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Le tabelle di crescita

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Sin dalla gravidanza si possono controllare i progressi di crescita del bambino ma è dalla nascita che i genitori si iniziano a fare domande sulla sua crescita ponderale e in statura

TABELLE CRESCITA - È una domanda che le mamme cominciano a porsi fin da quando il bebè è nel pancione: sta crescendo bene? Al giorno d’oggi grazie ai progressi delle tecniche ecografiche è possibile tenere sotto controllo lo sviluppo del feto e prevedere, con una certa approssimazione, il peso e la lunghezza del bimbo al momento della nascita.

È soprattutto nel corso dei primi mesi che spesso i genitori vengono assaliti da dubbi e ansie e si pongono domande del tipo: mangia abbastanza? il mio latte sarà sufficiente?

Il più delle volte si tratta di timori infondati perché ogni bambino cresce “a modo suo”, infatti la prima cosa che i genitori devono sapere è che non esistono regole precise e ogni bimbo ha un proprio ritmo di crescita.

È bene tenere presente che la crescita ponderale del bambino spesso è condizionata da fattori ambientali mentre la statura dipende quasi esclusivamente da caratteri ereditari. Così, anche se una corretta alimentazione può permettere il raggiungimento del massimo potenziale genetico, è molto difficile che un bimbo con genitori di bassa statura diventi molto alto.

C’è da dire anche che la crescita in altezza spesso procede in modo non lineare e va quindi valutata in un arco temporale abbastanza ampio.

Il discorso cambia se si parla del peso che costituisce un parametro che è più facile tenere sotto controllo. Tuttavia bisogna fare attenzione a un luogo comune molto frequente che, soprattutto durante il primo anno di vita del bambino, porta a focalizzare l’attenzione più sulla bilancia che sul centimetro; peso e altezza in realtà sono ugualmente importanti nella valutazione complessiva dello sviluppo del bambino. 

Tappe miliari, la crescita corretta nel primo anno di vita del bambino

Attualmente la quasi totalità dei pediatri ha smesso di consigliare di pesare il neonato prima e dopo la poppata (procedura che rappresentava una notevole fonte di stress per i genitori!): è sufficiente pesare il piccolo un paio di volte alla settimana nel corso del primo mese, per poi passare ad una volta alla settimana. Dal quarto mese in poi basta una sola volta al mese perchè l’aumento del peso con il passare del tempo diventa proporzionalmente sempre più contenuto. Nella scelta del momento più adatto per pesare il bambino non serve seguire alcuna regola precisa ma è molto importante che la pesata avvenga sempre nelle stesse condizioni, all’incirca alla stessa ora, con il bambino nudo o con indosso solo il body (in quest’ultimo caso bisogna pesarlo sempre con il body).

Ad indirizzare pediatri e genitori per le valutazioni sullo sviluppo del bambino contribuiscono le tabelle di crescita che vengono redatte e riviste periodicamente dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Tecnicamente si tratta di uno strumento statistico che viene usato per avere un modello di riferimento per la comparazione della crescita del bambino, per verificare cioè se essa risponde o meno agli standard adeguati in riferimento all’età. Queste tabelle riportano curve di crescita, chiamate centili, tracciate in base al peso e all’altezza di migliaia di bambini con uno sviluppo normale. Le curve prevedono una fascia di tolleranza poco al di sotto e al di sopra dei valori medi, all’interno della quale il peso o l’altezza sono considerati “normali”. Per tenere sotto controllo la crescita del piccolo basta segnare periodicamente i valori rilevati in corrispondenza dell’età per ottenere la sua curva. Se i valori si mantengono all’interno dei centili normali (cioè tra il 3° e il 97°) e la curva ha un andamento pressocchè regolare, significa che la crescita procede per il meglio.

Calcolo dei percentili di crescita

Nelle nuove tabelle di crescita redatte nel 2006 dall’OMS l’allattamento materno viene riconosciuto come modello di riferimento per i bimbi di ogni provenienza geografica e sociale infatti esse non si basano più esclusivamente su bimbi allattati artificialmente ma sono calibrate su un significativo campione di bambini allattati al seno. Questi risultano in media più magrolini e presentano una crescita più lenta e meno regolare ma sono anche meno soggetti a rischi di pressione alta, diabete, colesterolo e obesità, rispetto ai piccoli alimentati con il latte artificiale

Le fasi di crescita non sono sempre uguali. Nei primi due anni di vita ad esempio la fase è di rapido accrescimento. Dal secondo anno procede in modo non costante a "singhiozzo"; pause e rapidi accrescimenti dovuti principalmente a riduzione d'appetito, malattie dei bambini, fattori climatici, difficoltà socio affettive (inserimento in nuovi ambienti come asilo e scuola); a superamento di questi stati è naturale un recupero in brevi tempi. Per queste ragioni è consigliabile misurare un bambino grandicello, una volta all'anno, le misurazioni troppo ravvicinate possono dare l'impressione che il bambino cresca irregolarmente L'accrescimento riprende con il cosiddetto "scatto puberale" che rallenterà fino ad arrestarsi (per le femmine tra i 16/17 anni , per i maschi tra 19/20 anni).