gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

Quando i bambini si mangiano le unghie

/pictures/20150309/quando-i-bambini-si-mangiano-le-unghie-4143685845[2984]x[1247]780x325.jpeg
gpt native-top-foglia-bambino

Quando i bambini si mangiano le unghie: come far abbandonare questa fastidiosa abitudine collegata alla presenza di bisogni orali o di impulsi aggressivi

Perchè il bambino mangia le unghie

L'onicofagia, ossia l'abitudine a rosicchiarsi le unghie, così come il succhiare il pollice o non abbandonare l'amatissimo ciuccio, indicano di solito la presenza di bisogni orali o di impulsi aggressivi che non trovano altra via di espressione.

Esiste una relazione molto forte tra oralità e legame affettivo; infatti la prima comunicazione tra madre e figlio è mediata dall'alimentazione. Tra le braccia protettive della madre il neonato guarda il suo volto, fissandola negli occhi ogni volta che si stacca dal seno. Nel crescere poi il seno materno viene sostituito dal ciuccio o da altri surrogati orali, che saranno via via abbandonati.

Nel bambino (e anche nell'adulto) che rosicchia le unghie è presente una fissazione alla fase orale dello sviluppo che denota un disagio psicologico.

Ricostruendo la storia dei bambini affetti da onicofagia risulta che essi hanno avuto problemi nell'allattamento o perché non sono stati allattati e/o perché sono stati staccati precocemente dal seno materno e non hanno avuto la possibilità di elaborare la perdita del seno materno.
Mangiarsi le unghie è un po' come esprimere la nostalgia per un rapporto simbiotico, esclusivo ed essenziale con la madre; ci si auto-alimenta con qualcosa che appartiene al proprio corpo, le unghie appunto.

Questa abitudine è anche correlata con la rabbia e l'aggressività. Si tratta di una rabbia inespressa che il bambino rivolge contro se stesso, aggredendo una parte del proprio corpo. I bambini nutrono dentro di loro una misto di sentimenti positivi e negativi; quelli che si rosicchiano le unghie fino al punto di sanguinare, non riescono ad accettare e a gestire l'ambivalenza dei loro sentimenti.

gpt native-middle-foglia-bambino

I bambini quando provano sentimenti negativi, soprattutto nei confronti dei genitori, si sentono in colpa e si autopuniscono aggredendo una parte del corpo. Se pensiamo alle “unghie-artigli” degli animali esse hanno sia una funzione aggressiva e sia difensiva. Eliminarle significa, quindi, allontanare la possibilità di fare del male agli altri. Poi i bambini spesso devono affrontare situazioni di ansia, stress e paura e si sentono minacciati; a quel punto ricorrono facilmente alla “regressione consolatoria” di contattare la bocca.

Come si può affrontare il problema?

E' inutile ricorrere a minacce e castighi, con un comportamento del genere si rischia di aumentare l'ansia nel bambino e spingerlo quindi a rosicchiare ancora di più!

Anche l'uso di espedienti come smalti amari, peperoncino etc aumenta non solo l'ansia ma anche il senso di colpa e di inadeguatezza del bambino. Bisognerebbe chiedersi cosa c'è dietro il sintomo del bambino e soddisfare le sue reali richieste. Si può aiutarlo ad esprimere i sentimenti che alimentano il rosicchiare le unghie, ovvero la rabbia, l'aggressività, le tensioni, le gelosie, il desiderio di essere coccolato come un neonato.

Come si tagliano le unghie ai neonati

Occorre, inoltre, andare alla ricerca di modalità alternative per scaricare la tensione. Il bambino, ad esempio, in contesti protetti come il gioco, percependo la sua aggressività come meno distruttiva, può sentirsi più libero di esprimere la rabbia senza timore.

Favorire dunque giochi all'aria aperta e lo sport, insomma tutto ciò che può aiutare il bambino a spostare il meccanismo distruttivo da se stesso (le sue unghie) a qualcosa di esterno, con l'aiuto, il sostegno ed il contenimento di adulti dei quali si fida

gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0