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Educare all'interno delle zone di sviluppo prossimale

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La pedagogista ci parla delle zone di sviluppo prossimale, quello spazio che c'è tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che è in grado di fare con l'aiuto di un adulto

Zone di sviluppo prossimale

Spesso i genitori si domandano fino a che punto possano “pretendere” che il loro figlio acquisica una abilità e possano spingerlo e spronarlo affinché la apprenda e quando invece è preferibile che si“accontentino” di ciò che sa fare senza necessariamente stressarlo a dare di più. Un concetto che può aiutare in questo delicato equilibrio è quello della cosiddetta zona di sviluppo prossimale dello psicologo russo Vygotskij.

Cos'è la zona di sviluppo prossimale?

Per zona di sviluppo prossimale si intende quello spazio che c'è tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che è in grado di fare con l'aiuto di un adulto. All'interno di questo spazio c'è il potenziale di sviluppo del bambino, cioè ciò che lui può realisticamente apprendere, ovvero ci sono le sue potenzialità. Il potenziale di sviluppo è quello che nei test di valutazione dei professionisti dell'educazione è indicato come abilità emergenti o competenze parzialmente riuscite.

E' sostanzialmente l'insieme di quei compiti che il bambino ora non sa svolgere (o sa svolgere in maniera approssimatva), ma ha in sé tutti i requisiti per poterli apprendere nel prossimo futuro.

Perchè è importante la zona di sviluppo prossimale?

Tenere presente la zona di sviluppo prossimale significa richiedere al bambino uno sforzo adeguato alle sue caratteristiche e abilità. Si eviteranno in questo modo due grandi rischi: quello da un lato di pretendere competenze troppo ardue e inaccessibili nell'oggi al bambino che genererebbero soltanto in lui frustrazione e sfiducia in sé stesso; dall'altro al contrario di abbassare le richieste al punto tale da renderle noiose e ripetitive. In entrambi questi casi non si agevolerebbero l'apprendimento e la crescita del bambino ma si rischierebbe al contrario di rallentarle.

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Come fare?

Il primo passo fondamentale è l'osservazione: prima di chiedere al bambino prestazioni e performance è necessario osservarlo, conoscerlo, comprenderlo. A questo proposito non ha nessun senso riferirsi a generiche tabelle di crescita che indicano lo sviluppo del bambino “medio”. Ogni genitore ha il dovere di riferirsi al proprio figlio nella sue unicità e individualità abbandonando aspettative esagerate e irrealistiche o, al contrario, sfiducia e disfattismo. Il genitore accompagnerà il bambino nel rafforzarsi sempre di più in una competenza riducendo progressivamente il proprio essere facilitatore.

Un passaggio intermedio tra la facilitazione dell'adulto e lo svolgere un compito in maniera autonoma potrà piuttosto consistere nell'abituare il bambino a ricercare aiuti e risorse nell'ambiente in modo di ridurre la dipendenza relazionale. In questo viaggio per diventare grande il genitore avrà altresì il compito di confermare e rinforzare i comportamenti positivi che avvicinano il bambino al comportamento-meta e a scoraggiare al contrario quelli negativi che sono in contraddizione con esso. Una volta che il bambino avrà raggiunto lo step evolutivo si apriranno nuove possibilità e zone di sviluppo prossimale da esplorare e lui sarà così accompagnato dai genitori e dagli educatori a diventare sempre più grande.

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