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Il bambino superdotato: se l'intelligenza è “un dramma”

Fin da piccolo è considerato un bambino prodigio e lo si costringe continuamente a dare prova della sua intelligenza! Tutti i genitori nutrono delle ambizioni per il proprio figlio ma se diventano eccessive finiscono per predominare impedendo al bambino di scoprire i suoi reali desideri e le sue inclinazioni

immcondizioneyz5Fin da piccolo è considerato un bambino prodigio e lo si costringe continuamente a dare prova della sua intelligenza! Il fenomeno del bambino superdotato è legato ad una moda importata dagli Stati Uniti in Europa negli anni settanta-ottanta; l'apprendimento diventa sempre più precoce con lo scopo di sfruttare al massimo le potenzialità cerebrali di cui ogni bambino è dotato fin dalla nascita.
Nei primi anni di vita, in effetti, il cervello umano possiede un'elevata capacità di apprendimento. Da questo assunto si ritiene che stimolando fin da subito l'intelligenza cognitiva di un bambino si possa trasformarlo in un piccolo genio!  Far crescere un bambino con la convinzione di essere super in tutto si corre un grande rischio: il bambino non avrà mai la certezza di essere amato per quello che è con i suoi pregi e difetti.

Tutti i genitori nutrono delle ambizioni per il proprio figlio è un atteggiamento naturale. Tuttavia quando diventano eccessive finiscono per predominare impedendo al bambino di scoprire i suoi reali desideri e le sue inclinazioni. Sarà difficile per lui capire che cosa realmente desidera per se stesso, impegnato com'è a perseguire gli obiettivi imposti dai genitori.
La vecchia domanda: “cosa ti piacerebbe fare da grande?” spesso non viene posta più; c'è un destino segnato dalle aspettative dei genitori. Il bambino si trova così a dover raggiungere dei “falsi traguardi” che non rispecchiano le sua aspirazioni personali e non scaturiscono dall'elaborazione progressiva delle sue capacità. Questa assenza di libertà finisce per soffocare la spinta più vitale che muove il bambino, così come l'adulto, verso il raggiungimento dei propri obiettivi.

Spesso il bambino superdotato agisce sotto la spinta di un desiderio altrettanto “falso” dei traguardi che persegue: compiacere i genitori a tutti i costi, non volerli deludere mai! Sente su di sé la minaccia della disapprovazione che per un bambino abituato a ricevere amore perché è bravo e intelligente equivale ad una perdita di amore. Per questo raramente si ribella alle pressioni dei genitori.
Forse nel corso dell'adolescenza riuscirà ad opporsi alle loro aspettative e ad esprimere i propri desideri che ha soffocato per lungo tempo. Tuttavia non sapendo cosa desidera realmente fare si limiterà a fare il contrario di ciò che i suoi genitori si aspettavano da lui!

Il rischio maggiore per un bambino superdotato è di sviluppare e costruire un “falso sé”: un nucleo interiore labile, privo di consistenza, una personalità di conseguenza inconsistente modellata in modo tale da rispecchiare i desideri dei genitori. Per non perdere il loro amore rischia di perdere se stesso!

Il suo modo di comportarsi appare fittizio, puramente imitativo. Parla come un piccolo adulto, fa ragionamenti sofisticati che rivelano un'intelligenza superiore, a volte sorprendente per l'età. Nelle sue parole e nel suo comportamento colpisce anche la mancanza di spontaneità e di autenticità che li rende freddi e stereotipati. Recitano una parte ben precisa quella del bambino felice e soddisfatto, in realtà sono bambini infelici che spesso hanno poco tempo da dedicare al gioco e ai loro coetanei impegnati in attività più costruttive come imparare una lingua straniera corsi di musica di ballo etc.  Si accentua così in molti di loro lo squilibrio tra sviluppo cognitivo e quello affettivo e ciò può generare degli scompensi che non tendono a compensarsi neanche con la crescita!

d.ssa Giuliana Apreda
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