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I gesti del neonato che comunicano i suoi bisogni

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La pediatra ci parla dei gesti del neonato che comunicano desideri e bisogni. Il linguaggio non verbale dei bambini da 0 a 12 mesi

Come interpretare il linguaggio del corpo di un neonato

Il comportamento del bambino trasmette sicuramente messaggi che indicano ciò di cui ha bisogno. Essere in grado di leggere e rispondere renderà il vostro bambino più felice, così come l'aiuto che voi gli darete agirà molto e positivamente sulla sua personalità e temperamento. Sintonizzarsi su gesti del vostro bambino è fondamentale, soprattutto prima che possa parlare.

  • 0 - 3 Mesi

Durante le prime settimane di vita, il vostro bambino sembra inviare una grande varietà di segnali. Dopo la nascita, gira la testa quando gli si tocca la guancia ed estende le braccia e le gambe e piange quando è spaventato, fa un passo avanti quando i suoi piedi toccano una superficie piana e afferra il dito quando gli accarezzi il palmo della mano. Il Dr. Speer enuncia che

È interessante notare come nessuno di questi segnali del corpo è vera comunicazione. Questi sono semplicemente riflessi con i quali il vostro bambino è nato

Il linguaggio del corpo è più chiaro delle parole

In pochi mesi, alcuni scompariranno del tutto, mentre altri si evolveranno in azioni più mirate. Naturalmente, non tutti i primi segnali del vostro bambino sono semplici riflessi. Il sorrisetto che affiora a circa 6 settimane, per esempio, non è falso. Ron Marino, direttore di pediatria generale presso l'Ospedale Winthrop-University di Mineola, New York afferma che

Il sorriso del tuo bambino non è sempre una risposta alle vostre azioni, ma è un segno che lui è felice...I genitori lavorano sodo durante quelle prime sei settimane di vita del bebé, ed è bello avere un feedback.

  • 4 - 8 Mesi

A 4 mesi di età, i segnali fisici del vostro bambino sono chiari perché inizia a imparare la causa e l’effetto e a coordinare il pensiero e l’azione. È e sarà lui, d’ora in poi, a utilizzare dei segnali per indicare i suoi desideri e i suoi bisogni, es. alzando le braccia quando vuole essere sollevato, o dà calci al suo seggiolone quando è stanco di stare seduto, o a lanciare un gioco quando vuole giocare con te, perché questo è un chiaro invito al gioco. I bambini di questa età possono anche utilizzare il linguaggio del corpo per indicare che la ricreazione giocosa è finita. I segnali come voltare le spalle o interrompere il contatto visivo di solito significano che il vostro bambino ha avuto abbastanza stimolazione o semplicemente vuole giocare con i suoi giocattoli per conto suo. Durante questo periodo, il nostro bambino è capace di confonderci con alcuni gesti che non sembrano neanche lontanamente collegati alla causa ed effetto. Può, infatti, tirare le orecchie o rotolare la testa avanti e indietro per indicare che è stanco.

  • 9 - 12 Mesi 

A 9 mesi circa, la maggior parte dei bambini sperimenta una esplosione di crescita cognitiva. La mobilità e la coordinazione occhio-mano migliorano, i gesti sono più specifici, chiari e comunicativi. Da ora in poi sarà lui a dimostrare facilmente i suoi desideri e bisogni, simpatie e antipatie. Un bambino può salutare un volto familiare con le mani tese o aggrapparsi saldamente alla madre o al padre quando l’ansia per uno sconosciuto inizia ad emergere.

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Ad esempio, ad 1 anno se ha fame, può battere sul cassetto del pane in cucina, o quando ha sete, si pone di fronte al frigorifero, ma può anche iniziare ad abbinare i suoi segnali con una varietà di suoni. In poco tempo, il linguaggio del corpo del bambino sarà sostituito con semplici parole e frasi di tre parole, sperando che siano facili da decifrare. Tutto qui? Uno degli indicatori più interessanti è la capacità di raggiungere l'intimità - o legami con altri esseri umani - che è direttamente collegata alle nostre prime interazioni e livelli di comfort con i nostri genitori, caregiver primari.

Mamma, so cosa stai pensando: “Ho sbagliato, sto forse sbagliando qualche cosa?”. Altri modi importanti con cui il bambino comunica i suoi bisogni e desideri sono riportati di seguito. Alcuni possono sembrare ovvi, ma ricordiamo, i bambini parlano una lingua antica mentre gli adulti si affidano ali indicatori verbali. Passiamo allora in rassegna alcune manifestazioni linguistiche del corpo del nostro bebé. 

Gemiti

Che cosa deve fare un genitore? Le nostre prime comunicazioni con le persone intorno a noi sono tutte non verbali. Avete mai sentito un bambino di tre giorni chiedere un cambio di pannolino? No, i bambini nel primo anno comunicano in gran parte attraverso il linguaggio del corpo. E perché può essere fonte di confusione soprattutto quando privati del sonno – i bambini piangono, si contorcono e fan confusione cercando di ottenere giusta attenzione e risposta, noi spesso interpretiamo male ciò che loro stanno cercando di dire.

Ottenere una solida conoscenza su ciò che il bambino sta cercando di dire ci permette di fare un lungo cammino per favorire quel profondo legame continuo tra genitore o caregiver e bambino. Per alcune mamme questo legame è immediato, per gli altri ci vuole tempo, pazienza e un po’ di lavoro. Prestando attenzione al linguaggio del corpo del bambino, si contribuisce a facilitare questo legame in modo molto più rapido - sviluppando in tal modo il livello di intimità con il vostro bambino che ha bisogno di sentirsi al sicuro e amato. Riuscendo a capire molto di ciò che i bambini stanno cercando di comunicare a noi, ci pone nella consapevolezza che questi movimenti sono istintuali, sono il risultato di eoni di evoluzione. Gli esseri umani sono nati con la capacità di comunicare - ma non con le capacità del linguaggio parlato. Il linguaggio è artificiale, un sottoprodotto della condizione umana, nato dal progresso e dalla necessità, non incorporato nel nostro DNA.

