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Il bambino fa ancora la pipì a letto, cosa fare?

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Cosa fare se il bambino fa ancora la pipì a letto o se ha ricominciato a bagnare il letto dopo aver smesso? La pediatra ci parla delle cause dell'enuresi notturna e ci spiega come intervenire

Fa ancora la pipì a letto

Dottore il mio bimbo fa ancora la pipì a letto, cosa posso fare? come mi devo comportare? Con la parola enuresi si definisce il passaggio involontario di urine durante il sonno più di una volta al mese. Il piccolo che fa la pipì a letto va rassicurato: non l’ha fatto apposta. L’enuresi notturna non è di norma un segnale di problemi emotivo o fisici. Bagnare il letto è normale, molto comune, non succede tutte le notti e soprattutto non sarà per sempre. Va subito precisato che l'enuresi non è una malattia, ma è un fenomeno molto comune in età pediatrica, infatti la % dei bambini che manifestano enuresi è la seguente:

  • a 3 anni il 40%
  • a 4 anni il 30%
  • a 5 anni il 20%
  • a 6 anni il 10%
  • a 8 anni il 7%
  • a 12 anni il 3%
  • a 18 anni l'1%.

Questa scomoda manifestazione può essere considerata normale fino ai 6 anni, età in cui il controllo notturno della minzione può non essere ancora stato raggiunto. Poi, mano a mano che i bimbi crescono, i bambini possono raggiungere il controllo della pipì anche a 6 anni di età, l'enuresi tende a risolversi spontaneamente, anche se uno 0,5% degli adulti può non aver risolto il problema. Per quanto per noi adulti l’enuresi in età pediatrica sia un evento del tutto normale, bisogna ricordare che dal bambino e più ancora dal ragazzo e dall'adolescente viene interpretato come un evento umiliante a tal punto che lo fa sentire diverso. Ne consegue che il suo comportamento e la sua autostima devono essere osservati e valutati per evitare reazioni psicologiche negative, anche e sopra tutto se il problema è vissuto in un contesto familiare accogliente, comprensivo e cooperante.  Nei primissimi anni di vita il bambino fa la pipì tutte le volte che ha la vescica piena, indifferentemente sia di giorno sia di notte.

Enuresi notturna: quando fa la pipì a letto

Cause dell'eunuresi notturna

Con la crescita, i meccanismi coinvolti maturano gradualmente fino a consentire al bambino, in genere dai due-tre anni, di dormire tutta la notte senza bagnarsi, ma perchè in alcuni casi questa maturazione tarda ad arrivare? L’ADH, ormone anti-diuretico, presente in ogni organismo umano, regola la produzione di acqua a livello renale. Dai due anni di età, fisiologicamente, l’ormone inizia ad avere un ciclo di produzione con variazione tra il giorno e la notte: secreto in maggior quantità nelle ore notturne, in modo da inibire la formazione di urina, è prodotto in minor quantità nelle ore diurne, quando non a caso andiamo a far pipì più spesso. I nostri reni di notte producono pertanto meno acqua, mentre continuano a filtrare le scorie, ed ecco perché le urine del mattino sono più concentrate e perciò più scure e con odore più forte. In alcuni bambini il meccanismo di produzione dell’ADH è ritardato, per cui continuano a produrre la stessa quantità di acqua sia di notte che di giorno, col risultato che già verso l’una - le due hanno la vescica piena e si verifica così l’emissione di urine.

Un altro fattore che favorisce l’enuresi notturna è che il bambino ha un sonno più profondo che non avverte lo stimolo e perciò si bagna. Molte volte noi adulti non teniamo conto che la quantità di acqua che i bambini bevono è a volte decisamente superiore al loro reale fabbisogno: a spasso nel passeggino hanno la bottiglietta d’acqua in mano, stanno davanti alla tv con il succo di frutta o altre bibite e alla sera, prima di coricarsi, bevono un bel tazzone di latte. I tessuti del bambino trattengono più liquidi rispetto agli adulti e sono in grado di assorbire discrete quantità di acqua che poi confluiscono in vescica e mentre durante il giorno vanno più volte in bagno per urinare, alla notte la loro vescica è colma già dopo tre-quattro ore di sonno ed è quindi quasi inevitabile che il bambino si bagni.

