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Intervista a Letizia: mamma blogger di 'Bilingue per gioco'

Il bilinguismo è un fenomeno in crescita anche in Italia. Navigando nel web abbiamoo trovato un fantastico blog chiamato Bilingue per gioco realizzato da una mamma blogger, Letizia e le abbiamo rivolto qualche domanda

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Anche in Italia il bilinguismo è un fenomeno in crescita. Navigando nel web ho trovato un fantastico blog chiamato Bilingue per gioco (http://blog.bilinguepergioco.com/) realizzato da una mamma blogger, Letizia. Così ho deciso di rivolgerle qualche domanda per saperne di più.

1) Quando e come mai hai pensato di realizzare il bellissimo blog Bilingue Per Gioco?
Ho un bambino di 20 mesi che sto crescendo bilingue (in inglese). Fin da subito ho avvertito la necessità di farlo giocare con altri bambini bilingui, perchè l’inglese fosse anche la lingua del gioco, e di confrontarmi con altre famiglie con esperienze simili.
E’ evidente che le famiglie bilingui in Italia non trovino alcun tipo di supporto, nonostante siano sempre più numerose, quindi ho deciso di  crearlo io stessa e fin da subito ho pensato al blog, come canale che permette lo scambio di esperienze tra famiglie.
Cosi Bilingue Per Gioco è nato di getto e l’idea si è andata sviluppando. Ho poi scoperto che l’impatto più forte del blog, su di me e sui tanti genitori che lo seguono, e’ di stimolare la riflessione sul bilinguismo e sulla comunicazione genitori figli, e questo, insieme alle informazioni e esperienze condivise, fa si che si affronti questa esperienza con più consapevolezza e meno incertezze.

2) Il bilinguismo è un fenomeno in crescita anche in Italia. Cosa ne pensi?
In Italia il dialogo sul bilinguismo non e’ nemmeno iniziato, al di la’ di vari centri che fanno ricerca e che rimangono molto lontani dalla vita quotidiana, Bilingue Per Gioco e’ la prima e unica realtà in Italia a proporre una riflessione sul bilinguismo. E questo è sorprendente, visto che le famiglie bilingui sono sempre più numerose.

Il bilinguismo esiste in molte forme:
- famiglie in cui uno o entrambi i genitori sono stranieri, 
- bilinguismo elettivo di chi insegna una lingua ai propri figli perche’ questa lingua fa parte delle esperienze accumulate e che vogliono trasmettere ai figli
- famiglie benestanti o agiate, pensiamo a professionisti, manager e diplomatici che sviluppano una carriera all’estero
- famiglie meno agiate, pensiamo agli immigranti che nel nostro paese fanno anche i lavori più umili
- genitori che iscrivono i figli a corsi di inglese a tre anni, sperando che imparino la lingua.

Ognuno di questi gruppi è in costante crescita: aumenta l’immigrazione, aumentano le coppie miste, aumentano gli studenti e i professionisti che si muovono per l’Europa o per il mondo.
Ebbene il bilinguismo non è tutto uguale, ognuno di questi gruppi ha problemi ed esigenze diverse. Tutti però hanno qualcosa in comune, per loro il bilinguismo e’ una ricchezza enorme

3) Quali sono secondo te le principali difficoltà che un bambino bilingue può incontrare nel nostro paese?
La sensazione di essere diverso. Ai bambini non piace essere al centro dell’attenzione, nemmeno per essere elogiato figuriamoci poi per essere additato come diverso. E’ inutile cercare di spiegare loro che le lingue sono utili, le motivazioni dei bambini sono diverse da quelle dei genitori, il segreto invece è far sì che per loro le lingue siano divertenti e abbiano un contesto sociale. Vedendo che ci sono altre famiglie bilingui si sentiranno meno isolati.
A ciò poi si devono aggiungere gli ostacoli che tutti i bambini e le famiglie bilingui devono affrontare, indipendentemente da dove vivono, primo tra tutti quello della motivazione. Se il bambino sa che i genitori capiscono e parlano entrambe le lingue sarà poco incentivato a parlarle entrambe
La risposta di Bilingue Per Gioco a questi fattori è la stessa: i Playgroups, momenti in cui bambini e genitori giocano insieme, ma solo nella seconda lingua

4) Leggendo la tua biografia all’interno del blog ho notato che hai girato un po’ in tutta Europa. Per quello che riguarda il bilinguismo e più in generale l’educazione che viene impartita ai bambini cosa hai notato di diverso rispetto all’Italia?
Dipende, non mi sento di dire che l’Italia è l’unico paese in cui non c’e’ spazio per il bilinguismo. Direi che in generale il tema è nuovo ed attuale un po’ in tutta Europa, per esempio anche l’Inghilterra e’ un paese molto monolinguistico, tanto ormai tutti parlano l’inglese… Però ci sono dei paesi che sono veramente all’avanguardia, penso  all’Olanda per esempio, o ai paesi scandinavi dove tutti parlano perfettamente l’inglese. Questo però è il risultato di uno sforzo che vede impegnata tutta la società: la scuola certo gioca un ruolo, ma anche il fatto che la televisione non sia doppiata aiuta tremendamente

5) Progetti per il futuro?
Tantissimi! Bilingue Per Gioco è appena nato e c’è ancora molto da fare perché riesca a raggiungere tutte le famiglie bilingui in Italia e all’estero (c’e’ anche il blog gemello Bilingual For Fun (http://blog.bilingualforfun.com/).
Dopo aver testato il modello a Verona sono pronta a far spuntare Playgroups in tutta Italia, sto già parlando con un paio di genitori interessati a collaborare con Bilingue Per Gioco per creare un contesto inglese, tedesco, francese, portoghese, etc. per i propri figli.

In bocca al lupo Letizia!

Martina Braganti
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