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Sviluppare l'autostima nei bambini: gli amici e le emozioni

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Attraverso il confronto con gli amici, il bambini può arrivare a capirsi di più e ad avere una maggiore fiducia in se stesso ed i giochi sono una delle occasioni per mettersi alla prova

Bambini e amicizia

Mia figlia adora i Barbapapà. Appena li vede, inizia a fare l'appello. Per lei sono i 'Bapapapà': c'è la Mamma, il Papà e... gli Amici. Abbiamo capito che è il caso di iniziare a pensare di più all'idea di un fratellino... e il nome che lei ha scelto per i piccoli Barbapapà mi ha fatto pensare, una volta di più, a quanto lei tenga ai suoi amici.

Quando pensiamo all'autostima, pensiamo ad una caratteristica interiore, una forza emotiva. E' importante però considerare l'importanza che hanno gli altri nello sviluppo delle emozioni e del carattere: un bambino può capire di più di se stesso, riflettendo sulle emozioni di un amico. E può sviluppare relazioni più fiduciose, se non teme le emozioni degli altri ma sa valutarle e sa come affrontarle senza esserne sopraffatto. Imparare ad interagire con gli altri, in modo emotivamente sano, aiuta a rafforzare il senso di autostima e autoefficacia.

I giochi sono una delle occasioni privilegiate in cui mettersi alla prova ed esercitarsi. Uno dei giochi che ha il potenziale di guidare i bambini in queste loro esplorazioni, è il disegno di gruppo: si prende un foglio molto grande, si decide un soggetto (ad esempio un prato, la spiaggia) e ognuno disegna qualcosa con la tecnica a scelta (colori, collage). Può essere interessante, quando se ne ha l'occasione, chiedere ai bambini come hanno vissuto questa esperienza e quali sono le differenze rispetto al disegnare da soli.

Probabilmente qualcuno avrà litigato, qualcuno avrà fatto il prepotente, un bambino più grande avrà lasciato il colore preferito alla bambina più piccola e ci saranno stati tanti momenti in cui le proprie emozioni avranno cercato il compromesso con quelle degli altri.

Un'altra attività che viene usata anche per il supporto psicologico è il disegno dell'albero degli amici o dei familiari (Laboratorio di autostima). Si può utilizzare come schema la struttura dell'albero vero e proprio, oppure anche la mano del bambino, e in questo caso avremo la 'mano che aiuta'. Ad ogni estremità, il bambino può aggiungere la foto, il nome o il ritratto delle persone che gli sono più vicine e che rappresentano i suoi punti di riferimento affettivo. Quando avrà qualche problema, un po' di tristezza, ogni bambino e ogni bambina avrà sempre vicina la sua 'mano che aiuta' per ricordargli che, se lo cerca, ha sempre qualche amico vicino a sé: “Mi ero butatto in un burrone, ma proprio mentre stavo per toccare il fondo avvenne un evento straordinario: appresi che c’era qualcuno che mi voleva bene. Essere amato fa una grandissima differenza.” (Moon Palace, di Paul Auster.)

Sviluppare l'autostima: io non sono le cose che non so fare

Qualche link di approfondimento:

 

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