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I trucchi per combattere il disordine

Come abituare i bambini a rimettere in ordine le loro cose e come far sì che la casa non sembri empre un campo di battaglia

di Laura Losito

Ogni mamma sa bene quanto una casa dove abitano anche dei bambini possa essere disordinata. Quella contro il disordine è una battaglia quotidiana.
A un anno sembra che il passatempo preferito del nostro bambino sia sparpagliare oggetti per casa, e non facciamo in tempo a ricollocarli al loro posto che lui ha già compiuto un'altra piccola rivoluzione a pochi centimetri da noi. Come se non bastasse, vestiti e giocattoli si moltiplicano alla velocità della luce, col passare del tempo e con il mutare delle necessità del piccolo.

Dare istruzioni
Anche un bambino molto piccolo, di diciotto mesi o anche prima, è in grado di raccogliere tutti i giocattoli per terra e metterli nella scatola, se gli diamo chiare istruzioni dopo avergli mostrato qualche volta come fare. Naturalmente non dobbiamo dimenticare di gratificarlo con coccole e complimenti per l'ottimo lavoro svolto.


La cameretta che cresce insieme al bambino


Lo spazio
Nel coinvolgere i più piccoli nelle operazioni di pulizia, non possiamo pretendere che riescano a stipare enormi quantità di oggetti in spazi angusti. Deve esserci spazio sufficiente per tutto; se non è così, bisogna iniziare a sbarazzarsi di qualcosa.


L'armadio
Anche l'armadio deve essere ben organizzato con grucce, scomparti, appendini per cappelli, sciarpe e cinture, scatole per la biancheria. Ogni cosa deve avere il suo posto, in questo caso anche un bambino piccolo sarà in grado di memorizzare il "nostro" ordine.

I disegni
E' ovvio che i piccoli capolavori dei bambini non possono trovare posto tutti sul frigorifero. Allestiamo quindi altri luoghi di esposizione della meravigliosa pinacoteca: possono essere clip adesive sugli armadi, lavagnette di sughero con le apposite puntine, un filo con le mollette (come quello del bucato) fatto passare lungo una parete


Arredare la cameretta


L'archivio
Archiviare i giocattoli è uno stratagemma noto, soprattutto se parliamo di bambini piccoli: si fanno sparire alcuni giocattoli per un po', e quando si tirano nuovamente fuori sembrano come nuovi e il piccolo li accoglie con interesse ed entusiasmo. Quando poi il bimbo cresce, è necessario sbarazzarsi dei giocattoli o ormai obsoleti, che non lo attraggono più in quanto destinati a età molto inferiori. In questo modo gli oggetti in giro per casa diminuiranno; ma sarà necessaria tutta la nostra delicatezza di mamma per convincere il piccolo a mettere in cantina i suoi "tesori" (anche se non  li degna più di uno sguardo da mesi).

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Si può puntare sul suo orgoglio di bambino grande ("Questo gioco è per bambini piccoli, sei troppo grande per giocarci") o proprio sul valore affettivo ("Lo prestiamo per un po' al nostro cuginetto" o "Lo diamo ai bambini meno fortunati".) Altra idea: portare i giocattoli "doppi" da nonni e zii, in modo che i bimbi ci possano giocare quando sono loro ospiti. Non sentiamoci in colpa nello sbarazzarci di giochi seminuovi; diamoli a chi ne ha bisogno, o magari regaliamoli a un'asilo nido o a una scuola materna.

Non drammatizziamo
Quando i nostri bambini saranno all'università avremo tutto il tempo di tenere una casa immacolata e in perfetto ordine. Per il momento sono ancora piccoli, e abbiamo tutto il diritto di avere una casa disordinata, colorata, inaccessibile, con il classico giocattolo con rotelle piazzato nel corridoio dell'ingresso, dove qualsiasi visitatore rischia di schiantarsi.

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