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L’amore spiegato ai bambini: dal cartone animato “Monster High” alla vita reale

In occasione dell'uscita del dvd Monster High - Doppio Spettacolo, la psicologa infantile Fanny Migliaccio ci spiega come i genitori dovrebbero parlare d'amore ai propri bambini

L’amore è croce e delizia di tutti, dobbiamo confrontarci con questo complicato sentimento a tutte le età. Da adulti, le complicazioni e le problematiche sono certamente più spinose, ma anche in tenera età è bene tenere presente che si può soffrire e che non sempre un bambino o una bambina sanno come reagire di fronte alle prime delusioni d’amore, ai primi dubbi; proprio come accade al personaggio di Draculaura nella serie animata Monster High, che dal 20 febbraio arriverà in Dvd con il nuovo episodio Doppio Spettacolo.



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Se per la protagonista del cartone animato è difficile scegliere tra un pretendente molto dolce e affettuoso ed uno più impertinente e sfacciato, ugualmente difficile per un genitore è trovare il giusto modo per affrontare i primi problemi sentimentali dei propri figli. Come bisogna spiegare l’amore ai più piccoli? In che modo è giusto approcciarsi? Abbiamo chiesto alla Dottoressa Fanny Migliaccio, psicologa infantile e psicoterapeuta della Gestalt che si occupa di dinamiche relazionali e comunicazione umana con particolare esperienza sulla gestione delle emozioni, in che modo un genitore dovrebbe parlare d’amore ai propri bambini.



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L’amore è un sentimento universalmente valido a tutte le età; ovviamente con intensità diversa rispetto alla fase adulta, ma fin da piccoli, dobbiamo misurarci con gli spasmi e i sussulti del cuore. Mettendosi nei panni di un genitore, qual è il modo migliore per parlare di amore, di sentimenti, ai propri figli? Come approcciare nel modo giusto un argomento così importante?
Quando un bambino ci confida di essere “innamorato”, per un genitore è un momento di grande gioia ed entusiasmo. Ogni genitore aspetta questo momento con l’ansia di dover trovare le parole giuste per spiegare al suo bambino sentimenti come l’amore. Ma, le parole giuste esistono solo in relazione al bambino che si ha di fronte, ogni bambino è diverso dall’altro, ognuno ha la sua sensibilità e maturità, sviluppate principalmente all’interno del proprio contesto familiare. Il modo in cui si parla ad un bambino è anche il modo in cui si desidera che il bambino cresca. I bambini vivono l’amore in modo spensierato e naturale, quasi come un gioco ed inoltre, questa esperienza insegna loro che dare affetto all’altro non può che far  stare bene anche se stessi. Spiegare ai propri bambini in modo semplice e naturale cosa accade quando si provano determinate emozioni,  potrebbe essere un inizio per cominciare  a costruire un dialogo che, con il tempo, diventerà sempre più importante, specialmente quando il bambino diventerà  adolescente, perché  saprà di poter contare sempre sul proprio genitore.



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Oggi i bambini crescono molto in fretta, c’è un’età in cui è giusto iniziare a parlare di amore ai propri figli?
Parlare d’amore ad un bambino non è poi così difficile, in fondo, i bambini ricevono amore sin dal loro primo giorno di vita e imparano a ricambiarlo in modo naturale e spontaneo. La parola amore per i bambini non è un concetto astratto, devono solo essere aiutati ad  associare a quella parola le emozioni che provano in alcuni momenti della loro vita. Anche se hanno solo pochi anni di vita, ogni bambino ha già fatto le sue piccole esperienze, per questo non c’è un’età giusta per parlare d’amore,  ma ogni genitore nel farlo dovrà adeguarsi e tener conto dell’intelligenza e della maturità di suo figlio.

