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Le bugie dei bambini

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Tutti i bambini e gli adolescenti prima o poi dicono qualche bugia, ma non tutte le bugie hanno lo stesso peso e non sempre si tratta di vere bugie. Vediamo perchè accade e come reagire

Bambini e bugie

Tutti i bambini e gli adolescenti prima o poi dicono qualche bugia, se non ne dicessero mai ci sarebbe quasi da preoccuparsi!
Non tutte le bugie hanno lo stesso peso e non sempre si tratta di vere bugie. Inoltre i bambini ci guardano, ma soprattutto ci ascoltano e sanno che anche gli adulti a volte mentono. Una persona che afferma di non dire mai bugie è un “vero bugiardo”.



L'età in cui il bambino distingue tra il vero e il falso e tra finzione e realtà coincide con l'età della ragione, in genere verso i sei sette anni. Solo a quest'età un bambino è in grado di mentire al fine di ingannare gli altri. I bambini al di sotto dei sei anni sono invece i primi a credere nelle loro bugie.

Spesso dicono “non sono stato io!”, in questo caso i bambini piccoli desiderano così tanto non essere stati loro a combinare un guaio, ad esempio, che sono convinti che basti negare la realtà per sopprimerla e allo stesso tempo desiderano non dare un dispiacere ai loro cari. Man mano che i bambini crescono si rendono conto che negando la realtà essa non si cancella. Tuttavia anche le bugie dei bambini più grandi risentono di un pensiero magico infantile. Quando affermano il falso sono mossi dal desiderio che ciò che dicono sia proprio vero. C'è una tendenza ad ingannare sè stessi prima ancora che gli altri (autoinganno).

Le bugie che i nostri genitori ci hanno raccontato da piccoli

Le bugie nei bambini devono preoccupare i genitori solo quando diventano così frequenti da indurre il bambino a costruirsi un “mondo finto” fatto di illusioni, di sogni e di desideri poco legati alla realtà che sta vivendo (una realtà evidentemente che non piace e che fa soffrire).

Esistono diversi tipi di bugie (bugie di discolpa, la calunnia, bugie consolatorie, vanterie).

La bugia di discolpa

Non sono stato io! Tende a scomparire con la crescita del bambino, con il passare degli anni viene rafforzato il senso di sé e il bambino acquisisce maggiore fiducia nelle sue capacità. Si sente sereno nel riconoscere un proprio errore, una colpa sapendo che nulla è così grave da essere irreparabile.

Quindi non avverte la necessità di nascondere con la menzogna qualche parte negativa di sé. Può finalmente dire “sono stato io!” senza temere conseguenze disastrose.

Se le bugie di discolpa sono molto frequenti dopo i sette anni vuol dire che il bambino ha paura delle punizioni, del giudizio severo dei genitori e della loro disapprovazione. La bugia diventa una difesa, in altre parole una reazione all'atteggiamento intransigente dei genitori. Per questi bambini ammettere i propri errori significa deludere le aspettative dei genitori ed infrangere l'immagine del “bambino perfetto” a cui i  genitori tengono tanto. Meglio mentire piuttosto che deludere i propri genitori.

C'è molta insicurezza che rende più difficile assumersi la responsabilità delle proprie azioni. La sincerità scaturisce anche da una minore intransigenza verso se stessi che il bambino apprende dagli stessi genitori. Se i genitori ammettono davanti ai loro figli di aver sbagliato senza temere di apparire sminuiti ai loro occhi allora il bambino impara che può capitare a chiunque di sbagliare e che non c'è alcun motivo di vergognarsi o di sentirsi in colpa.

Le bugie che i genitori raccontano per far mangiare i figli

Calunnia

Diversa, e più grave, è la calunnia: “non sono stato io ma è stato lui!”. Si tratta di un comportamento antisociale nel senso che il bambino nel tentativo di salvare se stesso cerca di “distruggere” l'altro. Se il bambino ricorre spesso alla calunnia bisogna capire perché lo fa.

Spesso si tratta di bambini che a loro volta hanno subito delle ingiustizie dai compagni, ma anche dai familiari, bambini con non sono stati creduti quando dicevano la verità oppure puniti al posto di un altro. In questi casi i bambini si sentono autorizzati a fare altrettanto e fanno di tutto per non farsi scoprire e per non essere messi di fronte alle proprie responsabilità.

