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Cuore e mente. Come guidare i bambini a dosare razionalità e istinto

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Come dosare istinto e razionalità nei bambini ? I consigli della psicologa per aiutare i bambini ad alternare cuore e mente

Istinto e razionalità nei bambini

Le esperienze e l’educazione della coppia genitoriale influenzano l’affettività dei figli i quali crescendo possono mostrare difficoltà a vivere le relazioni o a compiere delle scelte senza venirne condizionati. Spesso gli adulti esprimono maggiore o minore emotività nei rapporti con gli altri ed inevitabilmente vengono imitati: i bambini si identificano in loro interiorizzandone i modelli comportamentali.

Ma come è possibile guidarli a dosare razionalità e istinto?

Il cuore e la mente, spesso in combutta tra loro, sono in realtà due canali espressivi che sin dalla tenera età tendono a manifestarsi attraverso le caratteristiche di personalità o per emulazione. Sin dalla nascita, la maturazione e la competenza emotiva del bambino sono determinate dalla cura, dalle attenzioni e dal contatto corporeo che generano un senso di protezione e di sicurezza. Il legame che si costruisce nel tempo, favorisce soprattutto l’evoluzione del sistema nervoso che continua a svilupparsi per tutto il periodo dell’infanzia. Le coccole quindi non hanno soltanto la funzione di accudimento, ma favoriscono anche l’ingrandimento e lo sviluppo della neocorteccia e delle interconnessioni cerebrali. Queste ultime si strutturano anche tra neocorteccia e sistema limbico.

Sviluppo emotivo: come possiamo aiutare i bambini?

Sede delle emozioni, il sistema limbico non influenza solo altre aree del cervello, tra cui i centri del pensiero, ma ha anche specifiche funzioni di modulazione della temperatura corporea, dell’attività cardiocircolatoria e del livello di zucchero nel sangue. È quindi importante alternare il contatto corporeo con la comunicazione. Se cade, la cosa più immediata è di soccorrerlo stringendolo a sé, baciarlo, asciugargli le lacrime. Coccolarlo e rispondere alle sue richieste di protezione è un bene ma il bambino deve imparare anche ad esprimere a parole ciò che prova poiché risulta essere un buon modo per indurre il piccolo al ragionamento e alla riflessione.

Ciò lo guida a dosare l’istinto con la ragione, a viversi e a tollerare una possibile frustrazione, a fidarsi del proprio istinto e a lanciarsi nelle occasioni della vita senza poi reagire troppo male se la scelta è risultata sbagliata. “Fai ciò che senti”, “scegli ciò che ti piace” ma valuta “quello che è più giusto per te (e per il tuo futuro)”. -Quando chiede aiuto è bene attenersi alla singola richiesta supportandolo nello svolgimento del compito ma evitando di ‘fare al posto suo’, -se chiede un consiglio indurlo a ragionarci da solo sulla scelta da compiere, -se il suo comportamento potrebbe essere pericoloso o non idoneo in una specifica circostanza, fargli semplicemente notare che può farsi male e potrebbe incorrere in qualcosa di azzardato e dato che la loro natura è quella di ‘sfidare’ il rischio o testare cose non conosciute, è anche vero che la loro coscienziosità tende a svilupparsi grazie a questo tipo di valutazioni.

Educare in questo modo non è sempre facile poiché si è portati, spontaneamente, per istinto di protezione, a sostituirsi a lui, ad aiutarlo, a sorreggerlo o a rispondere al suo posto preferendo alcune cose piuttosto che altre ma non è detto, invece, che sia la cosa giusta per lui. I bambini, invece, dovrebbero essere incoraggiati a prendere decisioni in maniera autonoma, ad imparare dalla propria esperienza, dai propri errori e dal proprio istinto che li guida nella ricerca di qualcosa che poi risulterà essere ragionato. Conoscono così la propria natura, ciò che più gli piace e ciò che risulta giusto per loro.

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