e regge il capo, riconosce la sua immagine allo specchio, mostra soddisfazione e gioia con dei gridolini e si protende verso l'oggetto che gli si offre;
  • al sesto mese rimane seduto senza appoggio, balbetta e cerca di attirare l'attenzione delle persone cercando di “parlare”, esprime le sua emozioni, afferra gli oggetti e li studia attentamente e con molta curiosità;
  • al settimo mese inizia la fase della lallazione, ovvero emette vocaboli come ma-ma, pa-pa ecc, cerca di mangiare da solo col cucchiaino, è molto curioso verso il mondo che lo circonda e inizia a gattonare o a spostarsi strisciando o spostandosi col sederino, ha i suoi giocattoli preferiti e rifiuta o meno, a seconda del gusto, la pappa che gli si offre;
  • all'ottavo mese riesce a reggersi sulle gambe, passa dalla posizione supina alla prona (rotola), mentre è seduto riesce a spostarsi per afferrare degli oggetti e li segue quando si allontanano, gioca al cucù (o nascondino) e quando la mamma si allontana piange;
  • al nono mese mostra chiaro interesse per le persone, se messo nel box riesce a tirarsi su e stare in piedi, se aiutato muove qualche passetto, vuole mangiare da solo la pappa anche se non è capace, inizia a dire mamma e papa', protesta se gli viene tolto un gioco, batte le manine e saluta;
  • al decimo mese è in grado di sollevarsi e reggersi in piedi da solo, gattona ed è molto interessato ad esplorare la casa, afferra gli oggetti e li tiene con indice e pollice, capisce i “no”, ripete i suoni e le parole che sente e impara a bere dal bicchiere;
  • all'undicesimo mese cammina con un punto d'appoggio o tenuto per la manina, capisce qualche domanda, inizia ad acquistare il senso della profondità dell'ambiente, cerca di attirare l'attenzione in ogni modo;
  • al compimento dell'anno molti bimbi camminano da soli, dovrebbero riuscire a chinarsi per raccogliere un oggetto, capire dal tono di voce di chi hanno di fronte l'intenzione mostrando gioia o paura, porgere gli oggetti che gli vengono chiesti e ripetere qualche parolina facendosi capire
Senza fissarci troppo ed essere fiscali nell'osservare se a quella precisa epoca il bimbo è in linea con le tappe e senza dar troppo peso a ciò che fanno i bimbi coetanei, teniamo conto che se il suo sviluppo è corretto, intorno al quarto mese, se in braccio, inizia a tenere la testa eretta, sorride spontaneamente alle persone verso le quali prova simpatia, allunga le manine verso gli oggetti, li afferra e se li porta alla bocca.
 
Intorno al settimo mese segue con lo sguardo oggetti in movimento e riesce ad acchiapparli passandoseli da una manina all'altra, sta seduto senza appoggio, afferra gli oggetti e li tiene opponendo indice e pollice e si afferra i piedini per portarli alla bocca.
 
Verso il decimo mese appeso ad un sostegno es. il box, si tira su, va a gattoni esplorando tutto con curiosità, pronuncia sillabe per richiamare l'attenzione, afferra gli oggetti e li lancia, saluta con la manina. Infine al dodicesimo mese dovrebbe pronunciare qualche parolina, reagire e partecipare attivamente ad azioni che lo interessano in prima persona come pappa, bagnetto e cambio, camminare da solo o tenuto per la manina. 
 
Se il pediatra, dopo un lungo periodo che si sono sorpassate queste età vede che il bimbo è molto distante con i progressi e le tappe sia per lo sviluppo motorio che per quello riguardante al linguaggio, può decidere di fare delle indagini più accurate che interessano specialisti pediatrici.
 
Per quanto riguarda la crescita, esistono delle curve chiamate percentili, che controllano peso e altezza di maschietti e femminucce, e con l'aiuto di queste ci si può rendere conto se il bimbo cresce in maniera adeguata o è molto indietro rispetto alla normale crescita di un bimbo della sua età; in base a questa tabella il pediatra potrà appurare se il bimbo cresce bene o ci sono problemi di crescita e sviluppo
 
Fonte: misterbaby/psicomotricità
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