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L'influenza dei genitori nella scelta del partner

La psicologa Emmanuella Ameruoso ci induce a riflettere su quanto la scelta del partner dipenda dal legame affettivo che ogni singolo individuo ha vissuto durante l’infanzia

COME SI SCEGLIE IL PARTNER - In questo articolo la psicologa Emmanuella Ameruoso ci induce a riflettere su quanto la scelta del partner dipenda dalle esperienze che ogni singolo individuo ha vissuto durante l’infanzia.

Carla:“Quando l’ho conosciuto frequentava l’università e sin dall’inizio c’è stata un’intesa reciproca sulla condivisione di un interesse: l’ingegneria. Poi, essendo appassionato di computer, ha suscitato il mio interesse e mi ha incuriosita. Sin da subito i miei genitori lo hanno conosciuto ed è stato accolto in casa. Sono contenta di questo perché volevo che il rapporto tra Francesco e i miei fosse lo stesso che hanno con me. È entrato subito in confidenza con mio padre. Hanno un sacco di interessi comuni ...”.

L'educazione dei genitori influenza la personalità dei figli?

Francesco:“In quel periodo, nel mio gruppo, ero l’unico a non essere fidanzato per cui andavo alla ricerca di una compagna. Carla aveva una personalità differente dalle altre ragazze che ho conosciuto. Possedeva sicurezza e fascino, era ed è molto determinata, forse troppo. A questo si associa anche il mio interesse per la scelta che lei ha fatto rispetto alla facoltà di ingegneria. È molto diversa da mia madre”.

Ogni storia è singolare ed ognuna racconta in che modo la relazione affettiva sia stata soddisfacente o fallimentare.

COME SI FORMULA LA SCELTA DEL COMPAGNO

Il discorso vale sia per l’universo femminile che per quello maschile. Tendenzialmente si è portati a ricercare inconsciamente qualcuno che richiami alla memoria lo stesso legame affettivo (o un legame affettivo ideale), lo stile di attaccamento e il carattere del genitore del sesso opposto. La relazione tra madre/padre-bambino/a è molto importante nella strutturazione di un rapporto di coppia ed ha le stesse caratteristiche in termini di scambio.

Durante la fase dell’innamoramento, la scelta è guidata dall’illusione di poter incontrare la persona ideale, che abbia cioè le caratteristiche del primo oggetto d’amore: il genitore del sesso opposto. Un’esperienza valida e gratificante o frustrante e conflittuale diventa il leitmotiv nella scelta di un rapporto che soddisfi alcune funzioni:

- un uso erotico dell’oggetto (Winnicott, 1941) determina la scelta in base ad un bisogno di tipo narcisistico ed è finalizzato ad appagare una condizione di piacere: appropriarsi dell’oggetto, possederlo e poi sbarazzarsene, è il caso dei libertini;
- l’uso dell’oggetto come madre ambiente cioè di appoggio, di sostegno e di accoglienza che permette al bambino di soddisfare in pieno queste necessità e all’adulto di riproporla nel rapporto affettivo, come nel caso della donna nutrice o del padre protettivo.

Stili di attaccamento e modelli comportamentali

L’incastro inconscio è una richiesta vicendevole che i partner fanno tra loro e ha necessità di soddisfare delle scelte specifiche: la ricerca di un compagno che sia complementare al genitore, cioè che soddisfi un vissuto affettivo gratificante, (come nel caso di Carla) o completamente differente e in contrasto (come nel caso di Francesco) con la figura di accudimento rifiutata.

COSA AVVIENE UNA VOLTA EFFETTUATA LA SCELTA

Il legame che si costituirà sarà di tipo simbiotico o addirittura, e non raramente, collusivo soprattutto se i singoli membri della coppia non hanno risolto le proprie problematiche edipiche (Dicks, 1967). La relazione diviene, quindi, un modo per risolvere qualcosa che non si è ancora voluto affrontare, un esempio è rappresentato proprio dall’infertilità sine causa: la difficoltà a divenire genitore o ad accettare la maternità.

L’esperienza conflittuale di una bambina con la propria madre produrrà un ostacolo all’introiezione delle caratteristiche materne; per compensare tale mancanza rivolgerà il proprio investimento su un oggetto diverso che inizialmente sarà padre, e poi, un altro uomo al quale affiderà – in particolare – l’espressione del proprio essere femminile, ma senza risultato (Person, 1996).

L’unione può essere, quindi, la manifestazione di rapporti genitoriali conflittuali e può diventare il contenitore di bisogni regressivi e di problematiche che generano nevrosi o psicosi mantenute all’interno della coppia stessa attraverso un sistema di equilibrio: la relazione perversa che si genera diventa la terapia naturale di parti negate, scisse, dolorose e, per quanto sia sofferente, la sua funzione contenitiva prevale sull’effetto persecutorio di quegli aspetti di Sé non accettati. Il compagno ha la funzione d’integrare quelle parti mancanti permettendo alla coppia di monitorarsi reciprocamente l’uno con l’altro.

Sviluppo sociale e Sviluppo affettivo del bambino

Quanto è importante, quindi, preservare un rapporto significativo e armonioso con le figure di riferimento? Riappropriarsi di quelle parti di sé mancanti permette di recuperare una propria autonomia affettiva, libera da condizionamenti familiari. Una relazione gratificante pone valore all’individuo in quanto tale, conferisce sicurezza in termini di autostima e di accettazione di sé, permette anche una più concreta realizzazione personale in contesti relazionali differenti dalla coppia.

L’articolo citato è una estrapolazione (rielaborata) del libro di Emmanuella Ameruoso in pubblicazione a novembre 2014 “Desiderare la genitorialità. Il mondo interiorizzato nel disturbo dell’infertilità” ediz. Psiconline, Francavilla al Mare (CH).

A cura della Dott.ssa Emmanuella Ameruoso
Psicologa e Psicoterapeuta


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