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Introduzione alla comunicazione interculturale

Come favorire i contatti e la comunicazione interculturale tra persone che hanno conoscenze ed esperienze diverse?

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di Jessica Cancila

“Il fatto originario della fraternità è costituito dalla mia responsabilità di fronte ad un volto che mi guarda
come assolutamente estraneo

Emmanuel Levinas

Leggiamo ovunque le cifre e viviamo sempre di più nel nostro quotidiano gli effetti di un mondo definito globale (LEGGI). Tra questi effetti, non possiamo non includere i contatti comunicativi e culturali tra persone che hanno conoscenze e esperienze diverse.
Il contatto tra culture può avvenire fin dalla nascita, per persone che nascono in contesti bi o multiculturali. Oppure può avvenire negli anni della crescita e della formazione, per le persone definite nomadi globali o individui di terza cultura: coloro cioè che  interrompono processo di integrazione in una cultura per spostarsi in un'altra e che talvolta ritornano in patria, attivando un ulteriore processo di inserimento.
Il contatto interculturale è sempre più frequente anche nel mondo quotidiano e in quello del lavoro: i paesi occidentali sono infatti sempre più multiculturali. La sfida per gli insegnanti, ad esempio, è quella di integrare linguisticamente i nuovi arrivati, stimolare il mantenimento della cultura di origine nei figli di famiglie immigrate, (LEGGI) aprire a nuove culture, cogliendo l'opportunità delle classi miste, i bambini nativi. Per i medici, un altro esempio, la comunicazione fa parte della visita, della diagnosi e della cura: una difficoltà nel dialogo può avere conseguenze molto complesse.

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E' importante mettere in evidenza che la comunicazione interculturale avviene in una lingua condivisa. Può essere l'inglese con i turisti, l'italiano con gli immigrati, o l'arabo con la famiglia di origine rimasta in patria, non importa: le difficoltà dell'incontro comunicativo tra persone di culture diverse si può manifestare anche a prescindere da un codice linguistico condiviso. Un'introduzione alla comunicazione interculturale non può essere esaustiva delle problematiche che si possono incontrare, ma può offrire i punti intorno ai quali c'è accordo nella letteratura specifica, per dare gli strumenti di base e stimolare l'approfondimento.


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Le non-regole di questa settimana per sviluppare la “comunicazione interculturale”:

Come si può definire la comunicazione interculturale? La comunicazione interculturale può essere definita come la ricerca di una comprensione reciproca da parte di persone appartenenti a due culture diverse. E' importante a questo punto riflettere sul nostro concetto di cultura, come dice Bachtin (qui): “non dobbiamo immaginare il regno della cultura come uno spazio con delle frontiere e un territorio al suo interno. Il regno della cultura è completamente distribuito lungo le frontiere. Le frontiere sono dappertutto, attraversano ogni suo aspetto. Ogni atto culturale vive essenzialmente sulle frontiere. Se viene separato da esse perde il suo fondamento, diventa vuoto e arrogante, degenera e muore.” Le differenze, infatti, si trovano anche all'interno di uno stesso gruppo: si tratta dunque di
riflettere sul concetto di somiglianze e differenze e valorizzare entrambe negli incontri e nel dialogo, evitando di concentrarsi solo sulle differenze.
Quali sono le caratteristiche di una buona comunicazione? In genere, anche in culture diverse, i valori più apprezzati in una conversazione sono la buona educazione, la capacità di mettersi sullo stesso piano dell'interlocutore e il riuscire a 'salvare la faccia' dell'altro, senza metterlo in difficoltà.
Quali sono gli aspetti di una cattiva comunicazione? Tra gli aspetti percepiti come sgradevoli ci sono la maleducazione, il fare osservazioni o domande inopportune, lo scarso interesse verso l'altro e un ascolto distratto.
Quali sono le caratteristiche di una buona comunicazione interculturale? Una buona comunicazione interculturale è quella che si basa su una grande attenzione all'interlocutore: il buon comunicatore è sensibile, rispettoso, dimostra empatia, ha esperienza di culture diverse, ma soprattutto è interessato a conoscere la cultura dell'altro e sa dimostrare nella pratica queste sue abilità e interessi. E' importante fare sempre attenzione alle reazioni dell'interlocutore, per capire se qualcosa non gli è chiaro, se non ha capito una frase ironica, se ha bisogno che ripetiamo una parola. Per essere sicuri di non fraintendere, a nostra volta, è utile provare a ripetere le frasi su cui abbiamo dei dubbi, per chiedere conferma. Inoltre, è valutato positivamente chi mostra impegno nel capire e farsi capire e collabora attivamente per superare eventuali ostacoli o fraintesi.
Come si sviluppa la competenza interculturale? Per sviluppare una buona competenza comunicativa interculturale è importante sapere quali sono le aspettative legate ai vari eventi comunicativi nelle dievrse comunità. Gli studi indicano nella relazione con persone di altre culture la pratica necessaria per sviluppare la sensibilità interculturale e l'apertura a regole comunicative diverse. Tuttavia, l'attenzione all'altro e la dedizione all'ascolto sono i valori universali che possono permettere ad una conversazione di superare le barriere linguistiche e culturali, anche di fronte ad un'incompetenza o un equivoco. Stimolare nei bambini la riflessione sulla differenze culturali, ad esempio leggendo o costruendo fiabe , è un buon punto di partenza che li prepara ad essere cittadini globali.