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L'educazione civica per diventare cittadini del mondo

Nel mondo globalizzato è necessario prendere coscienza che la nostra Patria non può essere più un singolo Paese o una città, ma dobbiamo crescere nella consapevolezza che la Terra è la nostra Patria e che siamo tutti cittadini del mondo

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Siamo al quarto appuntamento delle nostre riflessioni sull'educazione del futuro, in cui ci fa da guida il testo di E. Morin : “I sette saperi necessari all'educazione del futuro” (LEGGI) in cui troviamo sette conoscenze essenziali che insegnanti e genitori sono chiamati a sostenere e potenziare nei bambini e nelle bambine.



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Oggi ci occupiamo della quarta conoscenza, la necessità di riflettere sulle conseguenze della globalizzazione sul nostro senso di identità e appartenenza. Nel mondo globalizzato, infatti, è necessario prendere coscienza che la nostra Patria non può essere più un singolo Paese o una città, ma dobbiamo crescere nella consapevolezza che la Terra è la nostra Patria e che siamo tutti cittadini del mondo.

Che cosa significa essere cittadini del mondo? In un ipotetico libro di educazione civica per la nuova Patria-Terra, troveremmo quattro capitoli principali: la coscienza ecologica, l'identità terrestre, la coscienza civica e il dialogo.



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La coscienza ecologica (LEGGI) ci ricorda che siamo tutti, in primo luogo, abitanti di una stessa sfera vivente (la 'bio-sfera' appunto). L'essere umano ha da sempre coltivato il mito del proprio primato sugli altri esseri viventi, sulla Terra e sull'Universo: al contrario, ci dice E. Morin, l'educazione oggi dovrebbe nutrire “l'aspirazione alla convivialità sulla Terra.”
 
Essere cittadini di una patria globalizzata significa capire che tutte le culture hanno “le loro virtù le loro esperienze, le loro saggezze e nello stesso tempo le loro carenze e ignoranze”. Le differenze tra le culture esistono e possono essere discusse con i bambini in modo creativo e costruttivo, mentre alimenta il razzismo parlare delle culture in termini di inferiorità o superiorità delle une sulle altre. Ogni persona ha radici in una cultura specifica, ma è anche in grado di apprezzare e rispettare le culture degli altri, sviluppando la saggezza di vivere insieme.



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La coscienza civica dei cittadini di ogni cultura si nutre con il senso di responsabilità e solidarietà gli uni per gli altri. Le nostre azioni non sono mai indifferenti, ognuno di noi deve agire nella consapevolezza che il nostro destino è sempre legato a quello degli altri. I bambini e le bambine possono realizzare che non si è mai troppo piccoli, per cambiare il mondo, come ci dimostrano questi esempi di bambine coraggiose: Natalie, oppure Sofia e Kiara che hanno scritto un libro dal titolo significativo “Isabella Makes A Difference: How Elementary School Age Kids Can Help the World Too! (LEGGI)

Lo strumento per realizzare questi ambiziosi progetti per i cittadini del futuro è il dialogo: quello interiore, che non teme la critica e l'autocritica, e quello esterno, fatto di ascolto (LEGGI) prima ancora che di parole


di Jessica Cancila


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