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Fratelli coltelli

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Come mai nascono dissapori, odi e antagonismi tra fratelli? La psicologa ci spiega le cause dei conflitti e come intervenire

Conflitto tra fratelli

Ma tu sei mio fratello? “La relazione fra fratelli è il primo laboratorio sociale in cui i figli possono cimentarsi nelle loro relazioni fra coetanei. In questo contesto, i figli si appoggiano, si isolano, si accusano reciprocamente e imparano l’uno dall’altro. e queste posizioni prese precocemente nel gruppo possono essere significative nel corso successivo della loro vita. In questo mondo di coetanei, i figli imparano a negoziare, a cooperare e a competere. Possono prendere diverse posizioni nel destreggiarsi gli uni con gli altri, (Minuchin, 1976)."

L’identità familiare rappresentata dalla pubblicità del Mulino Bianco ha la sua criticità. Il sistema, messo in crisi da forti cambiamenti economici e culturali già a partire dagli anni ’70 con una serie di trasformazioni legislative e sociali, trasmette oramai ciò che la realtà non rispecchia più. Ed è così che guardando la “favola” ci si domanda: cosa avviene realmente all’interno dei contesti familiari?

Quando i fratelli si odiano: come fare?

I costumi cambiano, ma i comportamenti restano per certi versi immodificati poiché le emozioni continuano ad essere una modalità comunicativa tramite cui ogni individuo esprime se stesso all’interno della relazione. La rabbia, il rancore, le gelosie e i maltrattamenti nonostante l’educazione e il ruolo di “moderatori” che i genitori assumono spesso non sono sufficienti a placare le traversie fraterne. La presenza di altri coetanei nella crescita è fondamentale per sviluppare il comportamento pro sociale (Padilla-Wolker, 2007) e l’affettività, ma non sempre i contesti riproducono situazioni di normalità.

Ma cosa s’intende per normalità? Secondo Minuchin (1976) le famiglie, soprattutto quelle numerose, si strutturano attraverso specifiche regole condivise che segnano confini definiti, gerarchie e sottosistemi. Se gli stessi non sono rispettati si genera un malfunzionamento che conduce al conflitto o alla manifestazione di un sintomo patologico di cui un membro diviene portatore. Funge cioè da capro espiatorio. Nel gruppo succitato, i fratelli costituiscono un sottosistema nel quale ognuno si confronta con l’altro poiché si cimenta e impara. Nascono quindi le competizioni, le negoziazioni e le cooperazioni. Ci si isola, ci si accusa, ci si appoggia (Minuchin, 1976).

Le divergenze sono anche frutto di disparità create dai genitori nella crescita dei figli: qualche volta il primogenito assume carattere di centralità assumendo un ruolo di rilievo rispetto agli altri. Queste “gerarchie” restano anche in età adulta poiché si è condiviso e accettato tale funzionamento. Ma se la necessità di difendere una posizione (per es. con la nascita di un fratellino) diventa condizionante, ciò può indurre a sviluppare un comportamento sintomatico significativo. Accanto all’affetto reciproco può nascere quindi rivalità e contrasto. Secondo Bowlby (1972) il rapporto si basa su

una connessione tra le identità di due fratelli, a livello sia pubblico che intimo, un adattarsi insieme di due identità personali

Ma come mai nascono i dissapori, gli odi e gli antagonismi?

Molti studi (Bank, Kahn, 1982) considerano i fratelli in base alla categoria di “accesso”, alto o basso. Nella prima i fratelli sono molto legati tra loro anche in conseguenza di una carenza sul piano affettivo e relazionale delle figure genitoriali. È così che sviluppano lealtà reciproca e un forte vincolo emotivo. Creano un codice di linguaggio privato che influenza notevolmente la loro relazione. Sono talmente uniti che per loro separarsi diventa una sofferenza, uno choc. Questo linguaggio segreto permette di difendersi da attacchi esterni cooperando e contenendo l’aggressività nei limiti accettabili.

Se la lealtà è invece univoca, uno dei fratelli si assume il ruolo di “genitore” prendendosi cura degli altri senza aspettarsi niente in cambio. Ma in tale contesto il calore che si manifesta nella reciprocità qui non è presente. Quali sono i motivi? Una separazione precoce se non si è ancora strutturato un atteggiamento di collaborazione o di alleanza può produrre un allontanamento emotivo difficile da recuperare; un’educazione differente nella quale i genitori hanno contribuito a porre delle diversità e a costruire rivalità e gelosie; conflitti irrisolti legati all’infanzia e all’adolescenza che hanno generato sentimenti di rancore e odio e che continuano a manifestarsi in età adulta con forte intensità; In tale contesto capita che uno dei fratelli sviluppi una sintomatologia, una somatizzazione, diventa cioè portatore di problematiche familiari condivise. Il più fragile, il più sensibile, il più generoso o semplicemente l’ultimogenito assume il ruolo del salvatore. Ed è così che la malattia si manifesta.

Cosa si può fare?

Nei casi più espliciti in cui il sintomo è manifesto e la relazione tra fratelli è chiaramente problematica il recupero è più che immediato, favorendo un ripristino dei ruoli genitoriali e filiali, stabilendo nuove regole tra i componenti della famiglia e utilizzando un linguaggio più aperto. La comunicazione è un aspetto fondamentale poiché attraverso essa si liberano le emozioni che, se represse, si trasformano in fuochi di paglia che in qualsiasi occasione generano fuochi difficili da monitorare. I genitori potrebbero aiutare i ragazzi a eliminare le diversità e le preferenze, permettere loro di passare più tempo assieme condividendo giochi, passatempi e sport e facendo comprendere l’importanza che ognuno ha con le proprie peculiarità e che, proprio per tali differenze, è speciale e unico.

Evitare di “etichettare” o eliminare le eventuali “categorizzazioni” (il cattivo, l’intelligente, il timido, l’artista) per liberarsi di possibili vissuti d’inferiorità da parte di un fratello o sorella rispetto agli altri, esaltando invece le caratteristiche di ogni figlio apprezzandone le diversità in maniera spontanea e naturale.

La forma più fondamentale d’amore è l’amore fraterno. Con questo intendo senso di responsabilità, premure, rispetto, comprensione per il prossimo; esso è caratterizzato dall’assenza di esclusività. Se io ho sviluppato la capacità d’amare non posso far a meno di voler bene ai miei fratelli. Nell’amore fraterno c’è il desiderio di fusione con tutti gli uomini, c’è il bisogno di solidarietà umana. L’amore fraterno si fonda sul principio dell’unione con i nostri simili. E. Fromm (L’arte di amare,1957).

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