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Liberi di esplorare, intervista ad Emma

Ma quanti sono i modi in cui possiamo andare alla scoperta, all'avventura con i più piccoli? Oggi ci racconta un po' delle loro esperienze Emma, mamma blogger con 2 bambini, Antea e Francesco Lucio

a cura di Parlare con i bambini

Quando si parla di 'avventure' e 'esplorazioni' con i bambini e le bambine, vengono subito in mente esperienze all'aperto, cacce al tesoro. Ma quanti sono i modi in cui possiamo andare alla scoperta, all'avventura con i più piccoli? Oggi ci racconta un po' delle loro esperienze Emma, mamma di Antea e Francesco Lucio, blogger su LeggiMammaLeggi.

In ogni avventura, Emma vede la responsabilità di ampliare i confini, rispettando le preferenze dei bambini e immaginandoli adulti liberi, rispettosi, che mantengono sulle cose uno sguardo aperto e disponibile. Vi lascio alle sue risposte dense di spunti, invitandovi a raccontare anche le vostre esplorazioni scrivendomi a parlareconibambini@gmail.com e partecipando alla nostra pagina su Facebook.



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Nell'educazione dei bambini e delle bambine, si sente spesso parlare di 'regole'. In questo caso invece vogliamo approfondire le libertà, gli sconfinamenti, le esplorazioni. Quali sono secondo te i confini che i nostri bambini oggi dovrebbero esplorare e valicare?
La parola "regole" mi fa venire alla mente un’intervista di Rita Levi Montalcini (GUARDA LE FOTO) letta pochi giorni dopo la sua scomparsa, nella quale definiva il cervello dei bambini del passato come "imbalsamato", mentre ora è stato "liberato": noi genitori abbiamo imparato ad ascoltare le formidabili osservazioni dei nostri figli e a farne tesoro, a considerare la loro irrequietezza come una risorsa e la loro curiosità come una forma di intelligenza da coltivare e stimolare.

Tra le regole che permetto ai miei figli di infrangere di tanto in tanto c’è quella di “dire sempre la verità”: trovo che la pura arte della menzogna, come la chiama Pippi Calzelunghe, sia non solo innocua ma anche benefica per i bimbi perché permette loro di dare libero sfogo all’immaginazione e alla fantasia. Io presto sempre molta attenzione a quello che dicono e chiedono i miei figli (e anche alle loro bugie) e cerco di non dare mai risposte banali o scontate ai loro interrogativi che meritano sempre tutta la mia attenzione, per quanto scomodi o bizzarri possano rivelarsi. Da piccola uno dei miei libri preferiti era l'enciclopedia "I quindici" perché in quei volumi, che gelosamente conservo, trovavo risposta alle mie mille domande di bambina affamata di vita ed esperienze. Con Antea, la mia figlia maggiore, oltre ai "Quindici", sfoglio spesso il "Libro dei perché" di Gianni Rodari e aspetto che venga tradotto in italiano "Big Questions from Little People" un libro a cura di Gemma Elwin Harris, edito da Faber& Faber, (qui è possibile leggerne un estratto nel quale 100 grandi personaggi rispondono, in maniera sempre originale e sorprendente, ad altrettante domande che abitualmente fanno i bambini.







Esistono, poi, altri confini che i bambini dovrebbero essere liberi di esplorare con la guida dell'adulto e cioè quelli del proprio corpo: i nostri figli scoprono la loro fisicità anche attraverso le nostre coccole e carezze, ecco perché sono un’entusiasta sostenitrice del massaggio neonatale, massaggio che andrebbe continuato anche in età più avanzata per non interrompere quel meraviglioso canale di contatto fisico tra genitore e figlio, contatto che con l'adolescenza, spesso, viene a mancare.

C'è, infine, un confine che invece, spesso, imponiamo noi ai nostri figli, a volte inconsapevolmente: capita che pensiamo di scorgere in loro talenti inesistenti e facendo ciò gli costruiamo attorno una gabbia tenendoli prigionieri delle nostre aspettative ed ambizioni; altre volte, al contrario, non siamo in grado di vedere le loro abilità e di valorizzarle adeguatamente, per quanto inusuali possano rivelarsi.


Quali sono i giochi, le letture e le attività da esploratori che fate con vostro figlio e vostra figlia?
Vivendo al Sud godiamo di un clima temperato per buona parte dell'anno e siccome non solo i cervelli dei bambini non devono essere imbalsamati ma neanche i loro corpi (e le due cose sono strettamente correlate) approfitto di ogni giornata di sole per portare i miei figli all'aria aperta: abbiamo da alcuni anni la tessera famiglia del WWF (che dà diritto, inoltre, a ricevere mensilmente la rivista per bambini dell'associazione, ricca di spunti per attività eco da fare coi piccoli) e con la bella stagione partiamo per gite ed escursioni nelle varie oasi protette dalla fondazione, così numerose nel nostro Paese. Oltre ai libri illustrati propongo ai miei figli anche molti libri di fotografie che ritraggono gli animali nel loro ambiente, i più belli dal punto di vista artistico (perché un bambino merita il massimo della qualità anche nelle immagini non solo nei disegni) sono quelli del National Geographic, perfetti per risvegliare l'esploratore che c'è in ogni bambino.



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Nella scelta dei giocattoli per i miei figli, poi, cerco sempre di evitare la bambola o il robot che tutti hanno, cerco di incoraggiare in loro scelte non convenzionali in questo campo e spesso ci riesco: se l'anno scorso mia figlia mi ha chiesto per Carnevale il solito costume da principessa quest'anno, ispirata dalle parole di Pippi Calzelunghe ("Voglio essere un pirata, un piccolissimo pirata feroce, che sparge morte e desolazione intorno a me"), sarà una combattiva piratessa!

Un altro terreno di esplorazione pieno di fascino che mi diverto ad esplorare coi miei bambini, è quello dell'arte: sono sempre a "caccia" di letture che possano stimolare nei miei figli l'amore per i grandi pittori e mi è sembrato di toccare il cielo con un dito quando ho trovato un bel libro per bambini che parlava del "mio" Henry Rousseau, uno degli artisti che più amo, forse per la sua pittura così fanciullesca.

Infine c'è una pratica, quella della meditazione, che non sembra essere adatta ai bambini, sempre per natura così attivi e frenetici  e poco disposti a prendersi una pausa dal gioco per stare fermi a riflettere, tuttavia ho sperimentato la meditazione con la mia bambina di 5 anni insieme allo yoga e i risultati sono stati davvero soddisfacenti: si può "esplorare" il proprio io stando fermi a meditare e anche se questo "io" ha solo 5 anni e l'argento vivo addosso, provare per credere!

Qual è il viaggio più emozionante che auguri ai tuoi figli?
Quello che stanno già compiendo che è poi lo stesso di Alice nel Paese delle Meraviglie, il mio libro per bambini favorito: il viaggio di Alice è la metafora del passaggio dall'età infantile a quella adulta, l'infanzia è come il mondo descritto da Lewis Carroll in quel capolavoro dell'assurdo che è "Alice", peccato che "la sgradevolissima tendenza a diventare grandi" ci faccia dimenticare tutte quelle meraviglie intraviste nel breve pomeriggio dorato della nostra infanzia.



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