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Il linguaggio dei bambini: il disegno

Proviamo ad analizzare il linguaggio dei bambini prendendo in esame i disegni di Marco, un bel bimbo di 7 anni

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INTERPRETARE DISEGNI BAMBINI - Marco ha quasi 7 anni, frequenta la prima elementare ed è un bel bimbo biondo con gli occhi grandi e i capelli ricci. In classe presenta un carattere chiuso e riservato, ma tutto sembra essere diverso al rientro a casa da scuola, dove probabilmente sentendosi maggiormente a suo agio, lascia che il filo continuo con alle due estremità i fattori introversione-estroversione, oscilli grandemente verso l'estroversione, l'apertura, la vivacità. Tutto perfettamente normale per un bimbo della sua età.

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Nel dialogo con i maestri emergerà infatti che il bambino si comporta diversamente a casa e a scuola: a scuola si rispettano le regole e si mangia in silenzio, se poi si parla di un asilo, quasi certamente si rileverà altresì che il bimbo si addormenta senza problemi, mentre a casa proprio non vuole saperne di addormentarsi e farà i capricci.

I fattori che spiegano il diverso comportamento tenuto a casa e a scuola, si configurano in una "differenza del contesto" principalmente data dal fatto che a casa ci sono i genitori, con i quali il piccolo ha un rapporto esclusivo, ed un "processo imitativo" o area di sviluppo prossimale, ovvero il bimbo tenderà ad imitare il comportamento dei bambini più grandi di lui.

Proviamo innanzitutto a raccogliere qualche informazione sul nucleo familiare che si compone di una mamma trentenne casalinga, un padre impiegato molto impegnato nel lavoro, due sorelle maggiori di 13 e 11 anni. Una famiglia tendenzialmente serena in cui i componenti mostrano atteggiamenti di disponibilità e cordialità.

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Una bella casa molto spaziosa arredata con gusto semplice e sobrio che ospita una serie di animaletti domestici: dei cagnolini, dei pesciolini rossi, due pappagalli, una paperella. Provo a sfogliare le pagine del suo quaderno di italiano e accanto ai dettati, ai temi, agli esercizi, la mia attenzione si sofferma su alcuni disegni. 

In un disegnino ci sono le giostre, il tendone di un circo colorato prevalentemente di rosso e a seguire di arancione, fucsia e una piccola quantità di giallo vivo

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In un altro disegno troviamo un albero, il sole, un unica nuvola colorata di blu scuro, una farfalla dalle ali arancioni, un fiorellino e uno sfondo di cielo e terra. C'è un particolare che personalmente mi viene alla mente prima ancora di notare i colori scuri con cui Marco ha colorato il suo disegno, ed è dato dalla grande quantità di terra raffigurata. Proveremo ad analizzare in un secondo momento questo punto, soffermiamoci per ora sulle tonalità di colore e sulla forma dell'albero. 

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Se guardiamo bene l'albero, notiamo che non è soltanto uno, sono due! C'è una linea di demarcazione più scura che delinea l'albero che sta davanti, se osserviamo bene le linee ci accorgiamo che sono quattro e il tronco non è uno soltanto come appare di primo impatto. I due alberi sono uno davanti all'altro se guardiamo frontalmente il disegno, e uno di fianco all'altro se lo guardiamo da punti di vista laterali.

In genere disegnare un albero può fornire notizie utili circa un aspetto in particolare della personalità del disegnatore: l'egocentrismo. Analizzando la forma del tronco, la disposizione della chioma, foglie, frutti, protuberanze, radici laddove presenti, rami, si può scoprire il concetto che un individuo ha di sé in relazione all'ambiente.

Sono 2 i test proiettivi più usati per valutare quest'aspetto della personalità: l'albero di Karl Kock e il test dei colori di Max Luscher. Il tronco rappresenta l'inconscio, la parte superiore simbolizza l'evolversi della personalità, proprio perchè un albero si sviluppa dal basso verso l'alto. In questo caso riscontriamo un tronco lineare, non molto lungo, senza protuberanze, la chioma armonicamente al centro, non sono visibili i rami.

