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Come si sviluppa il sorriso del bambino?

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All'inizio il sorriso è solo un riflesso, ma poi cambia e diventa una risposta sociale ed emotiva

Quando il neonato inizia a sorridere?

Guarda, sta sorridendo!” è una delle frasi più entusiaste e diffuse che sentiamo dire ai neogenitori guardando il loro bimbo di pochi giorni di vita. Ma il piccolo sorride davvero? E quand’è che il sorriso è davvero un atto intenzionale? Come si sviluppa il sorriso del bambino?
Come tante altre componenti del comportamento del bebè anche il sorriso attraversa varie fasi di sviluppo.

Vediamole

Fino a 6 settimane il bambino sorride, ma in realtà il suo è un sorriso riflessivo. Spesso può sorridere durante il sonno. Gli esperti spiegano chiaramente che nel corso del  sonno il bambino attraversa diverse fasi REM, quelle in cui si sogna, e proprio in questi momenti può borbottare, lamentarsi e anche sorridere. Insomma, durante il sonno si manifestano una serie di riflessi, uno dei quali è appunto il sorriso. Si tratta, quindi, molto probabilmente non di una reazione emotiva, ma solo fisiologica.

Tra le 6 e le 8 settimane il bambino comincia ad abituarsi a rispondere anche con le espressioni del viso a ciò che gli accade. Le coccole, il volto della mamma, una voce rassicurante provocano in lui sensazioni piacevoli e quindi il sorriso è una risposta a queste sensazioni di benessere. Anche in questa fase non si tratta di una risposta sociale, ma solo di una reazione alle esperienze sensoriali.

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Naturalmente in questa fase è importante incoraggiare il sorriso perché il bambino osserva con attenzione il volto familiare della mamma e quindi risponde alle espressioni che gli si presentano. Se si avvicina il volto al suo, gli si parla dolcemente, e si imitano le sue espressioni pian piano lui comincerà ad imitare le espressioni facciali della mamma.

Per arrivare al vero e proprio sorriso sociale bisogna aspettare i due o tre mesi, quando il sorriso diventa una risposta a ciò che gli piace. Imparerà che sorridendo ottiene una reazione nella mamma e in chi gli sta davanti, proprio come il pianto. E il sorriso, insieme al grugnito, al ronzio, al lamento, lo strillo è uno strumento con cui il bambino prova ad esprimere se stesso e a comunicare.

Intorno ai sei mesi il bambino sorride indiscriminatamente a tutti e non importa ciò che fa la mamma: lui le sorriderà e basta.

Il sorriso diventa, invece, selettivo intorno ai nove mesi quando comincia a distinguere le persone che sono speciali da quelle che non lo sono, quelle che gli ispirano simpatia dalle altre. Naturalmente questo è anche il periodo in cui sviluppa l’ansia da separazione dalla mamma, quindi è facile che pianga se la mamma si allontana e diventi un po’ più scontroso con gli estranei. Insomma, se prima sorrideva a tutti, oggi comincia a sorridere solo a chi gli piace o a chi conosce. Può essere un po’ deludente vedere che un bimbo che prima era così sorridente oggi dispensa sorrisi in modo più cauto, ma in realtà è un ottimo segno di sviluppo.

Perchè i neonati tremano?

Intorno all’anno di vita il bimbo comincia anche a sviluppare un proprio personale senso dell’umorismo. Ecco che scoppia a ridere se accade qualcosa di inaspettato e sorprendente o se qualcuno si comporta in un modo che lui ritiene essere divertente.

E se non sorride mai?

E’ importante sapere che il sorriso è parte del proprio carattere. Alcuni bambini sono più sorridenti ed altri meno. E ogni bambino ha un proprio ritmo di sviluppo. Se però a 12 settimane non ha sorriso mai è bene parlarne con il pediatra per verificare se non ci sia un qualche ritardo nello sviluppo.

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