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Liberi di esplorare: intervista a Silvia

Silvia, una mamma conosciuta in rete come Stima di Danno, ci racconta quali sono i confini che i bambini dovrebbero esplorare e quali giochi ed attività svolge con la figlia

a cura di Parlare con i bambini

C'è una poesia molto bella, scritta da Mariangela Gualtieri: si intitola “Sermone ai cuccioli della mia specie” ed è un'invocazione ai bambini a restare tali, a crescere forti, creativi e liberi. Tra le sfide dell'educazione, compaiono spesso i termini 'regole', 'disciplina', 'insegnamento', ma troviamo più raramente le parole 'libertà', 'forza', 'creatività', 'felicità' che sono invece, parole e concetti che come mamma non vorrei assolutamente trascurare.



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Ma come possiamo aiutare i bambini a crescere liberi, forti e creativi? Alcune mamme della rete ci stanno raccontando la loro avventura. Oggi abbiamo rivolto tre domande a Silvia, aka Stima di Danno, che potete conoscere meglio anche sui blog All'ombra, Me As A Chair e Il Viaggio Emotivo.

Nell'educazione dei bambini e delle bambine, si sente spesso parlare di 'regole'. In questo caso invece vogliamo approfondire le libertà, gli sconfinamenti, le esplorazioni. Quali sono secondo te i confini che i nostri bambini oggi dovrebbero esplorare?
Credo di avere un approccio piuttosto naturale riguardo all'educazione di Giulia. Questo significa cercare di rispondere con semplicità e precisione alle domande del momento piuttosto che attenermi a precisi modelli, regole, manuali. Lei ha cinque anni ed è un'esplosione di curiosità.







Per semplificare, mi vengono in mente tre aree di esplorazione:
1) il tempo non organizzato: lei passa molto tempo alla scuola materna, perciò la nostra tendenza è quella di lasciare che il "tempo libero" sia davvero uno spazio di improvvisazione. Gioca molto da sola, ha tutto un suo mondo fantastico, può passare ore a giocare con i timbri fingendo che siano personaggi da animare. Ecco, se prima ero una mamma molto preoccupata di fornire stimoli, di guidarla, mi rendo conto che ora lascio molta più autogestione. Chiamiamola pure "autonoma esplorazione della fantasia". D'altro canto, anche i momenti delle coccole e degli spazi condivisi stanno diventando sempre più animati, fisici. Un po' è cambiata lei, che prima era molto più paciosa e tranquilla, un po' siamo cambiati noi, ora decisamente più sciolti, sicuri e autoironici.

2) lo spazio: mi piacerebbe avere la possibilità di farle esplorare in autonomia confini fisici, purtroppo Milano non lo consente. In questo caso non posso fare altro che accompagnarla nella scoperta di ciò che la circonda, cercando di renderla sempre più consapevole dello spazio che attraversa, delle possibilità e dei limiti propri della città in cui vive, dell'incredibile varietà e ricchezza che ogni viaggio - piccolo o grande - può offrire. Riguardo a questo, è un periodo in cui preferisco aiutarla ad apprezzare ciò che vedono tutti - un luogo, un museo, un'opera d'arte - assumendomi l'onere di una mediazione imperfetta, piuttosto che farla partecipare ad attività appositamente pensate per i bambini. Come sempre, l'equilibrio sta nel mezzo, ed esistono attività specifiche davvero ben pensate e realizzate. Quello che non voglio è che cresca con l'idea che ci sia una realtà "su misura per i bambini" e che, in mancanza di quello, tutto ciò che interessa gli adulti sia vissuto come noioso.

3) la socializzazione: questo è un confine molto sottile, delicato. Lei è riflessiva, introversa, permalosetta. Si preoccupa molto delle reazioni dei coetanei, soffre i conflitti e li rimugina, confida il disagio derivante dal non voler subire ma non vuole essere aggressiva a sua volta. Ecco, in questo caso cerchiamo di darle sicurezza, lavoriamo sull'autostima, ma è un territorio che deve esplorare in totale autonomia per crescere.



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- Quali sono i giochi, le letture e le attività da esploratori che fate con vostra figlia?
A cinque anni qualsiasi attività è coinvolgente ed avventurosa, anche contribuire a sistemare un armadio stipato di ciarpame! Ho giocato molto con Giulia in passato, ho condiviso con lei molte attività creative, soprattutto di manipolazione dei materiali. Ora, come ti dicevo prima, è davvero molto autonoma, un'autonomia che rivendica con decisione! La lettura è il vero spazio di condivisione con lei, adesso. Ci sono libri meravigliosi che incoraggiano all'esplorazione sia fisica che creativa. Qualche titolo?
- Cose che non vedo dalla mia finestra, per esercitarsi nell'arte di vedere l'invisibile dietro il visibile
- Sessanta cose impossibili da fare prima di pranzo, sulle domande senza risposta o con troppe risposte, per un primo approccio anche a certi temi filosofici e scientifici
- i libri di Keri Smith, che ho appena ordinato e attendo con ansia, veri e propri esercizi di osservazione e creatività
- Alfabeto delle fiabe, che mi pare fornisca, dal punto di vista di una bambina di cinque anni, elementi smontati da rimontare in personalissime favole... o almeno questo è il modo in cui al momento funziona nella testolina fantasiosa di Giulia. Si tratta però di un libro colto, utilizzabile in molti modi.

Recentemente ho scoperto testi di poesia per bambini. E' un modo per suggestionarli non solo con le storie e con le immagini, ma con strumenti che toccano corde più profonde: il suono delle parole, le paure, certi candori... Noi abbiamo E sulle case il cielo (LEGGI), che trovo molto utile per esplorare alcune paure, e Poesie per aria (LEGGI), in cui c'è una presenza incantata della natura nei suoi vari aspetti. Quanto allo spazio fisico, c'è un bellissimo libro di Artebambini di cui ho parlato ne Il viaggio emotivo: Avventure urbane (LEGGI).

- Qual è il viaggio più emozionante che auguri a tua figlia?
Auguro a Giulia di capire al più presto che la vita è evoluzione, apertura e fonte di continua meraviglia, che niente è definitivo e senza rimedio, che tutto ciò che succede è fonte di crescita. Di queste cose si diventa consapevoli tardi, di solito.




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