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Sono presenti delle linee che potrebbero apparire una rimarcatura dei contorni, ma lo spazio tra la prima stesura delle stesse e il ripasso è davvero troppo grande per essere semplicemente un'accentuazione dei contorni, ciò ci porta a credere che si tratti di un secondo albero perfettamente sovrapposto al primo. I colori si presentano scuri: un verdone e un marrone scuro. E' interessante notare che la nuvola blu è situata proprio sopra gli alberi e anche questa è di colore scuro. 

I tronchi appaiono serenamente coinvolti con la larga distesa di terra, non ancorati ad essa ma armonicamente conviventi con essa. Peraltro si presentano in perfette proporzioni sia con la chioma sia con la terra : in particolare sono piccoli rispetto a quest'ultima, pacificamente consapevoli della posizione che occupano nel mondo e nei confronti della grandiosità della terra verso la quale sono dei piccoli esseri, importanti ma piccoli. Vicino alla nuvola compare il Sole di un giallo vivo perfettamente immerso nel cielo. 



Mi soffermo ora sulla figura del fiorellino, comparandola con altri fiorellini che Marco ha disegnato in un altro disegno soltanto una settimana dopo. In questo nuovo disegno il cielo è quasi scomparso lasciando spazio ad uno sfondo bianco, il Sole resta ancora immerso nell' azzurro.

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La distesa di terra ha dimensioni più ridotte, mentre l'albero ha assunto il primato: è gigante, il tronco è lungo e sottile contornato da tratti paralleli, lievemente separato dalla distesa di terra e la chioma tende ad accentuarsi verso sinistra. In quest' albero sono visibili alcuni tratti caratteristici della personalità egocentrica. 

A questo punto osserviamo i fiori: nel primo disegno c'è un unico fiorellino con il fusto dritto e due foglioline quasi impercettibili e tondeggianti, che sembrano assumere una posizione di chiusura come anche la corolla che sembrerebbe quasi un capo chinato che guarda verso il basso, mentre la parte centrale del fiore è colorata di un colore più spento rispetto ai ricettacoli dei fiori del secondo disegno, colorati di un vivace arancione e giallo. 

Peraltro i fiorellini del secondo disegno sono 3: due hanno la corolla gialla e il ricettacolo arancione, il terzo ha i petali arancioni e il ricettacolo giallo.


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Questa volta i fiori presentano una posizione d'apertura, il fusto sembrerebbe il busto di una figura umana e le foglie due braccia aperte e distese come per esprimere gioia. I fiori paiono raffigurati in ordine decrescente: il primo a sinistra è il più grande di tutti, mentre il terzo fiore con i petali arancio è il più piccolo. 

E' molto facile dedurre che il bambino abbia ritratto sè stesso nel fiorellino arancione e i genitori negli altri due fiori dai petali gialli. 


A conferma della mia analisi di questi disegni, vado a ricercare qualche indizio fra gli scritti di Marco e noto che nella stessa data in cui ha realizzato il primo disegno con il fiorellino "triste", scrive un pensierino: "Io certe volte mi sento solo quando non ci sono i miei genitori e le mie sorelle. Per divertirmi gioco con i miei cani, dò da mangiare ai pappagallini e alla papera. Altre volte vado dalla nonna per non stare da solo a casa".

Rammentiamo che Marco è un bambino di 7 anni ed è chiaramente inverosimile che si fosse trovato da solo a casa, eppure il bimbo aveva la percezione di essere solo. La nostra analisi sembrerebbe ben riuscita: nel fiorellino il bimbo rappresenta sè stesso e nel momento in cui ha percepito di essere solo ha disegnato un unico fiorellino sulla distesa di terra, dai chiari tratti intristiti.

A cura di Antonella Marchisella