L’indecisione è donna e può succedere che anche le bambine si trovino in difficoltà nella scelta del primo fidanzatino. Come succede alle donne adulte, da piccole le femminucce possono sentirsi attratte dal bambino più dispettoso piuttosto che da quello premuroso e gentile. E’ giusto intervenire e cercare di dare alla bambina una specie di “educazione sentimentale” per evitare strascichi nel futuro? Metterle, diciamo, in guardia?
Ciò che ci attrae di più è sempre ciò che difficilmente riusciamo a conquistare , e questa è una regola che, purtroppo, vale ad ogni età. Il bambino più vivace, divertente e dispettoso, è più interessante di quello dolce e premuroso, proprio come l’uomo misterioso e sfuggente attrae di più, rispetto a quello prevedibile e rassicurante; certo le sofferenze sono più grandi e si farebbe molta meno fatica a orientarsi verso chi ci ama e ci rispetta, ma come si dice: “al cuor non si comanda”. Non si può insegnare ad una bambina di 5-6 anni cosa le conviene scegliere per potersi  assicurare una vita sentimentale serena,non si può spiegarle perché scegliere un bambino e non un altro, fare questo significherebbe negarle la possibilità di poter scegliere ciò che preferisce o, meglio, condizionare i suoi “gusti ” e non permetterle di fare delle esperienze che, potrebbero farla soffrire ma che potrebbero, anche, insegnarle tante cose sulla vita e su se stessa. I genitori in questi casi possono solo dare dei consigli che, il più delle volte, non saranno ascoltati, ma che faranno capire al bambino che non affronterà da solo il lungo viaggio della vita.



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Perché, secondo la sua esperienza, a tutte le età, capita di provare empatia per una persona del sesso opposto che le altre persone dal di fuori, reputano sbagliato?
L’empatia è la capacità di sentire e provare ciò che sente e prova l’altro, riuscire a mettersi nei suoi panni in una determinata situazione. Un bambino comincia a sviluppare questa capacità verso i 4-5 anni. Quando un bambino o un adulto provano questo sentimento, è perché riescono a condividere qualcosa con quella persona, non solo per semplice “simpatia” ma, evidentemente, in quella persona ritrovano qualcosa di loro stessi che permette loro di capirla fino in fondo. Non è così facile riuscire a provare “empatia”, ed in particolare per i bambini non è così scontato, e quando la si prova, vuol dire che l’altro riesce a suscitare questo sentimento grazie ad una particolare affinità che non sempre è così comprensibile dal di fuori. Capita che bambini di indole dolce e pacifica sviluppino un forte legame con bambini caratterialmente molto diversi, così come capita per gli adulti, che spesso si innamorano di persone che apparentemente sembrano essere non adatte a loro. Il consiglio per i genitori è quello di essere discreti ma allo stesso tempo vigili, per poter essere preparati e intervenire nel caso ci fosse bisogno.

In caso di una piccola delusione d’amore da parte del proprio bambino/a, come deve comportarsi il genitore? Qual è il modo giusto per affrontare il dispiacere che provano i bambini?
Anche ad un bambino può capitare di incorrere un piccolo dispiacere d’amore. A quell’età non si sa ancora come affrontarlo, non si sa che passerà molto presto e che si tornerà a ridere e a giocare. Per un bambino è, sicuramente, più semplice dimenticare la delusione, ma questo non vuol dire che noi genitori dobbiamo sottovalutare il suo stato d’animo e le conseguenze che quel dispiacere può provocargli. I genitori,di solito, cercano di evitare il più possibile dispiaceri e dolori ai propri figli, a volte, proteggendoli a tal punto da farli vivere in un mondo ovattato ed irreale. Questo non fa che renderli adulti più vulnerabili. Ogni esperienza è importante per un bambino, che essa sia una delusione d’amore, il tradimento di un amico, il rimprovero di un insegnante … tutte aiutano i nostri figli a crescere. Ciò che possiamo fare come genitori è star loro vicini, aiutarli e confortarli, ma anche far capire loro che nella vita potrà accadere molto spesso di dover affrontare eventi spiacevoli, l’importante è non abbattersi e non perdere la fiducia in se stessi.
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