Per esempio, il "riflesso di Moro", comune nei bambini piccoli, è un fenomeno che scompare dal repertorio del bambino all'età di quattro mesi nel momento in cui si adattano alla vita al di fuori del grembo materno. Quando sollecito questo riflesso, "spavento" il bambino che afferra l'aria con le palme in su e i pollici flessi fuori e spesso anche le gambe sono posizionate in modo simile. Quando vediamo queste posizioni/movimenti, il piccolo sta reagendo alla paura. Questo riflesso, che di solito scompare dopo 3 o 4 mesi, è spesso una risposta ad una improvvisa perdita di sostegno, spesso quando un bambino si sente come se stesse cadendo. È normale, ma si può evitare il riflesso di allarme-veglia quando deve andare a dormire. Quando un piatto si rompe fragorosamente o un cane abbaia il bambino si spaventa, ma noi cosa possiamo fare? Al riguardo poco. Ai piccini che trascorrono questi mesi di formazione in ambienti rumorosi, stressati e caotici, che cosa può riservare loro il futuro? Quali danni si sono avventati su di loro in queste prime 16 settimane di vita tali da impattare il resto della loro vita e forse lasciandoli con una ridotta capacità di fidarsi o di relazionare con gli altri?

La comunicazione non verbale dei bambini

Gira la testa

Il bambino gira la testa dall'altra parte quando è annoiato, disinteressato o iperstimolato. È il momento di cambiare marcia!. Si stropiccia gli occhi: spesso accompagnato da uno o due grandi sbadigli, indica la stanchezza. Gli studi hanno dimostrato che l'atto di sfregare gli occhi ha un effetto calmante sulla frequenza cardiaca. Si tira e sfrega i padiglioni auricolari: quando una parte del nostro corpo tocca un altro, es. sfregamento del mento, avvitamento dei capelli, si vuole indicare che si ha bisogno di conforto. Nel tentativo di consolarsi, per prepararsi a dormire o per disimpegnarsi da una situazione particolare, i bambini si strofinano le orecchie per calmare le loro emozioni. È facile riconoscere questi movimenti e gesti, più che interpretare il loro significato. Tutti i bambini e le persone sono diversi, importante è conoscersi l'un l'altro per capire i loro comportamenti e stabilire in modo efficace la loro causa.

Si inarca all’indietro

Questo è un atto di ribellione, ma quando l'arco è iperesteso può essere una reazione al dolore, quasi sempre al bruciore di stomaco, la causa più probabile. Se il bambino inarca la schiena mentre si alimenta e piange o sputa eccessivamente, può essere un segno di reflusso o malattia da reflusso gastroesofageo, condizione in cui il reflusso di acido dallo stomaco irrita l'esofago. Se l’inarcamento non sembra legato all’alimentazione, può significare frustrazione e lui chiede conforto.

Calcia di continuo

Se sembra felice e sorridente, questo è probabilmente un segno che vuole giocare, mentre se è esigente o piange, è l'indicazione che probabilmente qualcosa sta preoccupando il piccolo. La causa può essere qualsiasi, da coliche gassose al pannolino sporco mentre sta seduto in un seggiolino per auto angusto, ma possono calciare le gambe semplicemente perché possono farlo.

Batte la testa

Se vedete il vostro pargolo di 10 mesi battere la testa, come una bacchetta, metodicamente sul pavimento di legno duro o contro le sbarre della sua culla è un atteggiamento allarmante. Ma molti piccoli lo fanno regolarmente, e sembra che questo non causi alcun tipo di dolore, anzi: i bambini trovano il movimento ritmico in avanti e indietro calmante. Tuttavia non va sottovalutato, fino ai 3 anni, perché se il bambino sbatte la testa per lunghi periodi di tempo, invece di impegnarsi con gli altri o giocare con i suoi giocattoli, si deve contattare il pediatra per un controllo.

Tiene il pugno chiuso

La maggior parte dei neonati tiene le mani in questa posizione a riposo, perché non è ancora in grado di fare molto di più, il quanto il movimento del dito e della mano richiede un sistema nervoso più sviluppato e la funzione del cervello più complessa. I bambini di solito iniziano ad aprire le loro mani a 8 settimane e iniziano a raggiungere e afferrare dai 3 o 4 mesi. Molte volte i pugni chiusi possono essere un segno di stress o anche di fame. Se la tendenza del bambino di stringere i pugni persiste dopo i 3 mesi, è bene farlo visitare dal suo pediatra.

Ginocchia piegate sull’addome

Questa posizione è di solito un segno di disturbi addominali, o di presenza di gas, un movimento intestinale, o stitichezza. Importante è cercare di alleviare il ahi ahi!. Se il gas sembra essere il problema, assicuratevi di fargli fare il ruttino, burp burp, durante l’alimentazione. Se è allattato al seno, controllate la vostra dieta colpevole di produrre gas per i broccoli o le patate gustate. Se pensate che la stitichezza è un problema, solitamente può verificarsi quando i bambini passano dal latte materno a quello in formula o quando iniziano a gustare i cibi solidi intorno 6 mesi, controllate con il vostro pediatra l’alimentazione.

 

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