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Cinque consigli per responsabilizzare i bambini

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I consigli della pedagogista per responsabilizzare i bambini e aiutarli a diventare un po' più grandi

Come responsabilizzare i figli

Come possiamo responsabilizzare i nostri bambini? Ecco 5 consigli che si possono mettere in pratica per aiutare i nostri piccoli a diventare un po' più grandi.

  • Far sperimentare le conseguenze delle loro azioni

Il primo passo per responsabilizzare i bambini è far loro comprendere che i loro gesti, le loro azioni, ma anche le loro parole e i loro atteggiamenti hanno un peso e determinano delle conseguenze. E' importante quindi che cerchiamo di far sperimentare loro quello che accade dopo un loro determinato comportamento, senza intervenire o modificare la situazione o peggio, senza tamponare i loro errori prima che loro possano da soli comprendere dove hanno sbagliato. Quindi banalmente se per esempio si rifiutano di mettere a posto i giochi sparsi per tutta la stanza, è opportuno non sostituirsi a loro mettendoli a posto ma, pima di riodinare CON loro, fare loro sperimentare il fatto di vivere nel disordine e non riuscire a fare ciò che si vuole perché i giochi ingombrano tutto.

Giochi d'intelligenza: se un problema diventa un'opportunità per imparare

E 'altresì importante in questo senso il ruolo dell'aduto come mediatore e interprete della situazione che, una volta che il bambino ha sperimentato concretamente le coseguenze di quanto ha fatto, ricostruisce a parole quello che è accaduto dando valore e significato a ciò che è successo. In questo modo il bambino imparerà a comprendere il valore e la potenza dei suoi gesti, delle sue parole e del suo comportamento.

  • Pretendere che portino sempre a termine ciò che hanno iniziato

Quando si affidano loro dei compiti è importante pretendere sempre che li portino a termine e che non lascino in sospeso ciò che hanno iniziato. Piuttosto è opportuno richiedere loro poche cose ma nel momento in cui diamo una responsabilità ai nostri figli diciamo loro che ci aspettiamo che la portino a termine, facendo con loro un vero e proprio accordo. Qualora non lo facessero ricordiamo loro l'impegno preso invitandoli nuovamente a finire quanto avevano cominciato. Solo dopo avere ultimato il loro compito potranno passare a fare ciò che desiderano. In questo senso la promessa di un premio o di una ricomprensa dopo il lavoro svolto (anche semplicemente il poter fare un gioco che a loro piace molto) può funzionare da rinforzo molto prezioso che li stimola a svolgere il loro impegno bene e velocemente. Non è da intendersi questa strategia come un ricatto, ma piuttosto come una modalità per far comprendere ai bambni che la giornata è fatta di momenti piacevoli ma anche di piccoli sforzi e fatiche.

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  • Dare compiti alla loro portata

Per far sì che i bambini portino a termine autonomamente gli impegni che noi affidiamo loro è fondamentale che quelli che diamo loro siano compiti alla loro portata, ovvero non troppo dificili. Piuttosto può essere utile "abbassare la richiesta", ovvero richiedere loro di svolgere azioni molto semplici, perché ciò che interessa non è la prestazione in sè ma il fatto che la svolgano con cura e responsabilità. In questo modo eviteremo loro la frustrazione del non farcela, ma anzi "sfrutteremo" il loro successo come un rinforzo e uno stimolo per fare ancora e sempre meglio.

  • Farli sentire preziosi

Una volta che hanno portato a termine il loro compito è fondamentale che i genitori diano ai figli un rimando positivo. Non solo facendo loro i complimenti per ciò che hanno svolto, ma anche sottolineando concretamente l'importanza e la preziosità di quanto hanno fatto. I bambini saranno motivati a svolgere impegni di responsabilità per la famiglia se avranno la sensazione che ciò che loro fanno è realmente utile per loro e per gli altri. E' importante quindi dare loro compiti che non siano "fittizi", cioè dati soltanto per far fare loro qualcosa ma essenzialmente inutili, ma anzi affidare loro piccole resonsabilità che servano davvero al nucleo familiare e che possano portare un contributo anche minimo ma reale. L'intelligenza del bambino gli farà cogliere che quello che ha fatto è stato davvero prezioso e ha realmente portato un contributo utile a sè e agli altri. Solo così sarà motivato ad assumeri impegni sempre maggiori e sempe più complessi.

  • Dare l'esempio

Ultimo, ma non d'importanza, è fondamentale che i genitori siano da esempio per i figli. I bambini hanno bisogno di avere figure adulte da imitare e da cui avere spunti e indicazioni per la costruzione della loro identità e dei loro comportamenti, e i genitori sono per loro il primo e fondamentale modello di riferimento. Un genitore che pretende cura, impegno e responsabilità dal figlio ma che non li dimostra a sua volta non è credibile e le sue parole quindi risultano vuote e perdono di significaato. Al contrario un genitore che dimostra e che "vive" concretamente l'assunzione di responsabilità che pretende dai suoi figli, motiva il bambino, che si identifica in lui, a fare altrattanto e a coglierne il senso, l'utilità e l'importanza.

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