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Stimolare il linguaggio, nominando gli oggetti

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La seconda regola della logopedista è nominare gli oggetti per stimolare il linguaggio dei bambini. Partire sempre dagli interessi del bambino e condividerli con lui

Nominare gli oggetti per stimolare linguaggio bambini

Se avete letto la 1° regola ricorderete senz’altro che la base di ogni scambio comunicativo è lo sguardo. In questo articolo voglio partire da qui per aggiungere un altro mattoncino necessario a “sintonizzarsi” con il bambino: la regola n°2!

Partite sempre dai suoi interessi e condivideteli con lui, poi approfittate della sua attenzione per denominare oggetti e figure

Una volta che avete deciso di dedicare un po’ del vostro tempo al bambino, magari svolgendo un’attività insieme, lasciate che sia per primo lui a guidare voi nella scelta di un gioco o di un libro. A questo punto fategli capire che volete condividere con lui questa esperienza, concentrando la vostra attenzione su ciò che lui vi ha “proposto”. Ed ecco il momento giusto per fare qualcosa anche per stimolare il linguaggio, che verrà utilizzato dal genitore (o comunque dall’adulto) per denominare gli oggetti (o le figure) mentre li indica, li manipola o li passa al bambino. E ancora meglio se è il bambino stesso che li indica, li mostra al genitore o esprime verbalmente qualcosa (suoni, versetti, paroline) di inerente.

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Ma facciamo subito degli esempi pratici, così da essere più chiari:

  • se state sfogliando un librino insieme e il bambino si fissa su una certa immagine - mettiamo sia un gatto - magari indicandolo o lanciando un “ao”, prendete la palla al balzo e ditegli subito “ah, c’è un gatto! Il gatto fa miao!”
  • o ancora, se durante il gioco con gli animaletti di plastica lui inizia ad indicare il cavallo, passateglielo e nel mentre date voce ai suoi pensieri commentando “vuoi il cavallo? ecco il cavallo!” Esprimetevi sempre con frasi semplici e brevi, ripetendo più volte le parole chiave del discorso. Inoltre, quando formulate queste piccole produzioni, fermatevi un secondo prima di cambiare il focus del discorso, evitando ad esempio di proporgli subito la prossima figura del libro o un nuovo oggetto. Chissà che magari, così facendo, abbia un po’ di tempo in più per rielaborare il tutto e vi risponda anche a suo modo.
Comunicare faccia a faccia con il bambino per stimolare il linguaggio
  • E’ fondamentale, invece, non cascare nell’errore di voler sentire a tutti i costi la sua voce, chiedendo direttamente di ripetere o di denominare. Si tratta di un tentativo frequente ed istintivo di molti genitori, che però risulta sterile ai fini dello sviluppo del linguaggio, ma soprattutto svilente e demotivante per il bambino. E’ bene tenere sempre presente, infatti, di come sia più utile l’ascolto che la produzione verbale, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo. A questo proposito, vi lascio nuovamente con un bell’aforisma:

La comunicazione parte non dalla bocca che parla ma dall’orecchio che ascolta.

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