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Peppa Pig bandita dai testi scolastici?

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Scoppia la polemica per le "linee guida" di Oxford University Press che chiede ai suoi autori di astenersi dal disegnare o fare riferimento ai suini nei libri

Peppa Pig bandita

Dopo la strage di Charlie Hebdo era inevatibile che ci fossero delle ripercussioni su tutto il mondo dell'editoria. La libertà di espressione cammina ormai su un filo molto sottile, bersagliata da attacchi continui e sempre più "profondi"; viene rimesso tutto in discussione per paura di offendere, scatenare odi ed episodi di razzismo. 

L'editoria che si rivolge ai bambini non è da meno e risente di questo "incatenamento" dell'informazione. Anche la maialina più famosa e amata dai bambini, Peppa Pig, è sotto attacco, in quanto potrebbe turbare i bambini di religione musulmana o ebraica. Ad affermarlo sarebbe un documento interno di Oxford University Press, uno dei principali editori di libri per l'infanzia del Regno Unito, che scrive a uno dei suoi autori proibendogli di fare riferimento nei suoi libri a maiali e salsicce o tutto ciò che è legato ai suini.

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A rivelare questo divieto è Jim Naughtie, conduttore radiofonico di Radio 4, che commenta la notizia con stupore, e manifestando la sua incredulità. Per essere più precisi, Peppa Pig non è stata espressamente citata, ma tutti avrebbero pensato a lei, dopo aver appreso la notizia che ha scatenano l'opinione pubblica.

Secondo Philip Davies, deputato del partito conservatore, sarebbe una questione senza senso di politically correct, il Daily Mail riporta le dichiarazioni del laburista Khalid Mahmood che avrebbe definito il divieto di Oxford University Press un completo nonsense.

La famosa casa editrice si sarebbe difesa affermando che le linee guida inviate ai propri autori sono pensate per
poter esportare i propri libri in quanti più paesi possibili, e quindi bisogna tenere conto delle diverse culture e sensibilità. Ma cosa ne pensano i diretti interessati, gli autori che collaborano per la Oxford University Press? A quanto pare non avrebbero accolto la notizia con entusiasmo, e avrebbero manifestato il loro fastidio nei confronti di alcuni divieti imposti loro che riguardano non solo suini, ma anche politica, alcolici, religione e sesso.

Viene da chiedersi cosa ne sarà della spontaneità, la fantasia, la libertà e il gioco che caratterizzano i libri per bambini?  E come raggiungere il giusto equilibrio tra libertà di espressione e rispetto delle altre culture e religioni?

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