Anche questo è un'evoluzione che matura con gli anni, quando i tessuti trattengono sempre meno liquidi e le minori riserve possono essere meglio controllate dal livello di ADH presente in circolo. L’enuresi ha una base ereditaria per cui molti hanno un genitore o un altro familiare che in età pediatrica ha avuto lo stesso problema. Inoltre i bambini che manifestano l’enuresi più a lungo ereditano questa caratteristica dai genitori e questo ci deve far comprendere la forte componente ereditaria del disturbo. Se l’enuresi non è una malattia, il bambino non va considerato un malato. C’è un semplice ritardo della maturazione renale, vescicale e/o ormonale che, se affrontato serenamente, evita disagi e frustrazioni in particolare nel bambino sotto i 5 anni e spesso si risolve con interventi appropriati all'età, alla condizione clinica, diversa da caso a caso.

Vanno sfatate le cause di: malattie renali o vescicali, i disturbi emotivi, questi ultimi possono invece comparire secondariamente se i genitori assumono nei confronti del bambino un "atteggiamento aggressivo" di rimprovero, di punizione ritenendoli, a torto, responsabili del problema. Fare la pipì a letto non è una colpa e che farlo non è un atto volontario e ogni tipo di punizione rischia di colpevolizzare inutilmente il bambino. Il problema psicologico si manifesta se il problema persiste e può ingenerare sensi di colpa ed inadeguatezza limitando la  vita sociale, il classico andare a dormire fuori dagli amichetti, in colonia, nei soggiorni da boy scout, durante le gite scolastiche o nelle settimane bianche ecc..

Specificando, l’enuresi può essere suddivisa in:

  • Primaria o primitiva: il bambino non è mai stato asciutto di notte; è spesso familiare- genetica
  • Secondaria o regressiva: il bambino, in precedenza continente, inizia a bagnare di nuovo il letto; è spesso legata a conflitti psicologici insorti in una fase successiva come la nascita di un fratellino, l’inserimento in asilo, ecc., ma è il medico che deve valutare l’eventuale presenza di cause organiche, che sono rare.

Vanno escluse possibili cause organiche:

  • che di giorno il bambino non si bagni
  • che non vi sia gocciolamento di urina
  • che il getto sia valido
  • che non vi sia una infezione delle vie urinarie
  • se presenti queste in elenco è il pediatra a valutare l’approfondimento della funzione neurologica vescicale. 

Inoltre vanno escluse cause psicologiche:

  • disturbi emotivi del bambino conseguenti a conflitti scolastici, intra-familiari o molto più semplicemente a novità come un lutto, una separazione, la nascita di un fratellino, possibile abuso o a scatti di crescita. 

Dopo i 5 anni è opportuno far bere tanto, almeno 1500 ml durante il giorno, dalle 8 alle 18, perché in questo modo la vescica del bimbo riesce a distendersi bene e aumenta la capacità di contenere l’urina prodotta durante la notte. Se il piccolo fa ancora la pipì a letto dopo i 7 anni, è il caso di portarlo dal pediatra, pur tenendo conto che la maggior parte delle volte non è un problema medico. Avvertite il medico anche se il bambino ricomincia a bagnare il letto dopo aver smesso per almeno 6 mesi. Le strategie terapeutiche variano poi in base alle caratteristiche del singolo bambino: parlate con il pediatra di fiducia;

Enuresi: giochi e sogni dei bambini

Cosa fare

  • Parlare con il bambino è fondamentale, spiegargli che anche altri bambini hanno lo stesso problema o che i genitori hanno avuto lo stesso problema è aiutarlo e non farlo sentire colpevole.
  • Non va mai sgridato, non deve avere il senso di colpa;

Cosa non fare

  • Non svegliarlo di notte, non serve, sembra più una punizione che porta a delle ricadute negative sulla qualità del sonno e serve solo a colpevolizzarlo ulteriormente.

