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Sculacciare i bambini è educativo ?

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Sculacciare i bambini fa bene? La psicologa ci spiega perché le sculacciate e le punizioni corporali non sono educative e hanno effetti negativi sulla psiche dei bambini

Sculacciare i bambini fa bene?

Le sculacciate sono sempre esistite. Spesso da un semplice sculaccione si passava a vere e proprie botte. Non per niente i bambini venivano picchiati molto più facilmente e la cosa rientrava apparentemente nella norma.

Ma sculacciare i bambini è educativo?

Il metodo educativo utilizzato nelle epoche (non tanto) passate aveva la finalità di correggere un comportamento scorretto nei bambini. In realtà molti studi hanno constatato l’esatto contrario e cioè che le botte o meglio le punizioni corporali hanno degli effetti negativi sulla psiche anche a lungo termine cioè una volta cresciuti. Sul Canadian Medical Association Journals è stato pubblicato uno studio effettuato su 653 soggetti che durante l’infanzia hanno subito punizioni corporali (schiaffi e sculaccioni). L’indagine ha riscontrato che sussiste una maggiore presenza di forme di dipendenza da alcool, sostanze stupefacenti e illegali. Inoltre, si è palesata la presenza di deficit cognitivi, disturbi affettivi, comportamenti violenti e stati d’ansia in una percentuale che varia dal 2 al 7%.

Come sono le punizioni efficaci?

Gli effetti della violenza, anche se lieve, poiché i parametri di valutazione hanno un ampio raggio di stima, sono di diverso genere e tanti sono gli studi che affrontano tale tematica. L’aspetto saliente ha riguardato la considerazione dell’assunzione del comportamento “violento”come modello di vita tanto da dare adito ad atteggiamenti di bullismo, di prepotenza e di aggressività nei confronti dei propri compagni e degli altri. D’altro canto tale reazione è una conseguenza del fatto che i bambini non si sentono amati e voluti e quindi più soggetti a depressione, ansia e ad altri disturbi psichici di varia entità. Inoltre il rapporto con i genitori è diverso soprattutto dal punto di vista fisico in quanto tendono ad evitare il contatto.

Può succedere anche che una semplice “abitudine” alla sculacciata diventi qualcosa di più serio e, in momenti critici in cui i genitori sono maggiormente stressati o frustrati, si sfoci in manifestazioni di rabbia più difficili da gestire sul piano psicologico e fisico da parte dei bambini. Una volta adulti, gli stessi, non abituati a comunicare o a condividere abbracci e carezze vivono con più difficoltà alcune situazioni.

Anche a scuola la punizione, la sculacciata, lo schiaffo o lo scappellotto come “metodo educativo” produce le sue conseguenze. Gli studiosi della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health hanno scoperto che i piccoli sculacciati al di sotto dei due anni di età sono spesso soggetti a disturbi del comportamento a distanza di tempo e questo è stato constatato su un gruppo abbastanza consistente di soggetti, cioè 1966 bambini seguiti nel loro percorso di crescita da o a 23 mesi e nei 2 anni successivi cioè al momento dell’ingresso a scuola e nei primi processi di socializzazione. In effetti, coloro che avevano subito qualche sculacciata di troppo erano maggiormente ripresi o puniti con “note” in classe o richiamati dai genitori una volta a casa dietro sollecitazione della scuola.

I dati incrociati riguardavano l’educazione severa dei genitori, i problemi scolastici dei bambini e le differenze tra etnie. Se a subire le punizioni corporali era un bambino bianco, questi manifestava una sensibilità maggiore alla punizione rispetto ad un bambino di colore. La differenza risiede sostanzialmente nel tipo di “cultura” che caratterizza il gruppo etnico cioè una maggiore tollerabilità alla punizione da parte dei soggetti di colore. Altre variabili sono la presenza di un atteggiamento punitivo costante e un clima di tensione persistente all’interno della famiglia cioè un bimbo trattato con comportamenti rabbiosi o schiaffeggiato manifesta conseguenze peggiori.

Cosa evitare?

I bambini molto piccoli non sono in grado di comprendere il motivo della punizione per cui vanno evitati atteggiamenti di castigo o di botte proprio perché stanno ancora sviluppando il senso di sicurezza nei confronti delle figure di riferimento cosa che verrebbe ostacolata nel momento in cui il dolore e la sofferenza fisica si andrebbero a sostituire ad una comunicazione e spiegazione nel tentativo di correggere il comportamento scorretto.

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