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La fame di carezze, non di cibo

Un bambino che non viene toccato non si sviluppa normalmente. Ognuno di noi ha bisogno di essere toccato e di essere riconosciuto dagli altri. La fame di essere toccati e riconosciuti può essere appagata con le carezze

carezza"Se tu mi tocchi con dolcezza e tenerezza, se tu mi guardi e mi sorridi, se qualche volta prima di parlare mi ascolti,io crescerò, crescerò veramente" 
Questa frase detta da un bambino di 9 anni, riassume il pensiero di Muriel James e Dorothy Jongeward, consulenti per i problemi di relazione e comunicazione umana, in particolare per ciò che concerne la famiglia e la psicologia femminile. Riportiamo di seguito il pensiero delle due collaboratrici di Eric Berne e un caso clinico descritto in Second Change.  

"Ognuno di noi ha bisogno di essere toccato e di essere riconosciuto dagli altri. Tutti abbiamo bisogno di fare qualcosa del tempo che corre fra la nostra nascita e la nostra morte. Berne ha denominato "fame" queste esigenze biologiche e psicologiche. La fame di essere toccati e riconosciuti può essere appagata con le carezze, ovvero qualsiasi atto che implichi il riconoscimento della presenza dell'altro. Possono essere date carezze in forma di reale contatto fisico o in qualche forma simbolica di riconoscimento, come uno sguardo, una parola, un gesto o una qualsiasi azione che significhi "so che ci sei" .
Un bambino che non viene toccato non si sviluppa normalmente. Questa necessità viene soddisfatta attraverso le transazioni intime della vita quotidiana che consistono nel cambiare i pannolini, nutrire, far fare il ruttino, spolverare con borotalco, vezzeggiare,tenere in braccio. Tutti gesti che i genitori affettuosi riservano ai loro piccini.

C'è qualcosa che nel contatto fisico stimola la chimica dello sviluppo fisico-mentale del bambino. I bambini che vengono trascurati, ignorati, o che per qualsiasi ragione non vengono abbastanza toccati, soffrono di un deterioramento mentale e fisico che può perfino provocarne la morte. I neonati che vengono privati di un sufficiente contatto fisico, i bambini la cui libertà di movimento è troppo limitata o sono allevati secondo il principio che tenere troppo a lungo in braccio i bambini li vizia, possono soffrire di una deprivazione di contatto fisico assai simile a quella derivante da carenza alimentare. Entrambe ne ostacolano la crescita ".

ILLUSTRAZIONE DI UN CASO: all'età di 22 mesi Susan venne abbandonata dal padre in un ospedale pediatrico. Pesava soltanto 7 kg (peso medio di un bambino di 5 mesi), era alta 75 cm (altezza media di un bambino di 10 mesi), non aveva praticamente alcuna capacità motoria, non sapeva andare a carponi, non sapeva parlare e nemmeno balbettare. Se qualcuno le si avvicinava si ritraeva piangendo. Durante tre settimane, nel corso delle quali nessuno venne mai a trovarla, una assistente sociale si mise in contatto con la madre. Entrambi i genitori di Susan avevano un' educazione superiore, e tuttavia la madre si lamentò "i bambini non danno molta soddisfazione".
Descrisse Susan come una bambina cui non piaceva essere presa in braccio e che preferiva restare sola. Disse di aver rinunciato a cercare un contatto con lei e ammise di non volersi più prendere cura della piccola. Le varie analisi non evidenziarono alcuna ragione fisica per l'estremo ritardo mentale e fisico di Susan. Il suo caso venne diagnosticato come sindrome da deprivazione materna. Una vice-madre volontaria venne incaricata di occuparsi affettuosamente di Susan per 6 ore al giorno, cinque giorni alla settimana. Anche il personale dell'ospedale dedicò a Susan molte attenzioni. Venne abbracciata, cullata, la fecero giocare, la abituarono ad un frequente contatto fisico. Due mesi dopo, sebbene fosse ancora notevolmente ritardata, Susan presentava un notevole sviluppo delle risposte affettiv . Il suo peso era aumentato di 3 kg e la sua statura di 6 cm. Anche le sue capacità motorie erano molto migliorate, poteva andare a carponi e se sostenuta riusciva a camminare. Affrontava i contatti con persone poco conosciute senza paura.
Le attenzioni e le tenere cure che le erano state riservate avevano avuto un notevole effetto

Antonella Marchisella
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