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I riflessi neonatali tra miti e leggende

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Sotto il profilo della motricità esistono dei riflessi del bambino e degli schemi elementari che il neonato esegue. Ecco i riflessi più comuni

Riflessi del bambino

Dopo tanta attesa finalmente il nostro bambino è nato e siamo diventate mamme. Questo piccolo esserino nei primi mesi di vita interagisce col mondo esterno mediante il pianto, i vocalizzi e dei movimenti stereotipati, involontari, riflessi. La prima cosa che una mamma fa è tentare di imparare a conoscere il piccolo, scrutare anche ogni minimo atteggiamento per capire ed interpretare i suoi bisogni... e poi ci sono tutti gli altri, amici e parenti, che lanciano la loro opinione su tutti i gesti del bambino.

I riflessi del neonato

Sotto il profilo della motricità esistono dei riflessi neonatali e degli schemi elementari che il bambino esegue e come tali non necessitano dell’oracolo per essere interpretate e che, in un bambino sano, col tempo scompariranno. Partiamo dalle esclamazioni più comuni per individuare il riflesso corrispondente.

Riflesso di suzione

“Questo bimbo ha sempre fame, ogni cosa che gli passa davanti alla bocca la vuole ciucciare! È un mangione” – No, è un riflesso! Più precisamente il riflesso di suzione per il quale se vengono stimolate le labbra, gli angoli della bocca e talvolta anche il mento, il bambino si dirige verso tale stimolo aprendo la bocca per poterlo succhiare. Inoltre non è cosa da poco perché questo riflesso garantisce la sopravvivenza del cucciolo di uomo.

Riflesso di prensione

“Guarda come mi stringe il dito, non mi vuole lasciare proprio! si è già affezionato a me..” – Per quanto romantico possa sembrare anche stavolta si tratta di un riflesso che si evoca stimolando il palmo della mano del neonato. In questo modo si contraggono i flessori delle dita e la mano si chiude a pugno. Questo riflesso e viene detto riflesso di prensione.

Riflesso di deambulazione automatica 

“Guarda, Guarda! Questo bimbo sembra che già vuole stare in piedi e camminare...” – Per quanto soddisfacente sia l’idea di trovarsi di fronte ad un bambino prodigio si tratta del riflesso di raddrizzamento e del riflesso di deambulazione automatica, in cui il bambino posto dritto coi piedi poggiati su un piano stenderà energicamente le ginocchia e in seguito alternerà la flessione delle gambe come se volesse camminare. In realtà il prodigio c’è: si tratta di un bimbo sano.

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Riflesso di moro

“Ma perché fa così???” – anche l’errore sintattico è d’obbligo in questa affermazione che è il frutto di preoccupazioni nate da un attività motoria che può far sembrare il neonato insofferente. Si tratta del riflesso di Moro, o di abbraccio, e del riflesso tonico asimmetrico del collo. Molto più semplicemente vi sarà capitato di vedere il vostro bambino, tranquillo nella culletta o dopo un certo stimolo, che improvvisamente apre le braccia come se volesse abbracciare... anche se personalmente dà più l’idea che stesse cadendo e si volesse aggrappare a qualcosa... l’altro riflesso dal nome ostico si riferisce al fatto che nelle prime settimane il bambino da supino se gira la testa a destra estenderà il braccio destro e piegherà il sinistro, viceversa se la gira a sinistra

 

 

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