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Sviluppare l'autostima nei bambini: Io non sono le cose che non so fare

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Quando si insegna qualcosa ad un bambino bisogna stare attenti a fare in modo che il piccolo non pensi che non potrà mai farcela da solo ed avrà sempre bisogno di qualcuno

Come migliorare l'autostima nei bambini

If I had my child to raise all over again,
I’d build self-esteem first, and the house later.
I’d finger-paint more, and point the finger less.

(Quello che i bambini vorrebbero che i loro genitori sapessero)

Uno dei primi giorni dopo la nascita di nostra figlia telefonammo ad una conoscente, infermiera specializzata sull'allattamento al seno, per avere dei consigli, dato che eravamo rientrati dall'ospedale con una tabella a orari, biberon e nemmeno un attaccamento riuscito. La signora, al telefono, si arrabbiò, ci disse che avremmo dovuto avvertirla prima, che lei avrebbe saputo consigliarci come fare già dall'inizio, che ormai avevamo fatto passare quattro giorni e avremmo avuto tanti problemi.

Disse anche che le mamme dovrebbero stare continuamente attaccate al piccolo e un sacco di altre cose incoraggianti per dei neogenitori. Fu il primo momento di vero sconforto dopo la nascita della nostra bambina. Non sapevamo come fare, ma ci fu chiaro che quella signora in casa nostra non avrebbe mai messo piede. Per fortuna, altre tate del latte - come le chiamiamo noi - e alcune care amiche, ci hanno poi dato dei buoni consigli e tanta fiducia, e l'allattamento ha superato i primi ostacoli per poi proseguire per altri diciannove mesi.

Questo esempio mi torna spesso in mente pensando all'autostima per i bambini: c'è il rischio di correggere un errore o trasmettere un insegnamento, minando però la fiducia che, ad esempio un bambino, ha delle proprie capacità.

E allora, forse sì, questo bambino imparerà qualcosa, ma penserà sempre di non poterlo fare da solo. Imparerà forse qualcosa, ma non è detto che sappia poi metterlo in pratica. E, inoltre, imparerà che avrà sempre bisogno di qualcuno per imparare e penserà di non potercela mai fare da solo.

Chi aiuta gli altri - che siano le tate del latte o gli insegnanti o i genitori - ha una responsabilità più grande del trasmettere una conoscenza, ha la responsabilità di trasmettere il senso di autoefficacia. Esistono delle scale per misurare la percezione della propria efficacia, ma nel quotidiano tutti possiamo riconoscere, ad esempio, un bambino che dice “Ho sbagliato, ora riprovo” e un altro che di fronte alla stessa difficoltà si arrende, perché pensa “Sono stupido, a me non riesce mai niente.

Imparare a fare da soli da piccolissimi

Il concetto che ognuno di noi ha di sé e delle proprie capacità, infatti, ne influenza il comportamento, perché, dicono gli psicologici - tendiamo ad agire in sintonia con le nostre immagini interiori. La capacità di fare valutazioni oggettive, non condizionate dal giudizio altrui,  si sviluppa crescendo, ma le prime esperienze risultano comunque molto importanti nell'abituarci ad un certo tipo di atteggiamento verso noi stessi.

Ognuno di noi può convivere sapendo di non essere bravo nello sport, ad esempio, o nella matematica, ma per sviluppare un senso adeguato di autostima è importante che l'ambiente affettivo ed educativo in cui cresciamo ci trasmetta l'idea di essere 'degni di valore'. I bambini che crescono sentendosi apprezzati per quello che sono, grazie all'affetto, al contenimento e al rispetto, hanno buone probabilità di volersi bene e di avere una sana autostima.

Possiamo insegnare ad una mano a fare linee più precise, a dosare bene il colore, possiamo insegnare una pronuncia più corretta una dizione più precisa, ma se lo facciamo dimenticandoci dell'anima del bambino, quelle abilità perderanno la spontaneità e il desiderio, la fiducia e la libertà. Libertà di imparare che vuol dire anche libertà di sbagliare. Pensando prima al bambino che all'insegnamento o all'abilità da trasmettergli, rovesciando cioè la prospettiva, avremo la possibilità di aiutarlo a crescere nel desiderio di sperimentare ed imparare, anche dai propri errori.

Qualche link di approfondimento:

 

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