gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

Perché i secondogeniti sono più fortunati

/pictures/20150114/perche-i-secondogeniti-sono-piu-fortunati-548278241[4858]x[2023]780x325.jpeg
gpt native-top-foglia-bambino

Con l’arrivo del secondogenito si acutizza la naturale propensione mammesca al senso di colpa: ma siamo sicure che la sua sia davvero una sorte ingrata?

Secondo figlio più fortunato

Che il nostro secondogenito sia in tutto e per tutto il “bambino di serie B” ne abbiamo il sentore già dall’ospedale: mentre col primo arrivavano stuoli di visitatori carichi di regali e di affetto, stavolta non si vede un’anima. Dove sono tutti? Ah già, ad accudire il primogenito cercando di alleviare in qualche modo il terribile trauma che sta subendo.

gpt native-middle-foglia-bambino

Da qui in avanti, la sensazione che il nuovo arrivato sia trattato alla stregua del "figlio del postino" si nutre di continue e dolorose conferme: ma in realtà, il più fortunato è proprio lui. Mentre con il primo parto la dimissione dall'ospedale era stata acccolta con squilli di tromba e folla festante, per il secondogenito tutto avviene in sordina.

Pronte per il secondo figlio?

Anche durante le (rarissime) visite a casa, amici e parenti ostentano indifferenza per non ferire i sentimenti del figlio alfa, il quale viene ricoperto di attenzioni e di regali: già, perchè tanto il nuovo arrivato ha già tutto, no? Può contare su uno splendido passeggino di seconda mano con tracce di fluidi corporei di ogni genere, vestitini ingialliti e sgualciti e giocattoli mezzi rotti.

Tutto ciò, unito alla stanchezza del parto e lo stress di dover accudire anche un "grande" che è comunque piccolissimo, non fa che esasperare il nostro rimorso. Se però guardiamo la situazione da un altro punto di vista, lo scenario può diventare completamente diverso.

I primi giorni di vita all’ospedale per il secondogenito trascorrono tranquillamente, in intimità con la propria madre. L’arrivo a casa è vissuto solo con la propria famiglia senza parenti molestatori in giro. Un sacco di oggetti utili a disposizione a cui si aggiungono i nuovi regali - si perché un pensierino comunque glielo fanno, anche se di valore palesemente inferiore a quello del primogenito. E inoltre…

Le cose che non facciamo col secondo figlio
  • La sua mamma è perfettamente rodata

Il secondogenito non ha a che fare con una mamma inesperta, capace di andare completamente fuori di testa per un rigurgito o poche linee di febbre. E’ vero, eravamo più attente, ma a sproposito - per non parlare della mania allacciare il pannolino troppo largo, con conseguenti, tragici incidenti.

  • La sua mamma è decisamente meno pesante

Ammettiamolo, lo facciamo tutte: parlo del metterci a scuotere il neonato che dorme profondamente per verificare che sia ancora vivo (“Dormiva così profondamente… Mi sembrava che non respirasse più…” Queste di solito le deboli argomentazioni date al consorte che osserva la scena allibito.) Al secondogenito sono generalmente risparmiate certe angherie.

  • Lo godiamo di più

Ora sappiamo quant’è vero che crescono in un lampo: ci sembra di aver partorito solo ieri il nostro primo, e ora è già in grado di dirci cose tipo: “Che sedere grosso che hai.” (No comment). Col secondo, una volta passato il periodo hot dei primi mesi e recuperate le forze, siamo in grado di godere delle piccole cose: prenderlo a dormire sulla nostra pancia e rilassarci. La sua testolina non avrà mai più quell’odore.

  • Sai già chi sei come genitore

Col primo ci vuole tempo per capire che tipo di mamme siamo, e in generale, per quanto la nostra mente sia proiettata al 100% nel nostro nuovo ruolo, ci sembra di sbagliare sempre. Ora ci conosciamo molto meglio sotto questo punto di vista, il che ha anche il vantaggio di non dare più retta ai "tuttologi" dispensatori di consigli utili come un frigorifero al Polo Nord.

  • A non dormire ci si abitua

Quando non dormivamo da pochi mesi, ci sentivamo distrutte. Ora che non trascorriamo una notte decente da anni, ci siamo in qualche modo abituate anche agli effetti collaterali come colpi di sonno improvvisi, amnesia, borse sotto gli occhi tipo caciotte.

Arriva il secondo figlio, felicità o sgomento?
  • Ha già un complice

E’ incredibile quanto presto si crei la complicità di due bambini contro l’anziana madre rompiscatole. Il piccolo ha pochi mesi e già si scambiano sguardi d’intesa - no, non è solo una sensazione. Si può sporcare quanto vuole La passione per il sudiciume, tipica dei bambini, nei primogeniti viene inibita dato che cambiamo loro tutti i vestiti alla prima micro-macchiolina. Con i secondi, l’unico cambio previsto è quello di fine giornata; per il resto del tempo, l’unica forma di pulizia consiste nel grattare via il possibile con l’unghia del pollice.

  • Babysitter d’eccezione

“Da’ un’occhiata a tuo fratello” è la frase politicamente scorretta che però, per sopravvivenza, ci ritroviamo a pronunciare quasi tutti i giorni; e per un neonato non c’è niente di meglio che un babysitter di tre o quattro anni, che per farlo giocare gli spalma la marmellata nei capelli.

  • Niente giochi di ruolo obbligati

Il compagno di giochi è già dentro casa: più grande e fortemente determinato a riversargli addosso tutto il suo prezioso sapere (prima lezione: come nascondere le caccole attaccandole sotto il tavolo da pranzo). Niente più playdate perché “deve stare con altri bambini” anche se gli altri bambini in questione non li sopporta. E quando i due fratellini o sorelline iniziano a giocare insieme, anche la mamma inizia a vedere la luce fuori dal tunnel.

gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0