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Sviluppare l'autostima nei bambini: imparare a fare da soli da piccolissimi

E' molto importante aiutare i bambini a capire quale è la strada da percorrere per essere più sicuri di sé e per riuscire ad affrontare i problemi anche da soli

a cura di Parlare con i bambini

Insegnami a fare da solo” (M. Montessori)

Giovanni si è svegliato di malumore. Forse il buio di un pomeriggio autunnale pieno di pioggia e nebbia. Forse i dentini che si alternano senza tregua. Forse le voci estranee che giungono dalla sala. La mamma lo prende in collo e prova a consolarlo, ma sembra che oggi niente riesca a rasserenarlo: non i giochi, non i nuovi amici, non le parole della mamma. Qualcosa lo turba, nessuno sa trovarne il motivo e lui stesso sembra in preda ad un'angoscia che non riesce a dominare. La mamma continua ad aver parole di comprensione per lui, ma anche lei sembra smarrita e l'unica soluzione che soddisfa entrambi per almeno qualche minuto è che la mamma lo tenga in collo. Non si tratta solo di consolazione: per entrambi, sembra che l'unica soluzione ai disagi del bimbo sia da cercare nel contatto con la mamma, anche se poi il pianto riprende e il rimedio si rivela di breve durata. La mamma, appena riesce a scambiare qualche parola con le amiche, si confida stanca di questa situazione.



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Ad un tratto, i rumori del temporale si fanno più forti, poi di nuovo attutiti: dall'atrio si sente la voce del papà che, a sorpresa, è rientrato prima del previsto. Giovanni continua ad essere inquieto, ma a poco a poco il papà mette in atto la sua personale strategia: lascia che la mamma si distragga e si dedichi alle amiche e agli altri bambini, si siede per terra e tiene il bimbo stretto a sé finchè non capisce che si sta un po' calmando, poi gli chiede cosa lo disturbi. Il bimbo non parla ancora bene ma sa farsi capire, indica i dentini e lancia un urlo di disperazione.

Allora il papà si alza e gli propone un gel alla camomilla che ha comprato per lui in farmacia. Porta il bimbo in bagno gli fa lavare le mani e poi gli insegna ad usare il gel da solo. Il rimedio sembra funzionare: Giovanni si distrae dal suo dolore e impara che anche lui può fare qualcosa per se stesso, se ha qualche problema. Il papà, vedendolo più sereno, gli spiega che i nuovi amichetti sono venuti per giocare con lui e che lo aspettano per fare merenda tutti insieme. Giovanni è ancora piccolo, non riesce ancora a pensare per gli altri, a chiedersi come possono sentirsi i suoi ospiti avendolo visto così disperato e inquieto, ma il papà lo sta guidando ad avvicinarsi a loro fisicamente, a condividere qualcosa di bello con loro e questo porterà a poco a poco nella sua mente anche la capacità di pensare agli altri e a prendersene cura.







Tutti noi abbiamo un'idea intuitiva di cosa sia l'autostima, ma una sua definizione immediata e operativa è “la convinzione di essere in grado di fare qualcosa e di poter influenzare gli eventi della propria propria vita”. Il papà di Giovanni, con un semplice rimedio, ha aiutato suo figlio non tanto a trovare una reale soluzione contro il mal di denti, ma ad iniziare un percorso per sviluppare un senso di autonomia e efficacia.

Il papà di Giovanni, inoltre, non l'ha sostenuto indiscriminatamente, non l'ha solo consolato, non gli dato sempre ragione. Se lo avesse fatto, avrebbe rischiato di creare in lui un falso senso di autostima, un senso illusorio e narcisistico destinato a scontrarsi con una realtà che ci chiede sempre nuove prove e nuove abilità.



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Il papà di Giovanni, quando lo invita ad occuparsi degli altri bambini e a sedersi al tavolo con loro, aiuta il figlio a confrontarsi con i suoi errori, a considerare i sentimenti degli altri, a cercare delle soluzioni. La mamma, quando vede Giovanni sereno e con il visetto tutto unto, inizia ad intuire la ricetta segreta del marito: il papà è pronto a prendere per mano Giovanni e a fargli capire che, piano piano, saprà trovare in se stesso le risorse che gli servono per camminare sicuro per la sua strada, insieme agli altri. Mentre il papà e la mamma saranno sempre al suo fianco, per aiutarsi anche tra loro passandosi a turno le ricette segrete.

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