Terapia, trattamento?

Prima dei 6 anni non è consigliato alcun trattamento farmacologico, ma si possono seguire questi consigli pratici per l'educazione degli sfinteri:

  • Cercare di non somministrare liquidi dopo cena
  • Far urinare il bambino prima di andare a letto.
  • Utile, durante il giorno, insegnare al bambino dei piccoli esercizi volti ad allenare la vescica a contenere una quantità superiore di liquido. A questo scopo e consigliabile abituarlo a interrompere il getto una volta iniziato o a riempire sempre di più la vescica prima di correre a vuotarla. Il bambino terrà un piccolo diario e si farà acquistare un bicchiere graduato per verificare e registrare le capacita vescicali di volta in volta raggiunte (“il record”).
  • Normalmente la capacita vescicale iniziale (circa 150-200 cc) viene raddoppiata nel giro di 2-3 settimana.
  • La punizione o l'umiliazione del bambino da parte dei genitori è assolutamente da evitare.
  • Svegliare il bambino durante la notte per portalo in bagno più volte non è utile perché genererà in lui uno stato irritativo reattivo, oltre che tanta stanchezza e frustrazione nei genitori.
  • Spiegargli cosa sta succedendo e perché bagna la notte mentre i suoi compagni o fratelli non lo fanno.
  • Usare dei pannoli mutandina per evitare che al mattino si svegli nel bagnato.
  • Non usare premi per gratificarlo se non fa la pipì a letto.

Sopra i 6 anni, se tutti i sistemi tentati sono falliti, si può tentare la terapia farmacologica, dopo ovviamente un approccio clinico adeguato al suo inquadramento. Ma può anche accadere che dopo un lungo periodo di normalità, ovvero il bambino non bagna il letto, l’enuresi si ripresenta.

Perché ha ricominciato a bagnare il letto?

Alla domanda, "perchè prima sembrava aver raggiunto questa 'maturazione' ed ora di nuovo bagna il letto la notte?", possiamo affermare che il sistema era sì giunto a maturazione, ma che evidentemente la quantità di ormone prodotto non era ancora adeguato, così che un evento "disturbante" ha rimesso di nuovo tutto in discussione. E' chiaro che anche motivi psicologici o di semplice passaggio evolutivo, possono condurre a regressione, così come un'ansia da prestazione indotta inconsciamente dal genitore preoccupato o problematiche familiari protratte, potranno ripercuotersi sul sistema e perpetuare la condizione enuretica. Soprattutto se la ripresa è quasi quotidiana, bisogna ammettere che alla base c'è pur sempre una inadeguata produzione di ormone antidiuretico.

Come possiamo aiutare il bambino?

Non facendogli pesare una condizione di cui non ha colpa né possibilità e volontà di poterla gestire. La notte si dorme e non si può comandare/regolare la diuresi, va evitato che il bambino si svegli nel bagnato, perché è un evento frustrante, quindi tranquillizzare il piccolo e chiedergli di indossare una mutandina-pannolino è la regola. Se noi genitori affrontiamo un qualsiasi evento o malattia del bambino facendolo sentire un malato serio o in procinto di un evento avverso grave, agiamo, influenzando, sulla sua stabilità emotiva inducendo fenomeni comportamentali anomali. Essere terrorizzati perché nostro figlio ha la febbre alta da alcuni giorni, vuol dire poter sviluppare in lui un'ansia significativa che potrebbe manifestarsi con una serie di sintomi come l'enuresi, impulsività, irritabilità, apatia, ansia da separazione, crisi di pianto, sonno disturbato, difficoltà di concentrazione, incubi, iperfagia o riduzione dell'appetito, logorrea, stipsi, dolori addominali, fino alla possibile somatizzazione con comparsa di eczemi e orticarie o abbassamento delle difese immunitarie.

