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Non cercate di interpretare, ma lasciate che sia lui a parlare

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Per stimolare i bambini a parlare non cercate di interpretare i suoi gesti o sguardi, ma lasciate che sia lui a parlare. I consigli della logopedista per spingere i bambini a comunicare con le parole

Spingere i bambini a comunicare con le parole

Una quarta e fondamentale regola per stimolare il linguaggio è favorire il linguaggio spontaneo dei bambini. La maggior parte delle volte il linguaggio si sviluppa rapidamente ed indipendentemente dalla relazione comunicativa con la madre, il bambino impara delle parole, le utilizza inizialmente in maniera non intenzionale e successivamente impara a contestualizzarle.

Quando il linguaggio tarda a presentarsi si può incappare nell’errore, molto comune, di proseguire con l’atteggiamento a cui siamo abituate, cioè quello di interpretare, piuttosto che dare ai nostri bambini i mezzi per comunicare verbalmente in maniera corretta. Molto spesso le mamme sono portate ad interpretare ogni gesto, ogni verso, anche solo uno sguardo per comprendere i bisogni e i desideri dei loro bambini. Sono abituate a farlo da quando i loro figli sono molto piccoli e per questo nel tempo non si adattano facilmente alla loro evoluzione comunicativa, ma continuano a comportarsi come se non fossero in grado di esprimersi.

Il nostro cervello e tutto il nostro corpo si comporta secondo il principio “massimo risultato col minimo sforzo”, perciò non meravigliatevi se un bambino che non ha mai dovuto preoccuparsi di procurarsi qualcosa non sia in grado di dire “dammi”!

Come fare?

Innanzitutto ricordate che, anche se avete compreso cosa il vostro bambino vuole dirvi, dovete insistere, dolcemente, nel fargli produrre un suono, uno qualsiasi, per trasformare la comunicazione in un gesto intenzionale. Vi faccio un esempio pratico: il vostro bambino indica l’acqua, vuole chiaramente comunicarvi che ha sete, in questo caso è utile chiedergli di dirvi “acqua”, fingendo di non aver capito cosa vi stia chiedendo, provando a dirgli “dimmi, cosa vuoi? L’acqua? Dimmi acqua!”, poi scandite bene due o tre volte la parola che volete vi dica, sillabandola: “a – qua”.

Perché è importante parlare correttamente ai bambini

Non insistete troppo, soprattutto se notate che il vostro bambino si sta innervosendo, l’importante è avergli fatto capire che per dirvi qualcosa c’è anche un altro modo e non solo il gesto come è abituato a fare. Se il bambino produce “acca” o “quaqua” al posto di “acqua”, potete ritenervi più che soddisfatti, vi concentrerete solo successivamente sul migliorare la produzione della parola, la priorità è insegnargli a comunicare verbalmente.

In conclusione: non sottovalutate il potere comunicativo dei bambini, sono in grado di dirci qualsiasi cosa senza parlare. Fate in modo che si sforzino a comunicare con le parole, talvolta siamo così brave noi mamme a capire al volo i bisogni dei nostri bambini che dimentichiamo quanto questo possa essere dannoso per l’apprendimento del linguaggio

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