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"Cose da maschi e cose da femmine"

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La pedagogista ci consiglia come trovare un equilibrio tra il lasciare liberi i nostri figli di esprimere le loro passioni e aiutarli dall'altra parte a rafforzare l'identità di genere

Identità di genere

Quante volte ci siamo trovati nella situazione di pensare o dire ai nostri figli maschi "ma no quella è una cosa da femmine?" E quante volte abbiamo più o meno consapevolmente precluso alle nostre bimbe di sperimentarsi in attività tipicamente maschili? Ma fino a che punto ci si può spingere ad "indirizzare" i bambini a questa o a quell'attività perchè "tipica" di quel determinato genere?

Fino a quando i nostri bambini sono piccolissimi noi adulti iniziamo ad aiutarli in quella che è la costruzione della loro identità. Una parte fondamentale che costituisce la nostra identità è quella di genere. Attraverso i vestiti che facciamo indossare ai nostri figli, i giochi che regaliamo loro, i colori di cui li circondiamo, le attività a cui li facciamo partecipare... contribuiamo a rafforzare la loro identità maschile o femminile: in un certo senso "confermiamo" la loro natura e facciamo fare loro esperienze che la assecondino e la rafforzino.

Identità di genere: da cosa viene influenzata?

E' pur vero però che nostro figlio o nostra figlia non sono il "maschio" o la "femmina" generici e standard: la variabilità individuale è enorme. Ecco quindi che ogni bambino ha i suoi gusti, le sue esigenze, le sue passioni e i suoi interessi, i suoi desideri... E a volte il confine che sembrava così netto tra ciò che è da "maschio" e ciò che è "da femmina" non è più così evidente: bambine che voglono andare a giocare a pallone, che amano il blu e l'azzuro, che si divertono in giochi più fisici e di movimento; maschietti che amano il canto e la danza, la lettura e giochi più statici e "riflessivi".

Di fronte a queste carateristiche "inaspettate" alcuni genitori a volte si sentono un po' spiazzati e si chiedono quanto sia giusto assecondare i loro figli e quanto invece dovrebbero convincerli a sperimentarsi in esperienze più "adatte" al loro genere. Sostanzialmente è necessario trovare un equilibrio tra il lasciare liberi i nostri figli di esprimere le loro attitudini, i loro interessi e le loro passioni, e aiutarli dall'altra parte a rafforzarsi in quell'aspetto fondamentale dell'identità che è l'identità di genere.

Non si tratta in questo senso di precludere ai nosri figli delle esperienze: è importante permettere loro di potersi esprimere a 360° in tutti gli ambiti in cui vogliano sperimentarsi, anche perchè molto spesso il ritenere che un'attività o un gioco siano tipicamente maschili o femminili è semplicemente uno stereotipo (per es. chi l'ha detto che solo un maschio può giocare al meccano, o solo una femmina può giocare con fornelli e pentolini?) E' poprio attraverso una sperimentazione "libera" che il bambino può "scoprire" davvero chi è e l'adulto che lo affianca può aiutarlo nella conferma di se stesso.

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