Ricapitolando:

  • Date supporto al bambino

Il piccolo che fa la pipì a letto va rassicurato: non l’ha fatto apposta.

  • Parlate delle vostre esperienze

Spesso l’enuresi notturna ha una storia familiare.

  • Spiegate le cause

L’enuresi notturna può essere causata da diversi fattori

  • Coinvolgetelo nella ricerca di soluzioni

Se il bambino ha più di 4 anni, coinvolgetelo nella ricerca di una soluzione. Che cosa può aiutarlo a smettere di fare pipì a letto? Pensateci insieme.

  • Complimenti e ricompense

Quando il bambino passa una notte senza bagnarsi, lodatelo. Si possono anche segnare su un calendario le notti “asciutte” e quelle “bagnate”, magari con adesivi divertenti che aiutino a sdrammatizzare. Se il bambino non fa la pipì a letto per una serie di notti, offritegli una piccola ricompensa come una colazione particolare o un libricino divertente. Se invece si bagna, siate comprensivi e ricordategli che, se continua a impegnarsi, i risultati arriveranno.

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  • Promemoria

Fate in modo che andare in bagno prima di andare a letto diventi un’abitudine di routine, e ricordategli che può alzarsi di notte per andare in bagno. In questo, possono essere d’aiuto alcune lucine notturne per illuminargli la strada verso la toilette.

  • Svegliarlo o no di notte?

Cercate di resistere all’impulso di svegliarlo durante la notte per mandarlo in bagno.

  • Coinvolgetelo nella pulizia

Quando bagna il letto, fate in modo che anche lui contribuisca a pulire. Fate mettere a lui il pigiama in lavatrice, fatevi aiutare a cambiare le lenzuola. Ma fategli capire che non è una punizione, è un modo per accrescere la sua consapevolezza della situazione senza ricorrere a sgridate e senza farlo vergognare.

  • Le pulizie

Quando, nonostante tutto, bagna il letto, per togliere l’odore di urina dalle lenzuola, che può essere molto, molto persistente, aggiungete un bicchiere di aceto bianco in lavatrice. Per pulire i materassi, prima di tutto asciugate il più possibile con un asciugamano, ma solo tamponando senza strofinare, finché premendo non esce più liquido dal materasso. A questo punto, imbevete tutta l’area della macchia di pipì con acqua ossigenata. Lasciate agire per 5 minuti e quindi ripetete il procedimento di asciugatura con l’asciugamano. Una volta che il materasso è asciutto, cospargete tutta l’area della macchia con bicarbonato e lasciatelo agire per 24 ore. Dopodiché rimuovetelo con l’aspirapolvere: il materasso sarà pulito e senza odori.

  • Pazienza

Rimproverare il bambino o perdere la pazienza non lo aiutano a non bagnare più il letto.

  • Attenzione al bullismo

Se il bambino torna a casa dall’asilo o da scuola con lesioni inspiegabili, potrebbe essere vittima di arroganza da parte dei coetanei per il fatto che fa la pipì a letto. Se ne avete il sospetto, parlategli, ascoltatelo, spiegategli che non è colpa sua se bagna il letto di notte. Quindi parlate con l’insegnate e intervenite lavorando con la scuola in modo che le molestie cessino.

  • Dormire fuori casa, perché privarlo di questa esperienza?

Se è nervoso per il suo problema, ricordategli quali sono gli accorgimenti che usa a casa per cercare di non fare pipì a letto. Dategli un cambio extra di pigiami e di biancheria intima in caso di incidente. Avvertite gli adulti che lo ospitano del fatto che il bambino potrebbe bagnare il letto.

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