Comunque sia è necessaria una certa clemenza nei confronti dei “piccoli calunniatori” se si vuole che loro cambino. Inutile punirli e metterli con le spalle al muro, meglio lasciare  loro una via di uscita ponendo delle domande che li aiutino a riflettere su ciò che accaduto. Bisogna insegnare loro che esistono altri modi per affrontare i problemi e che è possibile perseguire la strada della lealtà ed avere il coraggio delle proprie azioni.

Le vanterie

Poi ci sono le bugie cosiddette “vanterie” che servono a “farsi belli” di fronte agli altri e che consentono di dare sfogo ai propri desideri di grandezza e in genere si estendono anche alla famiglia. Più che di vere bugie si tratta di tentativi di modificare la realtà ricorrendo alla magia del pensiero e dell'immaginazione. Il bambino decide di trasformare i suoi desideri in un racconto.

Le vanterie infantili hanno il fine di contrastare il senso di inferiorità del bambino e lui ricorre ad uno strumento potente: il senso di onnipotenza. Se inventa qualcosa tanto vale farlo alla grande. Spesso tra bambini comincia una gara di bugie, si tratta di un gioco dove ci si sfida a “spararle più grosse”. Non è il caso di preoccuparsi poiché la vanteria in questi casi è un gioco.

Se invece le vanterie sono sistematiche e servono a deformare la realtà (ad esempio si raccontano frottole per adeguare la propria situazione familiare a quella degli altri) bisogna capire se il bambino è oppresso da un senso di inferiorità sociale molto forte. Ciò accade quando i genitori inseriscono i propri figli in ambienti troppo snob al di sopra dei propri mezzi e ciò fa soffrire inutilmente i propri figli che si devono confrontare quotidianamente con chi ha di più e di certo non si sentono a proprio agio con gli altri ed aumenta il loro senso di inferiorità.

Bambini e bugie, il parere della pedagogista

Bugie di consolazione

Poi ci sono bambini che inventano storie non per vantarsi ma per consolarsi, trovare delle sicurezze e risolvere situazioni difficili con un lieto fine. Si tratta di bambini che mentono perché si sentono poco amati e apprezzati e soprattutto infelici. Si consolano con delle bugie che raccontano a se stessi prima ancora che agli altri.

Anche in questo caso (come per le vanterie) non si tratta di vere e proprie bugie ma di desideri che il bambino cerca di esaudire almeno nella fantasia. Il compito dei genitori allora diviene quello di interpretare i loro sogni e coglierne il loro vero significato. La realtà, di sicuro, non si può cambiare di punto in bianco come verrebbe il bambino; però è possibile capire le sue paure, le sue sofferenze e i suoi desideri.

Come comportarsi di fronte alle bugie dei bambini?

I genitori non devono mai dimenticare che il loro atteggiamento influisce sui figli e che la disapprovazione e il silenzio sono più efficaci delle punizioni.
E' importante che il genitore capisca cosa ha spinto il proprio figlio ad agire in quel determinato modo, ciò è possibile solo ragionando insieme a lui al fine di farlo riflettere. Di sicuro è più produttivo porre delle domande ai propri figli piuttosto che aggredirli con giudizi perentori che non lasciano via di uscita. E'  necessario indurre il bambino (o l'adolescente) ad assumersi le proprie responsabilità.

Per non correre il rischio di accusare ingiustamente i propri figli di essere dei bugiardi bisogna accertarsi che le bugie siano proprie vere! Quindi si consiglia ai genitori di evitare di reagire con collera o con le prediche. Serve a poco anche imputarsi sulla bugia o cercare di estorcere la verità.

15 bugie che raccontiamo ai nostri figli

Bisogna spostare l'attenzione sui fatti e suoi comportamenti che sono all'origine della bugia. Nel momento in cui poi il proprio figlio ammette con sincerità i suoi errori non bisogna punirlo; così facendo il bambino (o l'adolescente) apprende che è da stupidi dire la verità e che invece è da furbi mentire!

Fondamentale è l'esempio dei genitori: bisognerebbe cercare di non mentire mai ai figli anche quando loro pongono domande difficili o imbarazzanti. Se il genitore gli mente si sente autorizzato a farlo anche lui. La sincerità, così come la menzogna, i bambini la imparano dall'esempio dei genitori

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