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Le prime parole d'amore dei bambini

Quando un bambino inizia a parlare spesso le prime parole sono mediate da quella che gli esperti chiamano psicologia del desiderio

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di Jessica Cancila

Ogni nostra cognizione, principia dai sentimenti
(Leonardo da Vinci)



Tra le prime parole (LEGGI) pronunciate dalle bambine e dai bambini ci sono i nomi delle persone, i nomi comuni per riferirsi ai loro cari (mamma, papà, nonna) e i pronomi personali (io, tu): questo ci dice  che molto presto, nell'arco del secondo anno di vita, i bambini elaborano un concetto del sé e degli altri.

Quali affetti e quali pensieri sanno riconoscere?
Un'altra delle prime parole che tutti i bambini imparano a dire è 'voglio'. Gli studi ci dicono che questo termine è saldamente presente nei primi vocabolari già prima del secondo compleanno. Bisogna invece aspettare un altro compleanno, il terzo, perchè i bambini dicano 'penso' oppure 'so'. 

Lo stesso percorso vale quando i bambini si riferiscono non a sé, ma agli altri: i bambini parlano prima dei desideri degli altri che dei loro pensieri e delle loro riflessioni. A 20 mesi, dunque, la maggior parte dei bambini riesce a parlare di sensazioni e percezioni proprie e altrui (guardare, sentire, avere fame o sonno), ma solo un terzo parla delle emozioni e in pochi parlano, a quest'età, di pensieri e riflessioni (sapere, pensare, far finta). Questa prima fase dello sviluppo psicologico è caratterizzata quindi da una 'psicologia del desiderio' in cui il mondo appare mosso dai desideri delle persone e solo in seguito i desideri di rivelano come mediati dalla riflessione.


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A tre anni, in media, i bambini sanno distinguere tra sé e gli altri e tra desideri e riflessioni, ma devono aver compiuto i 5 anni prima che queste capacità siano ben distribute tra le diverse categorie, cioè perchè sappiano parlare con uguale padronanza sia dei desideri che delle riflessioni proprie e altrui. Un ruolo importante in questa sviluppo viene attribuito al gioco con gli altri bambini: è stato infatti visto che il contesto (LEGGI) gioca un ruolo importante sul tipo di lessico psicologico usato e che quando giocano con i compagni i bambini sono più orientati verso l'altro e parlano di più dei loro sentimenti e riflessioni .

Si dice spesso che c'è una differenza tra maschi e femmine rispetto ai sentimenti: questo dato viene confermato dalle ricerche. Infatti, già a 24 mesi le bambine parlano delle emozioni più dei bambini, una preferenza che viene messa in correlazione con il comportamento delle mamme: risulta infatti che le madri parlino più spesso di emozioni con le bambie  che con i bambini e che lo facciano anche in modo diverso, parlando prevalentemente di emozioni positive (voler bene, essere felici) con le bambine e di emozioni negative (rabbia, tristezza) con i bambini. I bambini e le bambine imparano così fin da piccoli a parlare in modo diverso delle proprie esperienze emotive.


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Quello che emerge in modo particolare da questo settore di ricerche è l'importanza delle relazioni per lo sviluppo emotivo, cognitivo e linguistico: un dato importante spesso sottovalutato è quello delle interazioni fra bambini (LEGGI) fin da piccolissimi e il peso dei condizionamenti sociali sulle differenze tra bambini e bambine in un aspetto così intimo come quello dell'elaborazione e dell'espressione delle emozioni.


A giovedì prossimo con un nuovo articolo

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