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Il ruolo del linguaggio e dell'educazione nella differenza di genere

Che ruolo hanno il linguaggio e l'educazione nella differenza di genere? Il linguaggio quotidiano, le pratiche di discorso, i mezzi di comunicazione sono alcuni tra i modi in cui le attese culturali arrivano ai nostri figli e alle nostre figlie


"E soprattutto fatti sentire. Intendo dire: fatti sentire dal mondo."
Mariella Gramaglia

Mia figlia pochi giorni, mentre facevamo il gioco del 'far finta' mi corregge: “No!! Io non sono una regina, sono un re!” E poi di nuovo: “No! Io non sono una dottoressa, sono un dottore!” Mia figlia ha 27 mesi. E ha colto qualcosa per cui nelle nostre storie, quelle che ci raccontiamo, vivendole, tutti i giorni, i protagonisti sono loro: il re, il dottore.



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Quando una bambina dice che vuol fare il dottore, recepisce quella stessa forza per cui, oggi, molte donne preferiscono il titolo maschile a quello- pur esistente e legittimo femminile, soprattutto riguardo a titoli di prestigio: ingegnere, assessore, rettore, ministro, etc.

Nel gioco, lei può essere chi vuole. Ma nella realtà? Potrà essere protagonista? Le donne, possono oggi esserlo? E come, a che prezzo? Una maestra di scuola primaria mi ha detto che i bambini di oggi hanno una mentalità, su questi temi, più arretrata delle generazioni che li hanno preceduti. E così le bambine. I bambini si sentono “uomini” nel vecchio senso dato al termine, e le bambine “donne” in un senso ugualmente tradizionale: vecchi ruoli e identità forse mai scomparse si stanno riprendendo la scena in modo prepotente.

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Forse a qualcuno va bene così. Non la pensano in questo modo, però, le mamme intervistate da Repubblica, per le quali il nostro “Non è un Paese per mamme”, non la pensano così le donne che denunciano il mobbing da maternità. Non la pensano così le molte donne che vorrebbero riuscire a conciliare vita familiare e professione o, in generale, a scegliersi un percorso identitario fuori dagli schemi. E non la pensa così chi crede che un paese in cui le donne lavorano e le famiglie sono tutelate (davvero) sarebbe un paese più ricco- sono tanti punti di vista.



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Mentre il sesso è un tratto biologico dell'individuo, il ruolo di genere è un concetto sociale: questo significa che ogni gruppo sociale riconosce e trasmette i valori che ritiene più giusti per ognuno dei sessi.  Se questa discriminazione su base sessuale fa parte della nostra storia, che margine di scelta ha il singolo individuo? Ci sono sistemi culturali in cui le scelte individuali sono molto libere, indipendentemente dai ruoli assegnati dalla tradizione, e sistemi in cui, invece, l'individuo non può scegliere e deve unformarsi a quello che la tradizione tramanda. In mezzo, ci sono le sfumature, le trasformazioni, la possibilità di evoluzione, le scelte individuali, la creatività.



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Che ruolo hanno il linguaggio e l'educazione in questa trasmissione di valori? Ogni genitore ha una propria percezione della tradizione e dei mutamenti in atto. Può scegliere, se è consapevole, quanto aderire e quanto distaccarsi dai modelli tradizionali. Resta, tuttavia, la responsabilità per tutti di rendersi conto di quali sono le forze che possono agire sui nostri figli e sulle nostre figlie condizionandone le scelte presenti e future: il linguaggio quotidiano, le pratiche di discorso, i mezzi di comunicazione sono alcuni tra i modi in cui le attese culturali  arrivano ai nostri figli e alle nostre figlie. Quando parliamo, infatti, facciamo implicitamente nostri alcuni schemi tradizionali. Se in un programma per i più piccoli, pochi giorni fa, la tata invita “quattro baldi giovani” a mascherarsi da animali della foresta, trasmette l'idea che i maschi siano forti (e le bambine no). Non esistono forse anche le leonesse? In quella trasmissione televisiva, quel giorno, no- non c'è stato spazio per loro.

Quando scegliamo i giochi, i libri, i programmi televisivi, gli abiti, dovremmo sempre chiederci quale idea contengono e quale idea trasmettono- riguardo al ruolo di genere, ma non solo. In una cultura rispettosa delle indentità individuali, è importante proporre modelli aperti, fluidi e imparare a riflettere in modo critico su quello che accade e su quello che ci viene trasmesso.

Noi abbiamo iniziato a collezionare una serie di libri che raccontano la storia delle donne ai bambini e alle bambine e cerchiamo anche, quando possibile, libri che non rappresentino sempre e solo il papà che legge il giornale mentre la mamma stira, ma anche l'opposto. Cerchiamo di rispondere alle tante forze culturali che vanno in una certa direzione, una forza uguale e contraria che possa permettere ad una bambina di fare le scelte che preferisce. Ma non è affatto semplice.


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Inserisco tra i link alcuni dei nostri titoli preferiti: se vi va ci dite se la tema coinvolge anche voi e quali sono i vostri libri senza stereotipi di genere?
 

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