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Le paure estive dei bambini

Pesci, insetti, acqua e addirittura l'innocua sabbia: ecco le paure estive più diffuse tra i bambini

In estate si moltiplicano le attività e i giochi all'aria aperta...ma anche le paure per potenziai pericoli.
Insetti, creature marine, acqua e addirittura l'innocua sabbia possono spaventare i bambini.

Le paure più comuni?

Al mare senz'altro quelle dei pesci e dei granchi. Fino a due anni i bambini non sviluppano timore per creature che si muovono, che anzi sono oggetto di grande curiosità e interesse. Poi all'improvviso, dopo i tre anni, i bambini cominciano a mostrarsi apprensivi e agitati di fronte a un granchietto che cammina sulla sabbia o a un pesciolino che nuota lì nei pressi dei loro piedi.
Pescare granchietti sotto la sabbia o in mezzo agli scogli è uno dei passatempi più amati dai bambini e può aiutarli anche a sconfiggere la paura di questi animaletti: dotarsi di un retino e accompagnare il piccolo che sarà ben contento di vivere una vera avventura da cacciatori di granchi insieme al papà o alla mamma (LEGGI). Se non avete paura voi stessi potete mostrare come si prende il granchietto senza farsi pizzicare (tenendolo delicatamente tra pollice e indice per il corpo centrale). Mettete i granchi che avete catturato in secchiello con un po' d'acqua e fateci giocare il bambino, insegnandoli ad avere massimo rispetto per queste bestioline che poi andranno rimesse sugli scogli o sulla sabbia.
Con lo stesso retino si possono pescare dei pesciolini per dimostrare al bambino che sono creature del tutto innocue.


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La paura dell'acqua (LEGGI) è del tutto naturale. Se appena nati i neonati non hanno ancora perso la loro confidenza con l'ambiente acquatico, all'interno del quale sono cresciuti nella pancia della mamma per nove mesi, dopo un po' perdono questa confidenza e l'acqua può diventare un elemento pauroso. Soprattutto se la si incontra due settimane l'anno al mare o in piscina. L'atteggiamento del genitore è estremamente importante. Non bisogna trasmettere agitazione ed essere pazienti, rispettando i tempi del bambino. Sarà lui stesso a decidere quando entrare in acqua o addirittura andare con la testa sotto.
Insomma mai spingerlo in mare o in piscina, nemmeno per scherzo,  (LEGGI) e usare braccioli e salvagenti per aiutarlo a giocare e galleggiare in acqua e magari comprare una piccola piscinetta gonfiabile da riempire con acqua di mare.


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I più piccoli potranno avere qualche perplessità a toccare la sabbia (LEGGI) o a camminarci sopra. Si tratta di una sostanza dalla consistenza del tutto nuova, calda, friabile, morbida.
Alcuni bambini cominciano a piangere disperatamente e non vogliono saperne di toccare la sabbia nè con le mani nè con i piedi.
Date loro il tempo necessario per abituarsi alla sabbia, fateli sedere sul lettino e mettete un po' di sabbia nel secchiello lasciandoli liberi di toccarla e farla scivolare tra le dita.



Infine la paura degli insetti. Questa sì che può essere una paura trasmessa dai genitori. Un'ape o un calabrone (LEGGI) che ronza a dieci centimetri di distanza dalle orecchie fa paura alla maggior parte di noi. Anche in questo caso però è importante non fare scenate davanti ai bambini che possono assorbire la paura e farla loro. Anzi, è bene spiegare ai piccoli che non bisogna agitarsi, che è meglio allontanarsi con calma e che in genere questi insetti non hanno alcun interesse di pungere proprio loro. Può essere utile raccontare ai bambini che l'ape in realtà gira di fiore in fiore, per cercare il polline e fare il miele. In questo modo daremo al bambino l'immagine reale e anche un po' fiabesca di questo insetto così temuto.

C'è anche da dire che la maggior parte delle paure dei bambini vengono trasmesse dai loro stessi genitori. Anche se la mamma mi mostra apparentemente serena ed è sicura di essere in grado di nascondere l'apprensione per un insetto  volante o un granchio, il bambino percepisce comunque la sua agitazione.

A confermarlo è stato uno studio della Rutgers University di qualche anno fa che ha analizzato le espressioni e le reazioni di paura di bambini di addirittura solo sette mesi di vita.