gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

Quante paure hanno i bambini?

/pictures/20150629/quante-paure-hanno-i-bambini-163907535[1589]x[663]780x325.jpeg
gpt native-top-foglia-bambino

Che paure hanno i bambini e come possiamo aiutarli a combatterle?

Paure nei bambini

Quante paure hanno i bambini? Infinite e spesso tutte le rassicurazioni possibili non sono sufficienti per aiutarli a placarle.
Ma sono assolutamente naturali poiché svolgono una funzione principale di difesa e di allarme rispetto a qualcosa di minaccioso e alla possibilità di valutare una eventuale situazione di rischio.

Ma la richiesta è proprio quella di affrontarle per evitare che diventino sovrastanti. Elaborare i timori, difatti, permette di rafforzare la propria autostima.
Durante i primi mesi di vita il neonato non è in grado di compiere dei gesti finalizzati e si limita semplicemente a piangere per richiedere l’intervento della mamma affinché possa proteggerlo.

Durante il processo di differenziazione il bimbo conosce la propria vulnerabilità, e la successiva evoluzione della motricità e dell’intelligenza gli permettono di fronteggiare alcune minacce e di coglierne delle altre. Comincia così pian piano a prendere confidenza con l’ambiente e a far fronte alle sue richieste, difendendosi.
Questo permette di comprendere come mai le paure cambiano nel corso della vita.
Le paure sono tante, diversificate e fanno parte della crescita.

gpt native-middle-foglia-bambino

C’è quella del buio, dell’acqua, di sbagliare. La paura dell’estraneo, degli altri, dei mostri, della solitudine, delle situazioni sociali..

  • L’ansia generalizzata è uno stato diffuso di ansia che si acutizza in certe situazioni in maniera eccessiva come quando il bimbo si procura una piccola ferita o viene lasciato solo a piangere nel lettino.
  • L’ansia da separazione è l’incapacità a tollerare la separazione dalla madre in qualsiasi contesto.
  • L’ansia sociale è un pianto isterico nel tentativo di unirsi a un gruppo di bambini o l’intolleranza ad accettare qualsiasi situazione di cambiamento di abitudini (abitazione, nuovo istituto, nuovi compagni, l’ingresso alla scuola materna, la mamma che va al lavoro, la baby sitter, il passaggio dal pannolino al vasino, etc.).
  • Le fobie specifiche sono paure ingiustificate di un oggetto o di un evento, il contatto con i quali è causa di un’intensa reazione di angoscia. Riguardano gli insetti, il cadere da un precipizio, i personaggi dei cartoon, di farsi lavare i capelli, dei cavalli, della pioggia, dei temporali, delle risate degli adulti, degli aerei, delle nuvole, di scendere dalle scale, di prendere le medicine, del telefono, del vaso della notte, paura che la mamma esca perché si teme che si faccia male, etc. (Isaacs, 1977).

Ma come aiutare i bambini?

Spesso i genitori sono colti da improvvise preoccupazioni e, nel tentativo di rispondere alle esigenze del piccino, complicano la situazione.
Ci sono, in realtà, diversi modi per riuscire a fronteggiarla senza essere travolti da inquietudini eccessive o dal cercare di spiegare razionalmente ciò che sta avvenendo. Uno tra questi è la fantasia.

Giochi e strategie per combattere la paure dei bambini

Entrando in contatto con l’immaginazione si vince la paura.
Quest’ultima, infatti, è qualcosa che non si conosce e non si è in grado di razionalizzare e pertanto suscita una risposta emotiva. L. J. Cohen (2013) propone, nella sua guida per i genitori, di aiutare i piccoli a sconfiggere i propri timori tramite l’uso del gioco, dell’empatia e della creatività.

Il loro coinvolgimento in attività ludiche li rendono partecipi e presenti, molto attenti a ciò che avviene. Esplorano ciò che li circonda e trasformano la realtà attraverso i personaggi inventati.
Tramite la relazione-gioco si possono combattere insicurezze, cambiare il modo di reagire a situazioni che suscitano sofferenza (tramite la stesura di un diario), insomma sperimentarsi e questo avviene grazie alla reciproca immedesimazione nei ruoli fino a mutare completamente il proprio vissuto interiore.

Lavorando sull’immaginario (invenzione di un macchinario, un pupazzo anti-streghe, delle raffigurazioni visive) si possono trasformare i contenuti profondi e incoraggiare il cambiamento individuale che mira proprio a una rivelazione esatta del mondo psichico interno.

A quanto possiamo discernere, l'unico scopo dell'esistenza umana è di accendere una luce nell'oscurità del mero essere”.
Carl Gustav Jung

gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0