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Sei mesi: tempo di cambiamenti

I sei mesi rappresentano, per la maggior parte dei bambini, un autentico "giro di boa" nel eprcorso di crescita. Dentizione, svezzamento, lallazione sono solo alcune delle grandi sfide che vedono impegnati mamma e bambino in questo periodo così speciale ed entusiasmante

Per qualcuno il periodo che va dai sei mesi all'anno di vita è uno dei più emozionanti e coinvolgenti: il neonato non ci appare più tale, ma assume sempre di più le sembianze e i comportamenti di un bambino vero e proprio.
E noi ci ritroviamo a sospirare, tra il serio e il faceto, "è diventato grande!".

I ritmi sono ovviamente diversissimi tra neonato e neonato, ma spesso è questo il periodo in cui iniziano a definirsi i lineamenti e in cui il bambino fa una delle sue più grandi conquiste: la posizione seduta.
Sembra ieri che il nostro piccolino teneva a fatica su la testa ed ora staziona tronfio nella nuova posizione, fiero e stupito al tempo stesso: il mondo si vede da tutta un'altra angolazione, e anche i giochi di sempre ora sembrano diversi. Anche perché è intorno a questo periodo che il piccolo si rende conto, pian piano, della tridimensionalità degli oggetti e, laddove la forma e la dimensione lo permettono, li rigira tra le manine ammirato. Molto spesso li esplora con la bocca.

Per questo motivo è bene dargli giocattoli che siano della giusta misura: abbastanza grandi da non finire in gola ma abbastanza piccoli da essere afferrati con facilità dal piccolo. Che siano giocattoli acquistati in un negozio oppure oggetti che abbiamo in casa (purché appropriati e non pericolosi!) i giocattoli devono essere colorati e numerosi: essi costituiscono un vero e proprio strumento di lavoro per il nostro piccolo che va alla conquista del mondo.

A sei mesi alcuni bambini iniziano a compiere piccolissimi tragitti trascinandosi a poco a poco e possono quindi scavalcare i bordi del fasciatoio o cuscini troppo piccoli: attenzione a lasciarli incustoditi in luoghi poco sicuri! Se dobbiamo allontanarci per qualche minuto, meglio optare per il classico box o ancor meglio per un recinto, che delimiti l'area di "gioco sicuro" se la nostra casa non è ancora “a prova di bambino”.

Uno dei passatempi preferiti dei piccoli di questa età è esplorare i volti dei familiari, soprattutto del papà e della mamma; collane, orecchini e braccialetti tintinnanti sono poi interessantissimi diversivi mentre si è in braccio.


Uno dei cambiamenti più significativi dei sei mesi è indubbiamente lo svezzamento, che solitamente ha inizio a questa età: il piccolo comincia ad assumere cibi solidi e o semiliquidi, a mangiare salato, seduto alla tavola dei genitori! E spesso i primi bocconi che butta giù del nuovo cibo sono parecchio amari anche per noi mamme, che immaginiamo il nostro piccolino già grande e (troppo) indipendente. Niente di più falso: il bambino - che per sua stessa natura è un essere dipendente - sarà sempre più legato a noi, anche se in modo diverso, anche quando l'allattamento terminerà del tutto.

Intorno ai sei mesi, o poco dopo, all'improvviso il nostro piccolo ci sorprenderà con un nuovo, appassionante, gioco: interminabili serie di babababababa o di lalalalalala. Si tratta della lallazione, la prova generale del linguaggio. L'istinto che ci porta a ripetere queste prime paroline o a commentarle rivolgendoci direttamente al nostro bambino costituisce una prima e importante forma di comunicazione: il bambino si sente corrisposto e per la prima volta "dialoga" con qualcuno, anche se a modo suo.

Il nostro piccolino non dorme più come durante i primi mesi; soprattutto di giorno i pisolini si fanno più brevi, con buona pace delle nostre attività quotidiane: anche perché ormai si tratta di una personcina che desidera essere intrattenuta, si annoia a restare troppo da sola, si sporge speranzosa dal seggiolone appena ci vede entrare nella stanza, si gira verso chi sta parlando. Alcuni piccolini già dai sei mesi si disperano se vengono separati dai volti più familiari.


La dentizione per qualcuno è già iniziata, per altri sta iniziando, con tutti gli annessi e connessi; non è vero, come si pensava diversi anni orsono, che la dentizione inibisce l'allattamento materno. Basta far capire, con calma e fermezza, al piccolo roditore che i dentini non si devono esercitare sul capezzolo materno; una buona tecnica può essere staccare decisamente il bambino dal seno ogni volta che morde per poi evitare di attaccarlo almeno per mezz'ora.
In genere questi problemi svaniscono in poco tempo, ma lo stesso non si può dire dei fastidi causati al neonato dalla dentizione. Gli appositi giochini che si raffreddano nel frigo possono costituire un valido aiuto, purché siano, ancora una volta, di forma e dimensione adatte ad essere afferrate dal piccolo. In molti casi, mentre sta male il bambino è particolarmente desideroso di coccole e di attenzione e gli allattati al seno trascorrono più tempo attaccati alla madre.

Se per certi versi, quindi, il nostro piccolo appare più che mai bisognoso, per molti altri sembra invece "già grande". L'importante, per noi mamme, è essere sempre presenti senza opprimere, lasciare al piccolo la sua libertà restando sempre a disposizione quando avrà bisogno di un abbraccio o di una carezza.

Laura Losito

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