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PAS, sindrome da alienazione parentale: esiste davvero?

Il caso, drammatico, del bambino prelevato a forza da scuola per essere affidato al padre apre la questione

"La Corte d'Appello di Venezia ha emesso un decreto sulla base del fatto che al bambino era stata diagnosticata la Pas (sindrome da alienazione parentale). Secondo la Pas, se il bambino non viene prelevato dalla famiglia materna e "resettato" in un luogo neutro, come una sorta di depurazione, non potrà mai riallacciare il rapporto con il padre. Tutto questo in base a una scienza spazzatura che arriva dall'America", lo ha spiegato la madre del bambino prelevato  dalla polizia con la forza giorni fa (LEGGI) e ripreso in un video che ha suscitato sdegno e grandi polemiche.


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Secondo gli esperti che promuovono l'esistenza di questa sindrome, il bambino va allontanato dal genitore predominante per poter recuperare un equilibrio psicologico che gli consenta di riallacciare i rapporti con l'altro genitore.

La madre del bambino ha ricordato, in realtà come in Italia esistano modi meno traumatici per favorire il riallacciarsi di un rapporto tra padre e figlio e uno di questi è la possibilità di programmare incontri protetti settimanali.
Ovvio che anche il genitore affidatario debba fare la propria parte.
Insomma, il presupposto è il solito: quando una coppia con figli si separa dovrebbe farlo con la massima civiltà e rispetto possibile, riconoscendo l'importanza che entrambe le figure genitoriali ricoprono per un sereno sviluppo emotivo dei bambini e senza coinvolgerli nelle loro battaglie legali (LEGGI).
Pura utopia? Non necessariamente, ma in certi casi la lotta diventa aspra e i bambini, che in molti casi si sentono responsabili loro stessi della separazione dei genitori, diventano territorio di contesa senza alcun riguardo per la loro stabilità.


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Ma ciò di cui vogliamo parlare oggi è proprio questa Sindrome da alienazione parentale (PAS) che sta alla base della sentenza della Corte di Venezia. Ed Elena Coccia, affermato avvocato da sempre in difesa dei bambini figli di separati, scrive la PAS non esiste, è solo un modo per chiamare una cosa molto comune e diffusa: "quel particolare attaccamento, che in una situazione di dolore quale può essere una separazione “lega” il figlio  al genitore avvertito come il più debole. Per rafforzarlo, per difenderlo".

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Ma da dove nasce l'idea della PAS?
Ad inventarla uno psicologo, manco a dirlo, americano chiamato Richard Gardner: secondo lui un bambino conteso subisce un vero e proprio lavaggio del cervello da parte del genitore affidatario a da quello che il bambino recepisce come vittima della situazione che lo spinge a rifiutare ogni contatto con l'altro genitore (LEGGI). Questa definizione è stata utilizzata in numerosi casi di divorzio e di liti per l'affidamento, e sono nate molte associazioni e correnti di pensiero che hanno abbracciato questo pensiero. Molti hanno spinto per l'inserimento della PAS nel DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), una vera e propria Bibbia per gli psichiatri americani, ma l'Associazione Americana di Psichiatria si è sempre rifutata di legittimare l'esistenza di questa sindrome.

Insomma, la PAS esiste oppure no? Gli studiosi, gli avvocati e gli psicologi litigano ancora sulla questione, ma nel frattempo è possibile che dei giudici stabiliscano il trasferimento coatto in una comunità di un bambino di 10 anni e il suo allontanamento dalla madre sulla base di una presunta Sindrome?

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