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Genitori e figli, quando l’educazione diventa creativa

‘Genitori Oggi: dall'autorità perduta all'educazione creativa. Come educare i nostri figli alla felicità’: è questo il titolo del seminario che Pianetamamma ha seguito sabato 7 dicembre al Nuovo Teatro San Paolo di Roma

a cura di Emanuela Dolci

‘Genitori Oggi: dall'autorità perduta all'educazione creativa. Come educare i nostri figli alla felicità’. E’ questo il titolo del seminario che abbiamo seguito sabato 7 dicembre al Nuovo Teatro San Paolo di Roma. Luca Stanchieri, psicologo e coach - già protagonista della serie ‘Adolescenti istruzioni per l’uso’ su La7 e ‘Teen manager’ su Rai2 – ha spiegato con leggerezza e ironia, usando più la formula del monologo teatrale che la lezione, il rapporto genitori/figli con particolare attenzione agli adolescenti.


La personalità del bambino si sviluppa grazie al rapporto col papà


L’evento - che lancia il Centro Future Lab, nuovo centro di coaching per adolescenti diretto da Stanchieri e nato dall'esperienza decennale della Scuola di Life e Corporate Coaching – ha affrontato la tematica attraverso la Psicologia Positiva per educare i figli in maniera creativa.  “La psicologia positiva ritiene che ogni fallimento possa rappresentare un’esperienza da cui attingere. Gli aspetti negativi possono essere quindi affrontati partendo dai punti di forza”, spiega Stanchieri al numeroso pubblico in sala. “In qualunque mestiere, per diventare esperti occorrono 10mila ore. Per diventare talentuosi ne servono 20mila. Per fare cose di alta cultura la mente umana può dare il meglio di sé nell’arco di 5/6 ore al giorno. Da qui – continua – la difficoltà di concentrazione nel fare i compiti. Inoltre, ogni 5 anni il rapporto con i figli cambia e va ricostruito”.


In merito all’adolescenza afferma: “Inizia prima e finisce a 27 anni perché rappresenta il diventare adulti e lo si diventa quando si ha un preciso progetto di vita, quando si ha la certezza di cosa si vuole diventare. Ecco perché spesso vediamo quarantenni tornare a quel periodo”.

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Dichiara subito che non ci sono metodi utili: “Se c’è qualcuno che è venuto qui per avere un metodo resterà deluso, ma dei consigli sicuramente ci saranno”. Spiega, infatti, che il passaggio dall’infanzia all’adolescenza si sviluppa in tre fasi: - la relazione, la sintonizzazione affettiva con il proprio figlio; la maturazione, processo educativo che porta il ragazzo a maturare; la socializzazione, la personalità che il ragazzo ha sviluppato e che può esprimere all’interno di una società.

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E’ stato anche affrontato il bullismo: “Il bullo è una sorta di psicologo del male che prende di mira i difetti che una persona pensa di avere. Ogni parte del corpo può essere un elemento di bullismo. Un ragazzo corre maggiori rischi quando si distacca dalla famiglia per dedicarsi maggiormente ai suoi pari. L’attaccamento agli amici sovrappone l’apparenza all’etica”.



Per Stanchieri, però, sono assolutamente sbagliati premi e punizioni: “I premi non sono altro che una forma di corruzione e le punizioni non hanno il risultato che pensiamo. Entrambi ci dimostrano che abbiamo perso potere sui figli e sono soltanto sintomo di un’esasperazione. Quando il rapporto genitori/figli funziona, permette a un figlio di rendere chiara la sua identità e l’indipendenza verrà da sola. Bisogna partire dai punti di forza, non dai difetti. La prima questione – conclude – deve essere: che cosa lo rende felice? E non: che cosa lo diverte? Ma per capire la sua felicità, dobbiamo prima partire dalla nostra
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